Keystone (archivio)
NATIONAL LEAGUE
26.10.20 - 16:320
Aggiornamento : 27.10.20 - 10:36

Lettera aperta dei presidenti: «Vogliamo e possiamo giocare a hockey»

«I concetti di protezione si stanno rivelando inutili a causa delle vostre (previste) decisioni».

LUGANO/AMBRÌ - Il momento è delicato e anche lo sport rischia di pagare il prezzo. Sì perché gli eventi con oltre 1'000 persone sono tornati ad essere vietati in diversi Cantoni, non ancora in Ticino. Di conseguenza i piani di protezione stilati in estate da parte dei club sportivi di calcio e hockey rischiano di venir cancellati da una situazione epidemiologica critica.

Alla luce di ciò i 12 presidenti delle squadre di National League hanno deciso di scrivere una lettera al Consiglio federale, per cercare di far cambiare una situazione che potrebbe portare diversi club sull'orlo del fallimento. Soprattutto perché questi piani di protezione si sono rivelati fin qui molto efficienti...

Ecco il testo:

Signore e signori Consiglieri federali
Signore e signori Consiglieri di Stato

In una riunione congiunta, i presidenti dei club di National League hanno deciso all'unanimità di fare tutto il possibile per portare a termine la stagione di hockey.

Il calcio e l'hockey su ghiaccio sono di enorme importanza nel nostro Paese, socialmente, economicamente e in termini di salute. È quindi fondamentale che lo sport sia praticato anche in tempi di crisi, per la squadra, per gli juniores, per i tifosi, per lo staff, per i partner e per l'intera popolazione. Non dobbiamo permettere al Coronavirus di dettare e proibire le nostre vite.

Adottando le misure adeguate, dobbiamo, vogliamo e possiamo giocare a hockey davanti a un pubblico anche durante una pandemia!

- Per questo motivo, tutti i club di National League hanno sviluppato piani di protezione per la stagione 2020/21 che sono stati considerati esemplari e hanno superato la prova pratica: non ci sono stati casi superspreader né negli stadi, né all'esterno, né prima né dopo le partite.
- Pertanto, tutti i club di National League hanno accettato di non poter accogliere tutti gli spettatori, cioè di non poter servire tutti i loro clienti, ma solo un massimo di 2/3 della loro capacità (già ridotta dall'eliminazione dei posti in piedi).
- Per questo motivo, tutti i club di National League hanno immediatamente ridotto i propri costi e hanno attuato o sono in procinto di attuare sostanziali riduzioni salariali - per i salari di alto livello, dei giocatori e di altri dipendenti.
- Per questo motivo i tifosi e il pubblico hanno pure rinunciato al rimborso parziale dei biglietti, molti sponsor non hanno ancora ridotto i loro impegni e i fornitori hanno prorogato i termini di pagamento.
- Per questo motivo gli azionisti di tutti i club di National League accettano grandi deficit per il 20/21 e sono pronti a sostenere questo onere, purché la loro esistenza non sia a rischio.

Grazie a tali misure e ai nostri piani di protezione, vogliamo e potremmo continuare a giocare a hockey davanti a un massimo di 2/3 del nostro pubblico abituale. Non vogliamo arrenderci a un virus, né come club né come persone.

I grandi sforzi che sono stati fatti per attuare i concetti di protezione si stanno rivelando inutili a causa delle vostre (previste) decisioni. Abbiamo costruito la stagione su una base finanziaria che ora ci viene tolta. Questo è ingiusto, perché ci siamo adattati alle misure e il Parlamento ha adattato ad esse anche il suo progetto di aiuti di liquidità È sproporzionato perché i nostri concetti funzionano e la vita sociale deve continuare malgrado il Coronavirus.

A tutto ciò le migliaia di tifosi non sono indifferenti, il pubblico non è indifferente, e né la Confederazione né i Cantoni dovrebbero essere indifferenti. Lasciate che i nostri giocatori giochino a hockey! Se non gli è permesso farlo davanti a persone che provano emozioni perché l'avete proibito, allora risarciteci e prometteteci degli aiuti a fondo perso per far fronte alle ulteriori perdite che ci imponete. Fate in modo che l'hockey svizzero non sia vittima del Coronavirus e che possiamo giocare la stagione fino alla fine. Per i tifosi, per lo sport, per la salute del nostro Paese.

I presidenti dei club di National League (in ordine alfabetico)
Beat Brechbühl (SC Bern)
Gaudenz F. Domenig (HC Davos)
Walter Frey (ZSC Lions)
Peter Jakob (SCL Tigers)
Filippo Lombardi (HC Ambri-Piotta)
Vicky Mantegazza (HC Lugano)
Konrad Müller (SC Rapperswil-Jona Lakers)
Patrick de Preux (Lausanne HC)
Patrick Stalder und Stéphanie Mérillat (EHC Biel-Bienne)
Laurent Strawson (Genf-Servette HC)
Hans-Peter Strebel (EV Zug)
Hubert Waeber (HC Fribourg-Gotteron)

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Commenti
 
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Evry 1 mese fa su tio
Le restrizioni, anche se estremamente necessarie devono essere PONDERATE nei minimi dettagli, ed escludere decisioni emotive dalla pancia. grazie
Kurt Cattani 1 mese fa su fb
CHIUDERE!!! UNA NHL senza retrocessione non capiscono nemmeno che senso abbia! Boicottate le partite.
Georgy Karavaev 1 mese fa su fb
Perché i giocatori della national league e u20 possono giocare e i coloro considerati “amatoriali” che hanno livello professionale non possono?
Roberto Oliboni 1 mese fa su fb
Ridicoli, questi pensano solo agli incassi... restate a casa...
Luigi Rizza 1 mese fa su fb
Mi viene da piangere a leggere notizie del genere! Tutto il mondo sta chiudendo e loro pensano all’ hockey! Queste notizie non andrebbero nemmeno riportate, date spazio a cose più sensate!
Alessio Nesurini 1 mese fa su fb
Luigi Rizza pensano ai loro posti di lavoro!!! Chiunque vorrebbe poter lavorare
Roberto Oliboni 1 mese fa su fb
Luigi Rizza esattamente!
Cristina Mossi Meroni 1 mese fa su fb
Luigi Rizza concordo pienamente
Sabrina Arnaboldi 1 mese fa su fb
Alessio Nesurini forse prima è meglio pensare alla salute senza quella non puoi lavorare
Alessio Nesurini 1 mese fa su fb
Sabrina Arnaboldi chiaro!! Ma credo che tutti tengano a lavorare e chiaramente in salute. Una cosa non esclude l’altra Ma per certi campi (sport in primis) ci si dimentica quanti posti di lavoro ci sono dietro
Sabrina Arnaboldi 1 mese fa su fb
Alessio Nesurini una cosa può escludere l’altra invece senza salute non puoi nemmeno lavorare, quindi mi sembra chiaro quale sia la più importante
Alessio Nesurini 1 mese fa su fb
Sabrina Arnaboldi fare attenzione e rispettare le regole di igiene (e non solo) ok Ma chiedere completamente certe attività mi sembra esagerato Non sto sottovalutando il virus, ma se si fermano le attività l’economia si ferma Economia pubblica e privata
Giusy Fill 1 mese fa su fb
Alessio Nesurini allora senza pubblico
Marcelo Düblin 1 mese fa su fb
Sabrina Arnaboldi e senza lavoro non si mangia....
Alessio Nesurini 1 mese fa su fb
Ma... le società hanno investito molto per poter ospitare i tifosi in questo periodo di Covid, così come i ristoratori e altre attività Ritengo sia il caso di pensare a come ospitare il pubblico i più coscienziosamente possibile, nel rispetto delle norme sanitarie Il mio ragionamento va oltre l’hockey
Sabrina Arnaboldi 1 mese fa su fb
Marcelo Düblin senza salute non si lavora!!
Marcelo Düblin 1 mese fa su fb
Sabrina Arnaboldi Chi è nato prima l’uovo o la gallina?
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