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20.10.17 - 10:470
Aggiornamento : 13:47

Goi, sogni e sacrifici: «Ad Ambrì squadra unita, ci si sente parte di una famiglia»

Il centro 27enne si racconta tra passato, presente e futuro: «Ai Rockets devo tantissimo, ora cercherò di sfruttare questa chance con i biancoblù. La mia carriera è stata piuttosto strana...»

AMBRÌ - Gettato nella mischia da Luca Cereda per dare nuovi input ed energia all'Ambrì, Tommaso Goi ha risposto alla grande alla chiamata del coach, aiutando concretamente la banda biancoblù - così come hanno fatto gli altri due Rockets Mazzolini e Incir - nelle ultime uscite. Il 27enne italiano, autore di un bel assist e tra i protagonisti del successo di misura contro il Losanna, si è piazzato al centro della terza linea e si augura di restarci il più a lungo possibile. «Sto vivendo una bella esperienza e sinceramente non me lo sarei aspettato, poiché dopo la parentesi ad Ambrì negli scorsi playout non ho avuto la possibilità di iniziare il campionato in biancoblù», spiega Tommaso Goi.

Cereda però, memore delle prestazione offerte da Goi in maglia Rockets, non ci ha pensato due volte a dargli una nuova occasione. «Con Luca mi trovo bene, conoscevo già il suo sistema di gioco e non è cambiato». Insomma il coach sa come usarti e cosa aspettarsi da te. «Verissimo. Anch'io so esattamente cosa pretende e cerco di giocare sui miei punti di forza. Da me non si aspetta una valanga di punti, ma un gioco difensivo e disciplinato. Cerco di dargli quello che vuole. Farlo con questo gruppo è anche più “facile”, ho trovato una squadra molto unita, con tanti giovani e molti giocatori che parlano italiano: è un aspetto un po’ atipico per una compagine di A».

In questa stagione ad Ambrì non c’è abbondanza di centri. Considerando anche questo aspetto, per Goi questa è un’occasione imperdibile per cercare di conquistare un posto fisso nel line-up biancoblù. «Sì, ci penso anch’io, è il sogno di ogni giocatore arrivare un giorno a giocare stabilmente e avere un contratto in A. Certo non sono io a decidere, ma cercherò di fare di tutto per ritagliarmi un posto ad Ambrì, nel presente e anche nel futuro. È una chance che cercherò di sfruttare, poi starà alla società decidere cosa fare con me».

Occasione d’oro, anche perché Goi non è più un “ragazzino”. «Non sono più il giovane che esce dagli Élite. Quando capitano queste occasioni, come quella di giocare lo scorso maggio i Mondiali con l’Italia, so di doverle sfruttare. Ambrì e un’occasione per fare un altro passo avanti nella mia carriera, che è stata piuttosto strana. Ho giocato in diverse Leghe sia in Italia che Svizzera: il sogno di ogni giocatore è arrivare a giocare in pianta stabile in National League».

Senza Goi, Incir, Mazzolini e altri elementi prelevati da Ambrì e Lugano in alcune occasioni, i Rockets fanno un po’ fatica e fin qui hanno totalizzato solo 6 punti 10 match. Un po’ “dispiace” non poterli aiutare? «Chiaramente dispiace non poterli aiutare, mi hanno dato una grandissima chance già in Prima Lega, poi in B. Devo tantissimo al Biasca e ai Rockets, poi ovviamente ognuno pensa anche ai propri interessi. Il progetto è nato proprio per questo: lanciare la carriera dei giocatori. Mi dispiacerebbe lasciare i Rockets, ma un’occasione come questa non capita spesso».

In fondo gli stessi Rockets, più di una volta, hanno sottolineato come la partenza di loro elementi verso altri lidi (leghe superiori) sia un successo. Fin qui in diversi ragazzi hanno inoltre trovato concretamente spazio ad Ambrì e Lugano: il progetto è assolutamente valido… «L’ho provato sulla mia pelle quando giocavo negli elite a Lugano: in pochissimi quando escono da lì trovano un contratto in B, mentre in A quasi nessuno. Già chi trovava un contratto in B poteva ritenersi fortunato e spesso doveva andare oltre Gottardo. Ora i giovani, grazie ai Rockets, hanno questa possibilità, hanno l’occasione di giocare in B in Ticino e far vedere il proprio valore. Ai Rockets l’organizzazione è fantastica, ti mettono nelle condizioni migliori per poter lanciare la tua carriera».

Com’è passare da Küsnacht, dove si gioca davanti a circa 200 persone, ai quasi 6’000 di Ginevra. «È un bel cambiamento… il segreto è giocare sempre al massimo delle prossime possibilità. Alla fine si deve prendere come viene partita dopo partita, senza lasciarsi influenzare».

In carriera hai giocato anche a Sierre, Milano e girato diverse squadre… ora dove giocheresti senza il progetto Rockets? «Bella domanda, spesso me lo chiedo… se non fossi stato inglobato nel progetto Rockets probabilmente giocherei in Italia, ma sappiamo tutti che l’organizzazione non è come in Svizzera. Ora ogni cosa sta andando per il meglio. Sono ripartito dalla Prima Lega, poi siamo saliti in B e adesso questa possibilità ad Ambrì… In Svizzera puoi avere una carriera da giocatore professionista, in Italia è più difficile».

Goi nel frattempo vive ancora a Varese. «Sì, giocando con i Rockets al mattino riuscivo ancora a lavorare al 50% in ambito commerciale».

Questo però vuol dire che ogni giorno affronti una bella “trasferta”... «Il viaggio è di oltre un’ora. A volte parto alle 6.30, ma dipende dagli orari degli allenamenti, che con Cereda sono piuttosto presto...con Dwyer riuscivo a dormire un po’ di più (ride, ndr). Ad ogni modo sono sacrifici che ho sempre fatto: ricordo ancora quando mio padre mi portava ogni giorno a Lugano per giocare nei moskito. È giusto che continui a farli per cercare di avere qualcosa di più un domani».

Rispetto allo scorso anno cosa è cambiato ad Ambrì? «Come metro di giudizio ho la squadra che ha affrontato i playout l’anno scorso. Era un gruppo con il morale comprensibilmente a terra. Quest’anno ho trovato una bella squadra, con molti giovani. Ventata d’aria fresca? Esatto. Alla fine quando tutti sentono di appartenere a un progetto ci si sente anche parte di una famiglia e c’è un bel ambiente. Vale sia per i Rockets che per l’Ambrì».

Passando infine alla stretta attualità, il calendario biancoblù dice Friborgo - atteso stasera alla Valascia per il 15esimo turno di campionato - e Berna, da affrontare domenica sempre a domicilio negli ottavi di Coppa Svizzera. «Martedì contro il Berna abbiamo dimostrato che, applicando il nostro sistema di gioco, possiamo infastidire anche le squadre migliori. Il Friborgo lo conosciamo, sarà dura, ma abbiamo una buona possibilità per conquistare altri punti. Contro gli Orsi sarà un’occasione di rivincita: saranno due belle battaglie e ce la metteremo tutta. Le ultime partite, al di là della sconfitta di martedì, ci hanno fatto bene al morale. Vogliamo continuare così, ci sono stati tanti aspetti positivi e dobbiamo ripartire da lì. Nell’ultimo match abbiamo tenuto testa ai campioni in carica, prima che iniziasse il campionato non credo che in tanti ci avrebbero scommesso…», conclude Tommaso Goi.

Commenti
 
bobà 1 anno fa su tio
speriamo che Mazzolini si faccia le ossa su in valle per poi tornare alla grande alla Resega
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