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NATIONAL LEAGUE
06.12.21 - 21:540
Aggiornamento : 07.12.21 - 12:36

Aquile in risalita con Cadieux: «Ora siamo lì, ma il discorso non cambia»

Con Jan Cadieux il Ginevra è tornato in carreggiata «Pre-playoff? In condizioni "normali" non possiamo restarne fuori».

«Zurkirchen ha giocato benissimo, ma non possiamo aspettarci che il Kloten ce lo lasci per sempre… L'evolversi della situazione dipenderà da tanti fattori. Bertaggia futuro granata? Ha qualità ideali per un hockey moderno».

GINEVRA - Con la battaglia che imperversa e una bella bagarre nella pancia della classifica, anche il Ginevra, team che sulla carta ha un roster di primissimo piano, è tornato in carreggiata dopo un avvio decisamente complicato. Finita l'era Émond, allontanato durante l'ultima sosta per le Nazionali, le Aquile si sono affidate a Jan Cadieux, promosso head coach dopo l'esperienza da vice. L'ex tecnico dei Rockets non ha stravolto il mondo-granata, ma con qualche cambiamento ha cercato un hockey un po' più diretto.

«Non volevo ripartire da un gioco fisico come quello di 20 anni fa, ma mettere un po' di più l'accento sulla grinta e l'intensità - interviene Cadieux, che nelle prime 6 partite ha ottenuto 12 punti - Vogliamo sempre giocare con il disco, ma anche evitare di girare troppo “al largo”, puntando invece un po' più diretti sulla porta».

A livello personale Cadieux ha vissuto un mix di emozioni. Certe occasioni vanno colte al volo, ma sostituire un amico e un coach che si stima moltissimo non è facile.
«È così. Ho vissuto giorni un po’ difficili. Da una parte diventare head coach è sempre stato il mio obiettivo e non lo nego. Dall’altra non ero “pronto” e non volevo che accadesse così. Poi però so bene che questa è la vita e fa parte del nostro business. C’era gioia, ma anche dispiacere per una persona come Pat, da cui ho imparato tanto nei due anni e mezzo passati insieme».

Per troppo tempo “dipendente” dai suoi stranieri, il Ginevra ora è ripartito anche grazie al contributo degli svizzeri. Proprio da loro, non è un segreto, ci si aspettava di più.
«Le statistiche non mentono. Rispetto alla media siamo ancora un po’ troppo “straniero-dipendenti”, ma nell’ultimo weekend abbiamo vinto due partite grazie a cinque reti svizzere (su 5, ndr). Invero hanno sempre giocato bene, ma mancavano un po’ di costanza e i guizzi decisivi. Finalmente stanno arrivando e, se vogliamo salire in classifica, questo sarà un fattore determinante».

A proposito di classifica, ora le Aquile sono tornate sono a ridosso della zona pre-playoff. Con 35 punti in 29 partite i granata sono a -1 dall’Ambrì, decimo ma con una partita in più.
«Sì, è positivo, ma non volevamo concentrarci troppo sulla classifica. All'inizio ho parlato con ogni giocatore e abbiamo ragionato su un processo di crescita, sia individuale che collettivo. Nelle ultime 5 partite ne abbiamo vinte 4 e questo ci ha aiutato a risalire, ora siamo lì. Adesso però non dobbiamo smarrirci. Il discorso non cambia. Obiettivo pre-playoff? Sicuramente, in condizioni “normali” a livello d’infortuni, non possiamo rimanerne fuori».

Tra i pali, dopo il ferimento di Descloux, avete potuto contare nuovamente su Zurkirchen, arrivato per la seconda volta in prestito dal Kloten. Resterà ancora con voi?
«Dipende un po’ dai risultati degli esami medici di Gauthier e dal Kloten. Quando ne sapremo di più, cercheremo la miglior soluzione possibile. Al momento siamo stati fortunati perché “Zuri” è arrivato e ha giocato benissimo. Però non possiamo aspettarci che il Kloten ce lo lasci per sempre… Anche per lui, con le partite e i viaggi, è complicato. Diciamo che a corto termine pensiamo di poterlo avere ancora con noi, perché prima della sosta per la Nazionale giochiamo ancora solo una partita. Dopodiché vedremo. Chiaramente sarebbe ideale avere un portiere svizzero del suo livello ed evitare l'eventuale “pista” degli import. Detto questo, dipende davvero da tanti fattori».

Infine uno sguardo al futuro. Dalla prossima stagione e fino al 2027 Alessio Bertaggia indosserà la maglia del Ginevra.
«Sono contento. Alessio è un combattente, ha già dimostrato il suo valore e sa segnare anche gol importanti. Porta la grinta e la velocità necessaria per giocare un hockey moderno. Sono convinto che avrà successo e si troverà bene».

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Commenti
 
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sergejville 1 mese fa su tio
semplice: quando hai tanti infortuni non puoi costruire (soprattutto con un coach nuovo; vedi HCL) e soprattutto devi sempre mettere in pista squadre d'emergenza e/o raffazzonate. Tutti (o troppi) sempre pronti a puntare il dito quando le cose vanno male ma la spiegazione è semplice: INFORTUNI. E HCL e GS ne sono stati quelli (molto) più colpiti. Togli 2 portieri, 2 stranieri e 3-4 svizzeri forti a qualsiasi squadra per 15 partite (non 3) e poi voglio vedere cosa succede.
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