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SWISS LEAGUE
02.07.20 - 08:010
Aggiornamento : 19:26

«Il Ticino è nel mio cuore»

Parola al 71enne ex coach di Lugano e Bienne, nominato ieri nuovo vice allenatore dei Razzi

BIASCA - 71 anni e non sentirli. Mike McNamara senza ghiaccio non sa stare. Dalle prossime settimane il suo enorme bagaglio d'esperienza e la sua passione inossidabile saranno a disposizione dei Ticino Rockets, club che ha voltato pagina dopo la stagione con Alex Reinhard e Sébastien Reuille alla transenna. Profondo conoscitore del nostro movimento hockeystico - vista la sua lunga carriera come allenatore sia nelle categorie giovanili che in quelle professionistiche - chi meglio di lui potrà insegnare hockey a quei ragazzi a caccia di una chance in National League? 

«Non è stato facile decidere di lasciare Bienne, sono veramente attaccato a questa società - le parole di Mike McNamara, che fungerà da assistente di Éric Landry - Nell'ultimo anno ho lavorato solo al 50%, viste le due anche artificiali inseritemi recentemente. Ora ho riacquisito appieno la mobilità di entrambe le gambe e anche per questo sono prontissimo per una nuova avventura al 100%».

Com'è nata la trattativa con i Rockets?
«Già nel mese di marzo avevo parlato con Hnat Domenichelli e Marco Werder. In seguito ho avuto una bella chiacchierata anche con Paolo Duca. Adesso in Leventina è arrivato pure Jörg Eberle, penso che saremo un grande gruppo. Conosco molto bene anche John Fust (vice coach del Losanna, club membro del progetto Rockets, ndr). 

...e di Landry cosa ci dici?
«Ho discusso un paio di volte con Éric, credo sia una persona in grado di dare un impulso positivo alla squadra. L'ho ammirato come giocatore, un elemento pieno di energia e che non aveva paura di nulla. È il profilo ideale per una simile realtà».  

Ritroverai il Ticino sette anni dopo aver lasciato Lugano...
«Ce l'ho nel cuore questo Cantone. Quando finivano le partite del Bienne, giravo sempre canale dove facevano vedere i match di Ambrì e Lugano. Ho tanti amici nella Svizzera italiana, è un piacere tornarci». 

McNamara nel settore giovanile del Bienne ha lasciato il segno...
«Mi è sempre piaciuto lavorare coi giovani. Vi faccio un esempio: qualche anno fa in prima squadra il Bienne aveva soltanto Tschantré come giocatore cresciuto nel settore giovanile bernese, ora ci sono cinque classe 2000 in rampa di lancio. Alla Tissot Arena, grazie a molti allenatori competenti nel settore della formazione, abbiamo creato un'ottima cultura e i risultati si vedono. Nella mia carriera non ho mai visto ragazzi di 15-16 anni così motivati come qui. Questa cultura, che fa del lavoro duro la sua parte più importante, spero si possa sviluppare anche a Biasca».

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Zarco 1 mese fa su tio
Sperem
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