Ti-Press (foto d'archivio)
L'OSPITE - ARNO ROSSINI
20.03.19 - 10:000
Aggiornamento : 12:41

Mantegazza caccia tutti? «Calma e gesso»

Lugano sotto esame, come tutte le squadre che hanno fallito. Rivoluzione dopo la delusione? Per Arno Rossini non si deve decidere di pancia

LUGANO - Greg Ireland è già il passato. Scottati dall'esito (e anche dall'andamento) di una stagione così-così, a Lugano stanno ora riconsiderando molte altre posizioni. In squadra. Nello staff tecnico. Tra i dirigenti. Capita sempre così, in ogni sport: quando un'avventura finisce male, si vede tutto nero. Ci si fa prendere dallo sconforto e si procede alle rivoluzioni. Queste a volte servono, altre invece non fanno che allungare l'agonia di chi non riesce a essere lungimirante.

I bianconeri, la Cornèr Arena, sono il pretesto. Ma situazioni del genere si ripetono continuamente.
«Le sconfitte portano sempre a riconsiderare quel che si è fatto - ha sottolineato Arno Rossini - per ripartire, per migliorare. Penso che a Lugano stiano facendo proprio questo».

Intanto l'allenatore non è stato confermato.
«Ma questa, mi pare, non è una sorpresa. Ireland ha traballato per tutto l'anno. Semplicemente non gli hanno rinnovato il contratto. Allontanare il tecnico, in questi casi, è la scelta più ovvia, immediata e facile da fare. Di solito accade per... calmare la piazza».

La piazza... la si deve ascoltare quando si analizza l'operato di una stagione?
«Le scelte vanno fatte in autonomia e di certo non a caldo: non si deve decidere di pancia. Dico solo questo».

Senza entrare nello specifico, senza trattare l'argomento Lugano: una rivoluzione è una buona soluzione quando una squadra si trova in questa situazione?
«Dipende. Ogni caso andrebbe analizzato a fondo. Non esiste infatti una soluzione giusta per tutto. In alcuni casi fare tabula rasa ha senso. In altri un azzeramento delle funzioni ritarderebbe invece solo il processo di ricostruzione. Penso che, senza fretta, Vicky Mantegazza e i suoi collaboratori debbano valutare con attenzione la posizione di ogni elemento. Per l'allenatore una decisione è già stata presa. Ora mancano i giocatori e i dirigenti, tra cui il direttore sportivo».

Proprio Roland Habisreutinger è stato tra i più criticati.
«La squadra l'ha fatta lui, no?».

Vero, ma non è certo colpa sua se qualcuno ha reso meno delle aspettative. E poi il Lugano era reduce da due finali e una semi in tre anni.
«Il ds ha fatto degli errori, altrimenti la situazione non sarebbe questa. Tenuto conto dei risultati delle ultime stagioni, può in ogni caso sicuramente vantare del credito. La sua poltrona? Credo che i Mantegazza abbiano il polso della situazione. Che abbiano tutti gli elementi per scegliere per il meglio, per il bene del club. Ma senza fretta. Calma e gesso...».

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