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NATIONAL LEAGUE
05.12.19 - 21:120
Aggiornamento : 06.12.19 - 14:41

«Lugano a un bivio, la fiducia era sotto le lame. Ambrì? In passato si sarebbe smarrito»

La maggior parte delle squadre ha già consumato metà regular season. Grégory Christen: «Kapanen è valido, ma qualcosa deve cambiare. Ad Ambrì c’è anche un po’ di sfortuna». E sulle altre…

AMBRÌ/LUGANO - Serrato, combattutissimo e tutt’altro che scontato, il campionato di National League è ormai arrivato al suo giro di boa. Quasi tutte le squadre hanno infatti giocato almeno metà delle partite della regular season, con qualche eccezione (vedi Davos con sole 22 fatiche, Zugo 23, Langnau e Friborgo 24). Tra le ticinesi i biancoblù hanno raccolto sin qui 27 punti in 25 partite, mentre i bianconeri - caduti 9 volte negli ultimi 11 impegni - sono a quota 31 in 26 match.

«Quest’anno è un casino… è tutto molto incerto», esordisce col sorriso Grégory Christen, ex attaccante di Ambrì e Lugano. «Da Zugo e Berna mi aspettavo molto di più, mentre squadre come Davos e Ginevra fanno faville anche grazie ai loro ottimi stranieri. Anche lo Zurigo, dopo lo “schifezza” dello scorso campionato, ha risposto alla grande. Dai Lions, con Grönborg in panchina, però me lo aspettavo. Sugli Orsi posso dire che mi è piaciuto l’atteggiamento della società. Hanno confermato Jalonen e cercato la soluzione prendendo un portiere straniero. Tante squadre avrebbero cambiato allenatore. Ora sono sicuro che il Berna tornerà sopra la riga e dirà la sua fino alle fine».

Soffermiamoci sulle due ticinesi. Come interpreti le tante difficoltà del Lugano?
«Hanno chiesto pazienza ed è normale quando si inizia un nuovo corso, ora però hanno due opzioni. O cambi ancora allenatore - come è già accaduto troppe volte nelle ultime stagioni - o fai una discussione chiara con la squadra per capire dove sta il problema. A quel punto, se il problema è Kapanen… la scelta è inevitabile».

Il gioco non convince e più volte ci si è chiesti se il gruppo segua davvero l’head coach.
«In certi casi anche l’allenatore deve adattarsi. Si è trovato in un gruppo che non ha costruito lui. E non l’ha fatto nemmeno Domenichelli. A questo punto qualcuno deve fare un passo avanti. Non si possono cambiare 22 giocatori. Kapanen è un allenatore valido, che in questa stagione dovrebbe però adattare un po’ il suo sistema agli uomini a disposizione. Poi, dal prossimo anno e dopo il mercato, potrà inculcare maggiormente le sue idee. Nella vita e nello sport ci si può anche venire incontro».

Insomma qualcosa deve cambiare. 
«Sì, qualcosa dovrebbe cambiare, altrimenti si continua sulla stessa linea. Ora ci sono all’orizzonte due esami importantissimi, ma penso che prima di Friborgo la fiducia dei giocatori fosse sotto le lame dei pattini… Alla BCF Arena c’è stato un primo passo, adesso si attendono altre risposte». 

Che voto dai al Lugano visto sin qui?
«Do un 3.5 perché qualcosa non funziona e sono sotto la riga. La classifica è corta, ma non dovrebbe essere lì».

Passiamo ai biancoblù. L’Ambrì lotta sempre, ma - tra infortuni e ko all’ultimo respiro - ha già dovuto ingoiare parecchi bocconi amari.
«Identità e mentalità sono identiche allo scorso campionato, ma in questo hanno perso parecchi punti in momenti importanti. L’ultima sfida, a Langnau, è emblematica. È un peccato perché il gruppo lotta sempre col coltello tra i denti. Questi rovesci, frutto anche dell’inesperienza, possono pesare un po’ anche sul mentale. Detto questo giù il cappello di fronte a questo Ambrì, che ha dovuto e deve fare i conti anche con parecchia sfortuna».

In particolare a livello d’infermeria… da ultimo l’infortunio di Scottie Upshall. 
«Ci sono stati dei ferimenti a catena che, sin dalla preparazione, hanno colpito pedine davvero importante. Penso a uomini come Kostner, Incir, Rohrbach, Novotny, Conz, Zwerger e Hofer… insomma un po’ di tutto. Ora pure Upshall, che stava facendo benissimo e personalmente avrei confermato senza il minimo dubbio. Un vero peccato. Ad ogni modo, la speranza, è che dopo la Spengler Cereda possa lavorare con un gruppo più completo».

Che voto dai alla prima metà di stagione dei biancoblù?
«4.5. Nonostante i tanti infortuni sono a ridosso della linea. In passato, in una situazione del genere, avrebbero potuto smarrirsi. Invece hanno gestito bene la situazione e anche le tante competizione. Forse, paradossalmente, i giocatori costretti ora ai box per infortunio potranno dare freschezza e rivelarsi un'arma in più nel finale di stagione», conclude il 36enne Grégory Christen.

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Commenti
 
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SSG 8 mesi fa su tio
Esatto, non ci sono parole migliori per descrivere l situazione a Lugano, Bravo! Ah no, non è farina del tuo sacco...
fakocer 8 mesi fa su tio
Il Lugano è in costruzione (5 giocatori nuovi, nuovo staff tecnico, nuovo sistema di gioco ecc) e con lavoro e dedizione si presenterà competitivo all'equilibratissimo campionato svizzero. (sergeiville 10.8.2019)
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