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HCAP - L'ANALISI
03.12.17 - 10:510

"Transformer Ambrì" tra cadute e reazioni: lotta e segui (sempre) Cereda

I biancoblù, piegati dal Ginevra e inguardabili nella prima parte del match di Malley, sono stati quasi perfetti contro i Lions. Sacrificio e la giusta attitudine: vietati i cali di tensione

AMBRÌ - L'Ambrì c'è, ha fame, voglia di lottare e sa rialzarsi anche dopo un brutto (e doloroso) ruzzolone. Uscito a mani vuote, con il morale a terra e l'amaro in bocca da Malley, dove venerdì un guizzo di Genazzi a 15 secondi dalla fine ha sancito il knock-out biancoblù dopo una pazza quanto feroce e infine inutile rimonta (da 3-0 a 3-4, prima di soccombere 6-4), la truppa di Cereda - coach duro, ma estremamente lucido come di consueto anche nei post partita -, ha reagito alla grande trasformandosi contro i Lions. Serviva un segnale, anche dopo l'altro scontro diretto perso tra errori evidenti, ingenuità e fragilità contro il Ginevra in settimana, ed un segnale - forte e chiaro - è arrivato.

Sciupata da Taffe la possibilità di rientrare nel line-up dopo la prestazione evanescente con le Aquile e bollata come "inaccettabile" la prima parte del match coi vodesi, per la sfida di ieri alla Valascia Cereda ha cambiato nuovamente diverse pedine nel suo scacchiere, rispolverando anche Peter Guggisberg, a lungo costretto ai box da vari acciacchi che lo hanno fin qui pesantemente condizionato.

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Solido, attento e sceso in pista con il piglio giusto fin dall'inizio, contro Pestoni&Co l'Ambrì è stato quasi perfetto. Tiri bloccati, sacrificio ed energia: con la giusta attitudine e aggressività la banda biancoblù ha sopraffatto i Lions al termine di una sfida per lunghi tratti comunque in bilico. Fondamentale l'apporto dell'ottimo Conz - autore di uno shutout, il secondo stagionale - e la capacità di affondare il colpo. Con l' uno-due di Emmerton e Lhotak al 37' l'Ambrì ha indirizzato il match, la sassata di Kubalik (poi autore anche del definivo 4-0) ha chiuso i conti. L'attaccante ceco, benché abbia sulla coscienza la penalità dalla quale è nato il game-winning-gol del Losanna, è una costante spina nel fianco per le difese avversarie e "ci prova sempre". 22 anni, già 11 punti (4 gol) nelle 7 gare con i leventinesi: non è arrivato il Messia e ha ancora margini di miglioramento, ma la sua presenza sul ghiaccio si fa sentire eccome... è indubbiamente un'arma in più.

Lottare su ogni disco, tanta grinta e la giusta attitudine: il diktat di Cereda va seguito ed è imprescindibile per un gruppo che, praticamente ogni sera salvo rare eccezioni, deve fronteggiare squadre tecnicamente più attrezzate. Quando l'Ambrì mette in pratica il credo del suo coach macina punti e - come minimo - vende cara la pelle, in caso contrario diventa dura. Una nota di merito va a Bianchi, Kostner e Incir (terzetto generosissimo e pure pungente), ma anche a chi come Berthon è rinato dopo la scorsa stagione.

Questo Ambrì "operaio" (e lo deve sempre essere), partito nell'anno I del suo nuovo corso con l'obiettivo dichiarato della salvezza, si trova a quota 33 punti, ovvero -1 dall'ottavo posto quando ci si è ormai lasciati alle spalle il giro di boa del campionato. L'obiettivo, come confermato anche di recente proprio dal coach, resta il medesimo, ma la bagarre è accesissima e in fondo per i tifosi non è proibito sognare. Le rivali non stanno certo a guardare, ma con tanto cuore e i colpi - nei momenti chiave ne servirebbe sicuramente qualcuno in più - dei suoi leader tecnici e carismatici, il gruppo biancoblù potrà rimanere a lungo nei pressi delle riga e poi chissà come andrà a finire.

Commenti
 
pardo54 1 anno fa su tio
Conz non sarà un fenomeno, ma dà più sicurezza di Descloux. Non è proibito sognare, ma bisogna remare assieme. Certo che se pensiamo all'anno scorso. Bravi, bene, avanti così o magari meglio.
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