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NATIONAL LEAGUE
11.05.21 - 08:000
Aggiornamento : 18:13

«Fieri della nostra stagione, in tanti si sono accorti di noi»

Il Rappi di Leandro Profico è stata l’ultima squadra capace di battere lo Zugo, fresco campione svizzero.

I sangallesi sono stati anche i giustizieri di un timido e fragile Lugano: «I motivi della loro sconfitta sono abbastanza chiari. All'inizio erano pronti, poi sono cambiati...».

RAPPERSWIL - Piegati nell'ordine Berna (4-2), Rapperswil (3-1) e Ginevra (3-0), lo Zugo ha chiuso venerdì una stagione eccellente mettendo le mani sul secondo titolo della propria storia. Con un Genoni stellare tra i pali e frecce acuminate come Hofmann, Simion e Kovar, gli svizzero-centrali hanno centrato un trionfo che mancava dal 1998.

Giunti all’atto conclusivo dopo aver eliminato due squadre arrivate dai pre-playoff - bella novità che ha dato pepe al finale di stagione -, i Tori sono poi riusciti a tarpare le ali alle Aquile, rimaste a bocca asciutta nella finalissima. L'ultima squadra capace di regalare un dispiacere alla truppa di Tangnes è stato infatti il Rappi di Jeff Tomlinson.

«È vero, è la prima cosa a cui ho pensato quando ho visto Diaz alzare il trofeo - interviene Leandro Profico, difensore autore di un’ottima stagione condita anche da 24 punti - Quando si analizza una sconfitta si trovano sempre dei piccoli sbagli e degli aspetti da migliorare, ma nel nostro caso c’è stato davvero poco spazio per il rammarico. Abbiamo finito la stagione in crescendo raggiungendo un traguardo importante. I playoff mancavano dal 2008, le semifinali dal 2006».

Anche con lo Zugo avete venduto cara la pelle.
«Sì, ce ne siamo resi conto. Siamo usciti a testa alta e, a mezz’ora dall’eliminazione, non c’era più spazio per la “tristezza”. Non eravamo abbattuti, ma piuttosto fieri per quello che abbiamo fatto. Loro hanno stra-dominato la regular season confermandosi nei playoff. Batterli una volta è già stato qualcosa di importante. Anche in città, nonostante il Covid, abbiamo sentito il calore e la vicinanza dei tifosi. Quest’anno in tanti si sono accorti del Rapperswil e ne hanno parlato... abbiamo fatto una bella cosa».

Per il Rappi, la stagione appena andata agli archivi è stata l’ultima con Tomlinson al timone dopo tanti anni. Cosa vi ha detto negli spogliatoi?
«Era commosso. Gli mancavano le parole. Se siamo andati così lontano la maggior parte del merito è proprio sua. Eravamo tutti emozionati perché Jeff è una grande persona. Adesso era arrivato il momento di cambiare ed è stato come quando una famiglia si divide. Io ho lavorato con lui per 6 anni, anche per me non è stato un momento facile».

Nel vostro cammino avete affossato anche il Lugano, letteralmente evaporato dopo una buona regular season. 
«I motivi della loro sconfitta per me sono abbastanza chiari. Gara-1 l’hanno giocata sull’uomo in stile playoff, con trash-talking e tutto il resto. Erano pronti. Poi però da gara-2 sono cambiati. Noi abbiamo giocato fisico e dato il 101% su ogni disco, loro no. Hanno fatto il compitino e non è bastato».

In altre serie si sono viste bagarre e interventi duri, basti pensare al trattamento ricevuto da Tömmernes in finale. In Lugano-Rappi no.
«È vero. Non ci sono state “scazzottate” o penalità di partita. È anche strano se si pensa ai playoff. Forse si sono lasciati un po’ andare. Noi sicuramente avevamo più fame. Loro invece avevano pressione e l’hanno sentita, forse anche un po’ troppo».

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Commenti
 
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hclnelcuore 1 mese fa su tio
bravo Rappy e un grande complimento a Jeff al suo staff e dirigenti. Poche chiacchiere ma tanta sostanza
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