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VHL
24.10.19 - 07:000
Aggiornamento : 20:20

Un'incredibile serie positiva, il richiamo di casa e quella proposta (rifiutata) da Friborgo

Ivano Zanatta si sta togliendo delle grandissime soddisfazioni con la Dinamo San Pietroburgo: «Abbiamo vinto 14 partite su 16, vogliamo la promozione in KHL. Domenichelli? Ottima soluzione»

SAN PIETROBURGO (Russia) - Ivano Zanatta è un uomo di mondo a cui piace provare nuove esperienze per mettere a disposizione degli altri il suo enorme bagaglio di conoscenze. Sta accadendo anche in Russia nella Dinamo San Pietroburgo - squadra di VHL (la Serie B russa) - dove l'ex direttore sportivo dell'Ambrì si sta togliendo tantissime soddisfazioni. 14 vittorie in 16 gare, un'incredibile serie che ha portato la squadra al secondo posto: nel mirino c'è la promozione in KHL.

Tutto fin troppo bene, ma quando l'italo-canadese sente parlare di campionato svizzero e soprattutto di Lugano inevitabilmente un po' di malinconia si accende in lui: «Il Ticino è casa mia». E chissà che un giorno Ivano - sempre tanto apprezzato per la sua professionalità - non abbia la possibilità di tornare ad operare nel club bianconero...

«È incredibile - le parole del 59enne membro dello staff tecnico della Dinamo - Abbiamo perso la prima in casa ai rigori per poi infilare un filotto di 14 vittorie in altrettante gare (serie interrotta martedì con una sconfitta ai rigori contro il Penza, ndr). Il segreto? C’è della sana competizione in squadra, ogni giocatore sa che deve allenarsi al 100% se vuole scendere in pista. Disponiamo di sei blocchi e nessuno ha il posto garantito. Ma la chiave è stata la preparazione atletica, ben programmata da un preparatore arrivato quest'anno e che ha subito capito le nostre esigente. Insomma ogni ingranaggio è al suo posto e in questo momento sta funzionando tutto alla grande. Mi sto divertendo».

L'obiettivo è chiaro...
«Vogliamo vincere il campionato, questo è fuori discussione. L’obiettivo è la KHL. Non abbiamo stelle, la nostra squadra è composta principalmente da giocatori semi-sconosciuti. La società ha anche introdotto dei premi economici per ogni vittoria. Questo è un ulteriore stimolo per tutti». 

Come si sta comportante l'ex Lugano e Rockets Vladislav Zorin?
«È un ragazzo serio e che lavora duro, fisicamente è un elemento molto interessante. Quest’anno non ha giocato tante partite. Come detto in precedenza c’è un ambiente molto competitivo, non è facile ritagliarsi un posto fisso».

In Russia sta andando tutto bene, ma...
«Chiaramente un giorno mi piacerebbe tornare, non lo nascondo. Ma attualmente sto bene dove sono, quando i risultati arrivano è tutto più stimolante e oggi posso dire di essere soddisfatto». 

Quanto sei stato vicino al Friborgo?
«Effettivamente ho parlato con loro, ma non siamo arrivati a discutere di contratti o di cifre. Voglio allenare, non fare il consulente di Christian Dubé. Sean Simpson ha accettato poiché era a casa da due anni e, per rientrare nel giro, penso abbia trovato una buona soluzione». 

Qualcuno negli scorsi mesi ti vedeva bene nel ruolo di d.s. a Lugano...
«Credo che con Domenichelli abbiano trovato una buona soluzione. La base per un direttore sportivo sono i buoni contatti con agenti, GM e scout. E da questo punto di vista Hnat è messo benissimo, anche grazie al lavoro che svolgeva prima. Vi faccio un esempio, Zwerger è arrivato ad Ambrì grazie a una mia conoscenza risalente al 1985. Il direttore sportivo della sua squadra in WHL (gli Everett Silvertips, ndr) era il mio allenatore ad Asiago…».

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