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09.09.17 - 22:280
Aggiornamento : 10.09.17 - 09:14

Il Davos rovina la festa biancoblù

Passione alla Valascia in occasione dei festeggiamenti dell’80esimo anniversario dell'Ambrì, ma a vincere (2-1) è stato il cinico Davos

AMBRÌ - Grazie al trionfo nel derby, il primo alla Resega negli ultimi quattro anni, l’ambiente che ha accolto l’Ambrì nelle prima sfida casalinga stagionale è stato ancor più elettrizzante di come i festeggiamenti per l’80esimo anniversario avrebbero fatto presupporre.

Ma dopo le grandi emozioni vissute al momento del ritiro della maglia numero 46 di Paolo Duca (da sabato sera appesa insieme a quelle di Nicola Celio, Dale McCourt e Peter Jaks), ecco che sul ghiaccio il Davos ha smorzato l’entusiasmo degli oltre 6’500 accorsi alla Valascia, imponendosi 2-1.

La doccia fredda iniziale l'ha servita l’ex di turno Gregory Sciaroni che, alla prima occasione di powerplay, ha ribadito in rete un perfetto suggerimento di Walser, a cui la difesa biancoblù ha concesso però troppa libertà in entrata di terzo (un aspetto negativo che si è ripetuto a più riprese sull’arco di tutti i 60’). Ma l’Ambrì non si è arreso e, spinto dal calore del suo pubblico, ha reagito all’istante con un doppio tentativo di un ispirato Zwerger. E poco dopo ha avuto anche la ghiotta opportunità per pareggiare, ma nei 2’ di superiorità numerica ha commesso troppe imprecisioni in fase d’impostazione. I locali hanno tirato più volte in porta e avrebbero meritato il pareggio, che in particolare al 14' è sfumato a seguito di una strepitosa parata di Van Pottelberghe, che si è opposto alla staffilata di D’Agostini (il cui tiro è rimasta l’arma più temibile del primo blocco di powerplay leventinese) su un ottimo suggerimento di Zwerger. Le sbavature difensive dei leventinesi hanno però continuato a portare pericoli decisamente evitabili dalle parti di un Conz graziato dagli attaccanti grigionesi.

Nel secondo periodo l’Ambrì ha aumentato intensità e fisicità, ma ha perso lucidità in fase offensiva e le conclusioni in porta sono risultate meno frequenti. Al 25' ecco la grande opportunità per gli uomini di Cereda di giostrare con l’uomo in più, ma i troppi errori hanno fatto sì che sulla porta di van Pottelberghe non sia arrivato nemmeno un tiro. Il Davos ha preso fiducia e ha preso in mano il gioco, ma proprio nel momento migliore ha regalato ai locali una superiorità numerica a causa di un banale numero eccessivo di giocatori sul ghiaccio. E allora D’Agostini ci ha provato ancora ma van Pottelberghe ha dimostrato nuovamente di essere in serata di grazia e di rappresentare una validissima alternativa a Gilles Senn. Nemmeno alla terza chance del periodo con l’uomo in più Emmerton e compagni sono riusciti a trovare la via di quello che sarebbe stato un legittimo pareggio.

I leventinesi hanno dimostrato di essere in ottime condizioni fisiche nel terzo periodo dove, con caparbietà, per i primi 10 minuti si sono mantenuti a più riprese con nel proprio terzo offensivo, senza tuttavia trovare il guizzo vincente. A 8’ dal termine è stato il Davos ad avere il match point sulla racchetta, ma un grandissimo Conz ha tenuto in piedi il risultato grazie a una serie di parate determinanti nel corso di una lunga situazione di 5 contro 3. Ed ecco che superato indenne il momento più difficoltoso dell’intera sfida, è stato l’Ambrì a colpire in powerplay al 54', grazie a un tap-in di Zwerger a seguito di un tiro di D’Agostini non trattenuto da van Pottelberghe. Appena agguantato il pareggio è però stato ancora l’estremo difensore biancoblù a dover compiere gli straordinari neutralizzando un rigore a Dino Wieser. Un pericolo che è stato solo il presagio del nuovo, immediato, vantaggio degli ospiti grazie a un gran polsino di Enzo Corvi su cui questa volta Conz non ha potuto fare nulla. I locali hanno avuto un’ultima occasione di giostrare in powerplay, ma l’estremo difensore grigionese (sicuramente il migliore in pista) ha alzato nuovamente la saracinesca e ha consegnato tre punti al Davos.

Una sconfitta amara dunque, per un Ambrì che ha prodotto di più in attacco ma che deve migliorare la mira, oltre che limitare gli errori difensivi che avrebbero potuto regalare più reti agli ospiti.

AMBRÌ-DAVOS 1-2 (0-1, 0-0, 1-1)
Reti: 3’34’’ Sciaroni (Walser/ esp. Jelovac) 0-1. 54’15’’ Zwerger (D’Agostini, esp. Dino Wieser) 1-1. 55’40’’ Corvi (Egli) 1-2.
AMBRÌ: Conz; Zgraggen, Plastino; Pinana, Fora; Gautschi, Jelovac; Collenberg; Zwerger, Emmerton, D'Agostini; Monnet, Taffe, Trisconi; Lauper, Müller, Lhotak; Bianchi, Kostner, Berthon; Incir.
Penalità: Ambrì 5x2'; Davos 7x2'.
Note: Valascia, 6’5000 spettatori. Arbitri: Dipietro, Massy; Altmann, Progin. Ambrì senza Stucki, Guggisberg, Ngoy (infortunati), Chiriaev, Trunz, Moor (in soprannumero) e Hrabec (Ticino Rockets). Davos privo di Kessler, Schneeberger (infortunati), Aeschlimann, Jörg e Portamann (in sovrannumero).

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