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GINEVRA
09.01.20 - 07:010
Aggiornamento : 23:04

Romy, l'ex Aquila che continua a volare: «L'hockey però non mi manca»

Il 34enne, dopo mille battaglie, ha appeso i pattini al chiodo la scorsa estate. In possesso di una Licenza come pilota d'aerei, ora riflette sul futuro: «Potrei mandare il curriculum a una compagnia»

GINEVRA - Era il 23 luglio quando una notizia scosse il mondo granata. Nonostante altri due anni di contratto, Kevin Romy, capitano del Ginevra con alle spalle 840 partite nella massima serie, annunciò il suo ritiro ufficializzando la decisione probabilmente più difficile della sua vita. Pattini al chiodo e carriera anticipatamente conclusa, frutto però di una scelta ponderata. 

«È stato qualcosa a cui ho pensato davvero molto, anche insieme alla mia famiglia - conferma l’ex attaccante, in possesso di una Licenza come pilota d’aerei professionista e già proiettato verso il futuro - Una decisione del genere non si può prendere in un giorno, ma dopo attenta riflessione sono arrivato a questa conclusione. Era il momento giusto per smettere e dedicare più tempo ai miei cari, insomma era il momento di voltare pagina e andare avanti».

Alcuni acciacchi, che avevano condizionato le ultime stagioni di Romy, hanno parzialmente influito sulla sua scelta.
«Negli ultimi due anni non sono sempre stato al 100%. Non è stata una decisione presa a causa degli infortuni, ma non mi piaceva l’idea di non poter essere sempre al top del mio livello per poter aiutare la squadra».

Niente allenamenti, niente più partite: la vita del 34enne è così cambiata radicalmente. Ti manca l’hockey giocato?
«No no, non mi manca. Faccio di tutto e sto approfittando del tempo a disposizione con la mia famiglia. Certo seguo sempre il campionato svizzero, ma ripensandoci so d’aver preso la giusta decisione. Forte, difficile, ma giusta».

Un passato da Aquila a volare sulle piste elvetiche, un futuro da vivere (forse) ancora nei cieli come pilota.
«Vero… (ride, ndr). Nel mio periodo in Ticino, a Lugano, avevo svolto una formazione di 3 anni. Avevo fatto la scuola di volo AVILÙ ad Agno. Adesso sono titolare di una Licenza di pilota professionista. A breve dovrò decidere se mandare o meno il mio curriculum a una compagnia aerea per intraprendere questa carriera, che inizialmente prevederebbe ovviamente ancora molto lavoro pratico. Se volessi diventare pilota di linea, grazie a questa formazione, il lavoro comunque ci sarebbe».

Una scelta, anche in questo caso, non semplicissima.
«Svolgere un lavoro del genere vorrebbe dire girare il Mondo. Ne parlerò con mia moglie, poi si vedrà. Dovrò decidere se prendere questa strada - o meglio rotta - oppure no».

Tornando sulla tua carriera da giocatore, i bei momento non sono mancati. Un titolo col Lugano, due Spengler con il Ginevra e tante battaglie anche in Nazionale.
«Il momento più bello resta il titolo col Lugano. Quel successo nel 2006, nato anche dalla rimonta nei 1/4 contro l’Ambrì, è stato il punto più alto della mia carriera. Poi ho avuto tanti bei momenti anche a Ginevra, dove siamo stati anche vicini a un titolo. Con la Nazionale poi è stato un onore giocare le Olimpiadi e ben 7 Mondiali».

Il 14 gennaio, in occasione della sfida tra Ginevra e Lugano, la tua maglia numero 88 verrà ritirata.
«Credo che ci sarà una cerimonia speciale. Fa davvero piacere, è un privilegio quando una società vuole "ringraziare" in questo modo un giocatore».

A proposito di campionato, ora il Ginevra è in vetta alla classifica e sta impressionando.
«Giocano veramente bene e ci sono degli ottimi stranieri. Ci sono anche tanti giovani e non era facile prevedere questi risultati. Società e staff tecnico stanno facendo un ottimo lavoro e il potenziale è buono, ma la stagione è ancora lunga… Il Lugano? Ha fatto fatica e passato un momento difficile, ma le risorse e le qualità ci sono. Possono arrivare ai playoff, è ancora tutto aperto».

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Commenti
 
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GI 8 mesi fa su tio
potrebbe volare tra Ginevra e Lugano....no ?
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