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L’OSPITE - ARNO ROSSINI
16.09.20 - 08:000
Aggiornamento : 20:52

«Jacobacci? I soli risultati non basteranno a salvarlo»

Lugano competitivo ma costretto a vincere e convincere.

Arno Rossini: «Il calcio è business. L’allenatore dovrà riuscire a esporre in vetrina i ragazzi, per renderli appetibili sul mercato».

LUGANO - Si riparte dallo Young Boys campione e da un San Gallo combattivo ma riscopertosi - l’anno passato - spompato nel momento decisivo. Si riparte da un Basilea sempre rispettabile e da un Sion sempre irrequieto. Si riparte da un Lugano prudente ma ambizioso e dalle matricole Losanna e Vaduz. Si riparte. Questo alla fine conta, soprattutto ripensando agli enormi problemi vissuti fin dallo scorso inverno e ai possibili disagi che ci saranno nei prossimi mesi.

«È una ventata di normalità in un momento storico difficile - ha sottolineato Arno Rossini - non possiamo che essere felici di tornare a seguire il nostro pallone, di tornare a distrarci ed entusiasmarci con esso». 

Entusiasmarci… ci si prepara a un nuovo monologo giallonero?
«Non so, questo campionato potrebbe essere diverso, potrebbe essere un po’ più incerto del solito. Almeno, io me lo immagino così».

Lo Young Boys non vincerà?
«Lo Young Boys sarà il grande favorito. Ha un’ottima rosa, rinforzata dall’attaccante francese Siebatcheu, ha esperienza e voglia di confermarsi. Parte per allungare il suo dominio. Però se alla fine vincerà non so se lo farà facilmente. Il Basilea, per esempio, potrebbe insidiarlo».

Non il San Gallo, secondo poche settimane fa?
«No. Le partenze di Itten e Demirovic hanno indebolito i biancoverdi, che difficilmente riusciranno a proporre nuovamente un attacco tanto prolifico. E se segni meno, probabilmente vinci meno». 

Al Sankt Jakob-Park, invece, non hanno di questi problemi?
«I renani non sono ovviamente perfetti; se però Sforza riuscirà a trasferire ai giocatori la sua fame e le sue motivazioni, allora insieme potranno vivere una grande stagione. Indispensabile sarà in ogni caso che a Basilea partano bene; dopo gli ultimi anni “magri” i tifosi hanno poca pazienza...».

Dietro i rossoblù?
«Bella domanda. Sarà una bella lotta. Tutte le altre squadre, escluso forse il Vaduz che non mi pare avere i mezzi tecnici per staccarsi dalle ultimissime posizioni della graduatoria, hanno la possibilità di lasciare il segno e salire fino a guadagnare spazio alle spalle delle due big del campionato. Tutte. Anche il Losanna neo promosso».

Anche il Lugano, quindi?
«Assolutamente. Momentaneamente fuori Baumann, i bianconeri hanno perso un po’ di esperienza. Sono però solidissimi in difesa, hanno un centrocampo con tante soluzioni e che quindi può essere imprevedibile e poi hanno la garanzia Gerndt davanti. Altro? Mi aspetto tanto da Bottani e poi c’è Guidotti: che talento... Ragazzo veramente forte; è sicuramente il miglior ticinese e uno dei giovani più interessanti nel panorama svizzero». 

C’è però anche l’agitazione di Renzetti, che già più volte in queste settimane ha punzecchiato Jacobacci.
«A me il presidente non sembra innamorato dell’allenatore. Non mi pare che tra i due ci sia grande feeling».

Importante è che ci siano i risultati.
«Non so se basteranno. Il discorso è complesso e a me sembra che il presidente abbia la mannaia sempre pronta».

Cosa c’è di più importante dei risultati?
«Jacobacci non può pensare esclusivamente da allenatore, non può concentrarsi sull’aspetto tecnico-tattico del “problema”: dovrà muoversi da manager. Il calcio è business, non dimentichiamolo».

Quindi?
«I conti devono tornare. I giocatori vanno venduti. E soprattutto di questi tempi vendere non è semplice. Per questo dico che solo i numeri non basteranno. Oltre a quelli, oltre a una classifica positiva, il mister dovrà garantire bel gioco. Dovrà riuscire a valorizzare i ragazzi, renderli splendenti, dovrà saperli esporre in vetrina per renderli appetibili sul mercato. Se non riescono a fare cessioni e plusvalenze, i club sono oggi in estrema difficoltà».

La scorsa stagione Jacobacci fu preso "in corsa" perché solido. Perché pragmatico. Perché perfetto per una squadra che lotta per salvarsi. Se il “nuovo” Lugano ha necessità di vincere e convincere è ancora l’allenatore giusto?
«È bravo e preparato. Ha a disposizione tanti ingredienti, da quelli dovrà però ottenere un bel minestrone. Anzi dovrà fare un bel piatto moderno. Il classico 0-0 - buono per muovere la classifica - non basterà a salvarlo, non basterà di certo per convincere Renzetti sul lungo periodo. Dovrà osare proponendo un gioco più offensivo e coinvolgente. Dovrà rischiare insomma, cercando di limitare prestazioni come quelle di coppa o delle amichevoli, altrimenti avrà vita dura».

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