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SUPER LEAGUE
14.05.21 - 09:320
Aggiornamento : 13:28

«Le critiche al Lugano non sono giustificate»

Livio Bordoli sui bianconeri: «Fino a un mese fa tutti esaltavano questa squadra, ci vuole coerenza».

Sul Chiasso: «Mi auguro si salvi, ma in futuro che faccia giocare più ticinesi e svizzeri».

LUGANO - Quattro partite, quattro sconfitte e zero gol segnati. Il Lugano ha completamente mollato dopo un'annata in cui ha spesso veleggiato nelle zone alte della classifica, flirtando - a inizio stagione - persino con il primo posto. Ora il crollo, un crollo che arriva proprio quando la zona europea sembrava lì a portata di mano.

Che chiave di lettura va data a questo brusco calo? Lo abbiamo chiesto a Livio Bordoli, ex tecnico dei bianconeri. «La risposta è tutto sommato semplice: non hanno più benzina, sia in corpo che a livello mentale. Non è evidente tenere certi ritmi per tutta la stagione. Dopo la sconfitta con il Servette, non sono più stati capaci di reagire e di trovare altre energie. Inoltre l'uscita di scena rocambolesca dalla Coppa contro il Lucerna è stata una mazzata, sono convinto che i giocatori fossero convinti di arrivare in finale. Da qui c'è stato un crollo mentale». 

L'Europa, però, era a un passo... 
«Fortunatamente siamo degli esseri umani con delle emozioni, debolezze e fragilità. Un calo del genere bisogna accettarlo. A tre quarti di campionato il Lugano si ostinava a dire che l'obiettivo restava la salvezza. Non mi sembra che questo non sia stato raggiunto. Cambiare in corsa l'obiettivo si può, ma forse i giocatori non erano pronti a questo passo. Probabilmente bisognava alzare un po' l'asticella nel corso della stagione».

Ed ora questa crisi è accompagnata dalle critiche...  
«Come nella vita, si fanno 99 cose buone e una no e si tende a dar maggior importanza quest'ultima. È un po' nell'indole dell'essere umano. Mi dispiace sentire le critiche all'indirizzo di staff e giocatori. Ci si dimentica troppo in fretta della bella stagione del Lugano. Fino a un mese fa tutti esaltavano questa squadra, ci vuole coerenza. Non mi piacciono queste critiche, non sono giustificate».

Anche il lavoro di Jacobacci, ottimo fin qui, è finito nel calderone...
«Giudicare il lavoro per qualche sconfitta? Io giudico nell'arco di 36 partite. Purtroppo ultimamente il calcio funziona così, si tende a guardare solo le ultime due-tre gare. Da questo punto di vista sono contento di essere fuori da questo mondo. Solo alcune settimane fa Renzetti aveva affermato pubblicamente che, qualora restasse al timone della società, Jacobacci sarebbe stato confermato. Non può cambiare la sua decisione in base a cinque-sei partite andate storte. Conoscendo il presidente sono sicuro che manterrà la parola... Gli obiettivi sono stati raggiunti».

...e il Chiasso? I rossoblù non hanno proprio più diritto all'errore...
«Per la rosa a disposizione non dovrebbe essere in questa posizione. Se compariamo il valore della squadra a Wil e Kriens, il Chiasso è superiore. Adesso dovranno vincere le prossime due contro uno Sciaffusa tranquillo e lo scontro direttissimo con lo Xamax. Speriamo ce la facciano e che in futuro si possa vedere qualche ticinese e svizzero in più in rosa. Ci sono, ma purtroppo non vengono schierati come accade in altre realtà di Challenge League. Il Chiasso dev'essere una realtà molto più legata al territorio». 

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Commenti
 
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Boh! 1 mese fa su tio
...sopravvalutati
cle72 1 mese fa su tio
Sempre difeso la squadra, il mister e il presidente, sperando che quest'ultimo rimanga ancora. Forza Lugano!
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