Ti-press (Samuel Golay)
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HCL
07.05.21 - 09:310
Aggiornamento : 17:11

Bianconeri tra errori e orrori; avranno imparato?

Per ottenere qualcosa che non hai mai avuto devi fare qualcosa che non hai mai fatto.

Nello sport vince solo chi sa programmare, seminare e poi attendere.

LUGANO - “Bollito”. “Finito”. “Insegnante di un hockey che non funziona più”. Nei mesi, questi sono stati tra i commenti più “lusinghieri” rivolti a Chris McSorley. 

“Il Lugano è la sua ultima grande occasione”, qualcuno ha raccontato poi negli ultimi frenetici giorni, nei quali il segreto - di pulcinella - del suo ingaggio aspettava solo di essere svelato.

La realtà è che più che per il 59enne coach, questo matrimonio in salsa ticinese è piuttosto l’ultima grande occasione per il Lugano. Per cosa? Per dimostrare di essere finalmente diventato un club snello, moderno e lungimirante. Di saper programmare, seminare e poi attendere. Perché è solo così, soprattutto nello sport, che si riescono a ottenere i risultati.

State impazzendo per il super Zugo di Dan Tangnes? Gongolavate davanti al miracolo-Davos di Arno Del Curto? Allora è forse giusto puntualizzare che, prima di arrivare a questo punto, con il titolo a un passo, alla Bossard Arena il norvegese ha masticato amaro per tre stagioni. Allora è anche corretto ricordare che, prima di cominciare a fare grandi i gialloblù, arricchendone la bacheca con sei portaombrelli, il maghetto grigionese è dovuto passare attraverso sei anni magri. E che dire dell’ultimo Ambrì, quello - quando non decimato dalle assenze - capace di essere competitivo nonostante un budget poco… competitivo? È perché Luca Cereda lo sta quotidianamente plasmando ormai dal 2017.

Certo, è giusto che gli allenatori non abbiano credito infinito; è tuttavia pure corretto che questi siano spinti e difesi indipendentemente dai risultati. Che il loro operato sia valutato e giudicato una stagione alla volta, non una partita alla volta. È questo, ovvero la parte più difficile del lavoro, che dovrà fare il Lugano. Se saprà sostenere - nella buona e nella cattiva sorte - lo spigolossimo professionista che si è messo in casa, allora potrà sfidare alla pari, a livello di qualità e testa, le rivali più forti della Lega. 

La frase “Per ottenere qualcosa che non hai mai avuto devi fare qualcosa che non hai mai fatto” va molto di moda e si può adattare anche a chi lavora alla Cornèr Arena. Gli anni di mancati successi dovrebbero infatti aver insegnato ai bianconeri cosa davvero serve per salire di livello.

È davvero così? Non serve che attendere.

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Commenti
 
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Boh! 4 mesi fa su tio
Programmare, seminare, attendere.... tutto molto difficile da applicare in uno sport di squadra professionistico, dove alla fine basta un’offerta allettante per far cambiare fede ad un giocatore..... ma anche ad un allenatore.....
Nano10 4 mesi fa su tio
tutto esatto quello che è stato scritto, ma anche il livello tecnico dei giocatori nella rosa ha la sua importanza per qualsiasi progetto
Mamy 4 mesi fa su tio
Il Lugano non ha più scuse!
sergejville 4 mesi fa su tio
La pazienza la deve avere non solo il Club ma pure tanti tifosi e tanti Media. Chris grande acquisto per molti motivi. Poi -come sempre- nello sport entrano in gioco moltissimi fattori; tanti incontrollabili. Forza Lugano!
Bibo 4 mesi fa su tio
@sergejville Appunto, il club non ne ha di pazienza, inutile fare proclami in tal senso, progetti a medio termine, ecc... Se non faranno bene nei primi 2 anni, tanti saluti e si ricomincia...è sempre stato così negli ultimi 15 anni. I tifosi del Lugano si sa che vogliono solo vincere, ma il club dovrebbe essere più paziente...
Evry 4 mesi fa su tio
@sergejville Certo, era ora che arivasse uno che sa il proprio mestiere e non risparmi certi fannulloni con il naso in alto ma... AUGURI e FORZA LUGANO
sergejville 4 mesi fa su tio
@Bibo Forse non mi sono spiegato: a volte la pazienza del Club è messa a dura prova da tanti tifosi e da tanti giornalisti. Con McSorley gli intenti dell’HCL sono chiari. Che i tifosi (tutti) seguano di pari passo. Quindi forza Chris e forza Lugano!
Bibo 4 mesi fa su tio
@sergejville Quando il club ascolta i tifosi e soprattutto i giornalisti allora è segno che il "progetto" è già in crisi e/o la dirigenza non ha le 00!
Evry 4 mesi fa su tio
@sergejville Certo, era ora che arivasse uno che sa il proprio mestiere Ben detto
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