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COPPA SVIZZERA
27.02.19 - 10:010
Aggiornamento : 17:20

«Lugano goloso e presuntuoso; prima favorito, ora è dura»

I secondi finali della sfida tra i bianconeri e lo Young Boys hanno lasciato strascichi: «Un punto contro l'YB era da considerare oro. Senza Maric a Thun...»

SION - Al Tourbillon, questa sera, scatteranno i quarti di Coppa Svizzera. L'attenzione dei tifosi ticinesi è in ogni caso rivolta alla Stockhorn Arena, dove domani il Lugano sarà ospite del Thun.

I bianconeri arriveranno alla sfida dopo la rocambolesca sconfitta rimediata domenica contro lo Young Boys, capitombolo che ha lasciato pesanti strascichi.
«Quella contro i gialloneri è stata una partita ben giocata - ha sottolineato Arno Rossini - rovinata però da quanto accaduto negli ultimi secondi».

L'angolo della "speranza", il contropiede, il presunto fallo su Gerndt, il gol preso, le proteste...
«Tutto quanto. Più le squalifiche di Maric e Covilo. Alla fine la frustrazione che ti porti dietro è grande. Peccato».

Per il risultato?
«Per tutto. Il Lugano non può in ogni caso prendersela con alcuno: in questa situazione ci si è cacciato da solo. Quell'atteggiamento sul corner...».

I bianconeri volevano vincere. Comprensibile.
«Sì, certo, assolutamente. Però se stai pareggiando contro la prima della classe non dovresti esporti a tali rischi. Un punto contro lo Young Boys era da considerare oro. Tutti su per un calcio d'angolo? Sono stati golosi, c'è stata tanta presunzione».

Colpa dei giocatori.
«E anche dell'allenatore. Accortosi che la squadra era completamente sbilanciata, Celestini avrebbe dovuto richiamare qualcuno. Avrebbe dovuto mostrare polso. Invece non l'ha fatto, sperando nel colpaccio. Così sono arrivati il contropiede e il gol. E tutto quello che è accaduto dopo».

Il comportamento tenuto da Maric e Covilo è da condannare? Loro, elementi esperti...
«Ma in quei frangenti ci sono l'adrenalina e la frustrazione. Quanto fatto, le parole fuori posto, non è giustificabile ma è comprensibile».

Ed è costato tre turni di stop.
«Un vero peccato, perché assenze del genere pesano parecchio. Costano caro».

Maric non potrà giocare già a Thun.
«Ed è una perdita gravissima per il Lugano. Stiamo parlando di un giocatore carismatico. Di esperienza. Un leader che in campo sa farsi sentire. L'uomo giusto, insomma, per una battaglia come può essere un quarto di Coppa. Se a ranghi completi, i bianconeri sarebbero stati favoriti contro i bernesi».

Così invece?
«Sarà dura. Il Thun in casa è una brutta bestia».

Le altre tre sfide dei quarti come andranno?
«Lo Zurigo va in semifinale. Contro il Kriens, in casa per giunta, non avrà problemi».

Sion-Basilea, questa sera, potrebbe essere combattuta.
«In Vallese la Coppa la chiamano "mini Champions League". Ci tengono tantissimo. I renani, detto ciò, stanno finalmente giocando bene. Nonostante siano in trasferta, io li vedo favoriti».

Si chiuderà la prossima settimana con Lucerna-Young Boys.
«L'YB è un gradino sopra ogni avversaria. È forte nelle piccole cose. Un esempio? Se l'attaccante perde palla, quasi sempre si trasforma nel primo difensore, ritorna e cerca il recupero. E poi tra i gialloneri c'è grande senso di appartenenza. I vari Fassnacht, Sow, Lauper e Aebischer formano quello zoccolo duro alla base di ogni successo. Detto ciò... mi sento di scommettere che a Lucerna non avranno problemi».

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