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BOLOGNA
20.08.19 - 10:010
Aggiornamento : 16:30

«Non è finita finché lo decido io...»

Christian Stucki, out da diverso tempo per un infortunio al ginocchio destro, ha iniziato un percorso riabilitativo a Bologna

BOLOGNA (Italia) – Finché non ci sarà qualcuno che gli dirà “Il tuo ginocchio non ti permette più di scendere in pista” Christian Stucki lotterà con tutti i mezzi per tornare a fare ciò che ama di più: giocare ad hockey. Ed è proprio questa smisurata passione che l’ha spinto ad intraprendere un nuovo percorso: da ieri, infatti, il 27enne si è trasferito presso la Isokinetic di Bologna (gruppo medico internazionale per la prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione dei traumi ortopedici e sportivi), centro all’avanguardia riconosciuto dalla FIFA nel quale diversi sportivi della vicina penisola ma non solo si recano con l’obiettivo di uscire come “nuovi”.

E Christian Stucki – da guerriero qual è – ha deciso di non farsi scappare questa opportunità: «L'ho cercata e voluta fortemente – le parole del diretto interessato – Negli ultimi mesi ho pensato a tante cose e, dopo un periodo di riflessione, sono riuscito a trovare delle risposte positive che mi hanno portato a rivalutare le mie priorità. E l'hockey rimane in cima alla lista...». 

Un percorso duro, ma che non lo spaventa... «Mi allenerò 6 ore al giorno per 12 settimane in questa clinica privata, dove sei seguito da più persone che ti dicono quali esercizi fare e soprattutto come farli. Mi hanno coccolato sin da subito, già a partire dai primi colloqui che ho avuto sia sul posto che via mail. Insomma ci sono le basi per far guarire il mio ginocchio».

Da quel maledetto infortunio – patito durante un’amichevole estiva con la maglia dell'Ambrì – sono già passati due anni. Tutto questo tempo, tra dottori, operazioni e fisioterapia, non l’hanno comunque fermato… «Chiaro, non tutto è stato semplice, ma ora che ho avuto questa opportunità mi sono detto “perché non coglierla?”. I dottori hanno visitato il mio ginocchio, assicurandomi che ci sono opportunità di guarigione. È bastato questo per far sì che io dicessi “sì” a questo percorso. Non voglio avere rimpianti ed è per questo che sto provando tutto quanto possibile. L'hockey è sempre nella mia testa».

A Christian Stucki il ghiaccio manca tantissimo: «Eccome! Ora che inizio a leggere i primi articoli sulle amichevoli estive la sensazione di vuoto aumenta ancor di più, mi manca tanto la routine. Ma non ci voglio pensare troppo. Ho la fortuna di avere un corpo che mi sostiene, durante questi lunghi mesi ho cercato di mantenermi in forma il più possibile. Quel giorno in cui dovessi tornare ad allenarmi con una squadra non credo che ci metterei tanto a riprendere il ritmo. Sono pronto per questa battaglia...».

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Commenti
 
vulpus 4 sett fa su tio
Sicuramente un atleta con una grande determinazione e carattere. In queste situazioni, sicuramente la voglia di ricominciare è determinante. Le valutazioni personali dovrebbero però anche pensare che un giorno l'attività sportiva di punta cesserà, e salute diventerà un obiettivo primario. Quanti atleti vediamo che si trascinano malamente dopo aver esercitato a lungo attività sportive anche rudi, per poi con il tempo dover ricorrere a operazioni per correggere i danni. I tifosi spingono e stimolano, ma poi quando i fari si spengono se ne fregano.
cambiamainagota 4 sett fa su tio
grazie per aver cancellato il commento precedente (tra l' altro era una considerazione senza nessuna offesa e con auguri finali di totale guarigione) alla "faccia" della libertà d' opinione. Ci sono alcuni giornalisti che si offendono per poco.....e non dite che è stato un bug in quanto l' ho visto pubblicato e successivamente rimosso.
fapio 4 sett fa su tio
Sei un grande guerriero! Non mollare!
clay 4 sett fa su tio
dispiace che un giocatore come lui non possa riprendere al piu presto, a me piace come giocatore
miba 4 sett fa su tio
Quanti bei Luke positivi.... Comunque nessuna CM né tanto meno la SUVA riconosce una cura/trattamento/riabilitazione eseguiti all'estero se non con il presupposto dell'urgenza e della necessità. Chi paga/finanzia?
clay 4 sett fa su tio
@miba come sei proccupato per *chi paga* !.....vedrai che non verrà sicuramente da te a chiederti spiccioli per la cura !!
miba 4 sett fa su tio
@clay Riassumo in poche parole il concetto. Chi può permetterselo (e/o chi viene finanziato) va all'estero mentre in patria (CH) la maggior parte paga premi salati e rischia anche di vedersi rifiutare le cure
Findus 1 mese fa su tio
Auguri! Un bel giocatore
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