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LUGANO
12.08.20 - 08:280
Aggiornamento : 15:04

No sport, no party: ci perderebbero tutti

Limiti, obblighi e - forse - sussidi, oggi potrebbe decidersi il destino dello sport rossocrociato.

Svuotare piste e stadi avrebbe ripercussioni drammatiche a livello economico e sociale. Werder: «A Lugano Settore Giovanile sostenuto con gli incassi della Casetta Gialla»

LUGANO - «Servono più di 1'000 spettatori o il nostro sport non ce la farà. Se il Consiglio federale non dovesse aumentare quel limite, spero almeno il Governo attivi dei prestiti a fondo perso per i club. Senza quelli in molti falliranno». Un Denis Vaucher terrorizzato ha lanciato l’allarme, e rivolto più di una preghiera a quei politici che oggi “decideranno” (anche) in merito allo sport rossocrociato. 

E non solo a quello, perché svuotare le casse delle società, impedendo loro di accogliere i tifosi nelle piste e negli stadi, avrebbe pesanti ripercussioni a livello economico. Per quanto riguarda l’hockey sono infatti 4'000 i posti di lavoro “in ballo”.

«Sono un centinaio a Lugano - è intervenuto Marco Werder, CEO bianconero - 96 a tempo pieno più un’ottantina a tempo parziale. E comunque non potremmo “funzionare” senza l’aiuto dei volontari, circa 300 nel nostro caso».

Vaucher si è detto speranzoso di poter riempire le arene almeno al 75%.
«Sarebbe sicuramente meglio del limite delle 1'000 persone attualmente in vigore, ma anche così per noi, per molti, sarebbe dura. La pista, e parlo dei tifosi, del settore gastro, di sponsor e merchandising, è la voce principale nelle entrate dei club sportivi, che non funzionano in maniera diversa rispetto alle normali aziende. La Cornèr Arena può accogliere 7'200 persone. Lo scorso anno abbiamo avuto 5'000 abbonati. Anche un preventivo prudente, inferiore del 10% - quindi 4'500 tifosi - sarebbe comunque difficile da gestire».

Esiste un “piano B”, nel caso in cui il Consiglio federale decidesse di non andare incontro alle società?
«Non c’è molto da immaginarsi e pensare di tagliare pesantemente le spese sarebbe difficile. Degli aiuti a fondo perso sarebbero l’unica salvezza». 

Per far vivere lo sport?
«E tutto quello che ruota attorno a esso. Non è un problema solo di hockey, di sport. È un problema economico, è un problema sociale, è un problema sistemico. Vi faccio un esempio: il nostro Settore giovanile, che conta 400 ragazzi, è totalmente finanziato dagli incassi fatti dalla Casetta Gialla, che tra l’altro è gestita da volontari. Niente tifosi alla pista, niente lavoro alla Casetta Gialla e niente fondi per i ragazzi. E questo discorso possono farlo molto altri club. Comunque, è inutile fasciarsi la testa ora. Vediamo cosa farà il Consiglio federale e poi decideremo di conseguenza nella nostra riunione del 14 agosto».

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Commenti
 
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Maiorano Angelo Michele 2 mesi fa su fb
"La nevrosi è di moda, chi non l'ha ripudiato sarà....". A. C.
VECCHIOTTO 2 mesi fa su tio
Chiudere. I soldi servono per i bisogni dei cittadini e non devono essere distribuiti dai politici locali per farsi campagna elettorale.
mats70 2 mesi fa su tio
Per troppi anni personaggi stile Inti Pestoni, Bottani, ecc hanno avuto stipendi esagerati per correre dietro ad un pallone o ad un puck. E' finita la pacchia anche per voi !
Bibo 2 mesi fa su tio
@mats70 Che ragionamenti...per 1 che guadagna tanto ce ne sono 20 che guadagnano solo il giusto (non solo giocatori), pensi davvero che le difficoltà dei club siano per quei 4-5 giocatori troppo pagati? è come dire che una banca deve chiudere perché il capo prende 2 milioni e 10 dirigenti 250000,motivo valido per appiedarne 2000?
Roberto Oliboni 2 mesi fa su fb
Vergognoso
francox 2 mesi fa su tio
"Prestiti a fondo perso" vuol dire regali. Sono soldi che regaleremmo noi alle società sportive (che strapagano molti giocatori e manager). Almeno chiamiamo le cose con i loro nomi.
GI 2 mesi fa su tio
@francox dubito che il "pubblico, leggasi Comune, Cantone o Confederazione..." concederanno prestiti a fondo perso....Una riduzione massiccia di spettatori (e tutto quanto gira attorno) avrebbe come conseguenza un forte ridimensionamento delle società.....Si tratta di trovare, da buoni svizzeri, il giusto compromesso che crei quella situazione "win-win" che in tanti auspicano !
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