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SUPER LEAGUE
26.02.21 - 18:380
Aggiornamento : 27.02.21 - 10:45

Ziegler si presenta: «Ho trovato una grande famiglia, sono a disposizione del mister»

Il difensore potrebbe esordire già a Losanna. Jacobacci: «Mi aspetto una partita difficile, serve la giusta cattiveria».

Il nuovo acquisto e il tecnico hanno parlato in conferenza stampa. Nel frattempo da segnalare un cambio di programma nel calendario dei bianconeri: la sfida col Basilea è stata anticipata a sabato 20 marzo, anziché domenica 21.

LUGANO - In attesa del duello col Losanna di Contini (domenica alle 16), il Lugano ha presentato il nuovo acquisto Reto Ziegler, rinforzo di lusso e di grande esperienza nello scacchiere di Jacobacci. Proprio il mister, in conferenza stampa, ha preso per primo la parola complimentandosi con l’YB per il colpaccio in Europa e lanciando il duello coi vodesi, dove il 35enne ex Nazionale potrebbe già fare il suo esordio.

«Andare a vincere a Leverkusen è un'impresa: voglio complimentarmi con l’YB che dimostrano anche il valore del calcio svizzero, non così ”scarso” come a volte si fa credere», ha esordito il tecnico, facendo poi il punto sugli indisponibili. «Maric si è allenato ma è ancora in forse, non vogliamo rischiare. Custodio e Guerrero sono fermi ai box, mentre Bottani e Keskecs sono squalificati».

Lo scorso weekend il Lugano è stato sconfitto in rimonta dal Lucerna.
«Serve maggior attenzione nei dettagli, mi dispiace perché anche nel 3-2 di Tasar c’è stata una serie di errori. Pressione? Quella c’è sempre e me la metto ogni partita, sappiamo che vincere in questo campionato non è mai facile: ora forse ce ne rendiamo conto più di prima. Di solito eravamo bravi nei minuti finali: ora dobbiamo ritrovare quella concentrazione e quella cattiveria che a lungo sono state la nostra forza».

Il pres Renzetti dopo il ko ha però cercato di dare serenità.
«È stato importantissimo. È quello che ci vuole. Che il risultato sia positivo o negativo il lavoro rimane lo stesso. Ora andiamo a Losanna e ci aspettiamo una gara difficile, tanto più sul sintetico. Detto questo andiamo a giocarcela».

E a Losanna si potrebbe già vedere all’opera anche Ziegler, reduce da un’avventura negli States e carico per la nuova avventura a tinte bianconere.
«Ho accettato questa sfida perché ho ancora il fuoco e la passione dentro di me: conosco bene il calcio e 35 (i suoi anni, ndr) è solo un numero - spiega il difensore - Sono a Lugano per diverse ragioni: una è sicuramente la presenza di Marco Padalino che conosco molto bene, poi c’è il mister che conosco dai tempi del Sion e ovviamente il pres Renzetti, che ringrazio per la fiducia e l’opportunità. Il Lugano è una squadra che in questi anni ha avuto un ruolo importante in Svizzera e ha conquistato anche due volte l’Europa. La MLS? Non è ancora una destinazione per i giovani, ma è un campionato in crescita e sottovalutato. Ci sono elementi di alto livello e le squadre investono sempre di più».

Spesso si fanno dei “paragoni” con altri giocatori: tu e Valon Behrami non mollate mai.
«Valon è un mio grande amico, ma poi ognuno è diverso. Io poi ho la fortuna di non aver avuto grandi infortuni a differenza di diversi miei colleghi calciatori».

Ziegler sarà già tra i convocati per il match di Losanna. Un bel segnale.
«Sì, a livello fisico mi sono sempre allenato e tenuto in forma. Non ho potuto rimpiazzare la competizione, ma in questo periodo - dopo la fine della parentesi nei States - ho sempre fatto il massimo. Mi sento bene e sono a disposizione del mister».

In MLS, guardando le statistiche, hai segnato qualche gol in più rispetto al passato. 
«Non conosco la media, ma ho sempre segnato abbastanza, è una delle mie qualità. Qui cercherò di aiutare la squadra anche in questo senso, il gol è un’arma in più. Quando scendo in campo comunque il mio primo obiettivo come difensore è non prendere reti. Rigori? In ogni squadra in cui ho giocato c’erano compagni che li sapevano tirare. Qui il rigorista è Maric. Non sono venuto per calciare tutte le palle ferme, ma poi è anche questione di sensazioni. Vedremo».

Che spogliatoio e gruppo hai trovato?
«Ho trovato un gruppo convinto del lavoro che sta facendo e una società simile a una grande famiglia. Si mangia, si ride e si fa tutto insieme. Mi ricorda i tempi della Sampdoria». 

A 35 anni sei venuto a Lugano per chiudere la carriera o per rilanciarla?
«Sono qui per avere successo e fare bene, poi se riesco a convincere la gente e la società perché dovrei smettere? Ho già detto al mister che voglio lavorare per aiutare la squadra e sono qui per questo».

Jacobacci ha sottolineato che la tua presenza potrà essere importante sia in campo che nello spogliatoio.
«È una cosa abbastanza naturale. Sono stato capitano a Sion e a Dallas: la comunicazione e un aspetto fondamentale e mi viene normale. Ho già parlato con i compagni di reparto sottolineando l’importanza di questo aspetto. Terzino o centrale? Negli ultimi anni ho giocato il 99% delle partite come centrale. Preferisco essere forte e determinante in un ruolo, piuttosto che ricoprirne diversi a un livello medio».

I bianconeri, tanto più in tempi di Covid, hanno fatto capire che non potevano permettersi grandi investimenti per ingaggiarti. 
«Una cosa è certa e potete scriverla: non sono venuto per i soldi. Certo non sono qui gratis e lavoro anch’io per vivere… ma sono venuto per giocare in una squadra competitiva che potrebbe anche alzare una Coppa».

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