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02.05.17 - 07:010
Aggiornamento : 17:30

«Ho sempre sentito il calore dei tifosi. Cereda? È un "martello"»

Christian Stucki, tra gli indiscussi protagonisti del finale di stagione biancoblù: «Sono felice per il rinnovo, ho raccolto quanto seminato. Rivincita? Forse sì, ma...»

AMBRÌ - Il mercato è strano, si sa. Girato ai Rockets per buona parte della stagione con un contratto che arrivava in scadenza con i biancoblù, per Christian Stucki il futuro - solo qualche mese fa - sembrava ormai lontano dalla Valascia. Ed invece tutto è cambiato molto in fretta, con il 24enne - richiamato da Dwyer per il rush finale e la battaglia per la sospirata salvezza - capace di mostrare tutte le sue qualità, prendersi una bella rivincita e guadagnare un meritato rinnovo fino al 2019.

«Sono molto soddisfatto di questo rinnovo, credo sia meritato, ho colto la mia occasione - ha spiegato Christian Stucki - Con i Rockets ho lavorato moltissimo sulla condizione fisica e, a fine stagione, si sono visti i risultati. Ho dovuto stringere i denti, ma il duro lavoro ha ripagato».

Ad un certo punto, da professionista, avevi anche dovuto guardarti in giro, per vedere cosa offriva il mercato… «Sì, fa parte del nostro lavoro. Avevo altre opportunità interessanti, ma la mia priorità era quella di rimanere in Ticino, dove sono cresciuto. Alla fine ho escluso tutto, decidendo di rimanere. La trattativa è stata rapida».

Molto ghiaccio, fiducia e responsabilità: giostrare nei rivieraschi ha avuto i suoi vantaggi. Devi tanto ai Rockets? «Sì, ma anche a me stesso, non ho mai mollato. All’inizio pensavo di avere spazio ad Ambrì, ma poi si sa, ogni allenatore ha le sue idee. A quel punto ho preso i Rockets come una bella opportunità, lavorando con Cereda che già conoscevo. Luca è molto esigente e a volte mi punzecchiava, ci sono stati momenti anche un po’ difficili, ma sono davvero contento del lavoro svolto con tutto lo staff».

Nel finale ti sei preso una rivincita. «Rivincita forse sì, ma in quei momenti non pensavo al “passato”. Dentro di me ero focalizzato sull’obiettivo da raggiungere con l’Ambrì. Ho colto l’occasione senza mettermi troppa pressione, dimostrando con i fatti. A livello personale sono contento di aver raccolto quanto ho seminato durante l’anno, mi sono fatto trovare pronto».

Nel corso della stagione tanti supporter biancoblù - sui social e commentato i vari articoli - sono sempre stati “vicini” a Stucki, invocando un suo ritorno in Prima squadra. Hai percepito il calore dei tifosi? «L’ho sentito e mi ha fatto davvero molto piacere, mi ha dato anche una carica e una spinta in più. Sappiamo quanto sono importantI i tifosi in una realtà come Ambrì, danno sempre tanto alla squadra: di questo sono riconoscente».

Archiviata la stagione e strappato il rinnovo, ora all’orizzonte si profila una nuova sfida: confermarsi. «È sempre così, quando una stagione finisce in maniera positiva, poi si tratta di riconfermarsi. Personalmente voglio iniziare anche meglio di come ho finito. Per fare questo sarà fondamentale lavorare bene nel periodo estivo, la preparazione inizia lunedì 8 maggio: il mio obiettivo è arrivare pronto ad agosto».

Preparazione che inizierà agli ordini di Luca Cereda, nuovo timoniere biancoblù. Dopo essersi trovato bene con Dwyer, Stucki “ritrova” un coach che conosce perfettamente. «Con Gordie c'è stata una bella intesa, gli sono riconoscente per l'occasione che mi ha dato. A proposito di Cereda posso dire che sono contento per lui, arriva un allenatore ticinese con cui mi sono sempre trovato bene e si potrà anche parlare italiano. Sarà un piacere essere ancora un suo giocatore».

Che tipo di allenatore è? «Luca è molto esigente, un "martello"... ma lo fa esclusivamente per il nostro bene. In certi momenti ti dà anche molta libertà, ma quando ti chiama all'appello devi essere pronto. Non pensa solo alla sua posizione professionale, ma è contento quando i giocatori fanno dei progressi concreti».

Cereda, a differenza di molti colleghi, si occuperà anche della preparazione. «Giusto, è un bene avere un contatto diretto con il coach anche durante l'estate. Si possono vedere insieme i progressi. Conoscendo i suoi metodi so che sarà un'estate durissima... ma è da lì che si costruiscono le basi per il campionato».

Ultima battuta sull'identità biancoblù: con Luca si è aggiunto un altro tassello per un Ambrì più vicino al territorio e intenzionato a puntare maggiormente sui giovani e sulla formazione. «La miglior cosa era prendere un allenatore che conoscesse perfettamente la realtà di Ambrì. Cereda corrisponde al profilo che si cercava. Come sottolineato da Duca e Lombardi per l’Ambrì è importante ritrovare un po’ la propria identità. Buone strategie, pianificazione e scouting: muoversi bene sul mercato con le risorse a propria disposizione è fondamentale. Trovando questo equilibrio non è detto che non si possa avere successo».

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Commenti
 
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bobà 3 anni fa su tio
se non farà "colpi di testa" (come ogni tanto faceva a Lugano) potrà far bene
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