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SUPER LEAGUE
21.09.18 - 15:360
Aggiornamento : 22:29

«L'intelligenza può vincere la fisicità»

Il Lugano di Abascal, dopo la sosta per le nazionali e la Coppa, sfida il San Gallo nel settimo turno di campionato. «Sarà interessante confrontarsi con loro. Tre gare ravvicinate? Inutile fare conti»

LUGANO - Dopo la sosta per gli impegni delle nazionali e il weekend dedicato al secondo turno di Coppa Svizzera, torna il campionato. Reduce dal successo di misura contro gli Azzurri 90 LS (1-0 sulla compagine di 1a Lega), il Lugano ha lavorato intensamente nel corso della settimana per preparare l'insidiosa trasferta al Kybunpark. Mister Abascal, in conferenza stampa, ha lanciato la sfida contro il San Gallo (domenica alle 16) valida per il settimo turno di Super League.

«In queste settimane abbiamo lavorato molto e in maniera diversa nelle rispettive fasi - spiega il tecnico spagnolo - Non ci siamo "limitati" a preparare la Coppa e poi questo match, ma abbiamo svolto un lavoro mirato per preparare bene questo periodo e la serie di impegni ravvicinati (domenica s San Gallo, mercoledì 26 settembre contro lo Xamax e domenica 30 col Basilea, ndr). Abbiamo lavorato sui moduli e i concetti».

Al Lugano, a quota 8 punti (-2 dal San Gallo) dopo 6 giornate, il prossimo filotto di partite darà indicazioni e risposte importanti. «I giocatori non devono pensare più in là della singola partita, mentre io deve guardare anche oltre, anche se quando arriva il giorno del match esiste solo quello. Tre gare in una settimana sono tante, ma ci possiamo adattare. Ora possiamo cambiare interpreti senza modificare il concetto di gioco. Questa gara arriva in un buon momento: andiamo a San Gallo con la consapevolezza di poter conquistare qualcosa».

In questo periodo è stato difficile mantenere alta la concentrazione? «Siamo pagati per questo. Settimana scorsa c'era comunque la Coppa che è un obiettivo importante. Fare il calciatore è sicuramente tra i migliori lavori al mondo... quindi la motivazione deve essere sempre alta. Qui vedo passione e tanta voglia anche dopo 2 ore di allenamento: sono aspetti fondamentali. Chi non ha motivazione può cambiare mestiere».

Il risultato del match di San Gallo potrà "influenzare" l'approccio anche alle due gare seguenti. «La prima partita ti condiziona, sarà fondamentali per tutti. La situazione mentale cambierà a dipendenza del risultato, che sia una vittoria, una sconfitta o un pareggio. Questo però vale per tutte le squadre, non solo per noi. Noi ora pensiamo ai primi 90', è inutile gestire e fare i conti. Ora il match più importante é quello di San Gallo, contro una squadra dalla mentalità vincente, che attacca sempre e che esercita un pressing altissimo. Hanno la giusta cattiveria nel recuperare palla. Se non stai attento e concentrato è difficile superarli. Sarà interessante confrontarci e comparare le nostre idee con le loro per vedere come siamo messi».

Capitolo attaccanti... il Lugano davanti continua a fare fatica. «Un attaccante quando non segna è come minino arrabbiato... Per ora stanno tranquilli, anche se in alcuni casi ci è mancato il gol e non siamo riusciti a chiudere delle partite. Il nervosismo arriva quando si sa di non essere riusciti a mettere in campo le proprie qualità. Quando uno pensa solo al gol sbaglia e poi non lo trova. A volte un attaccante fa un lavoro incredibile, non segna ma fa segnare i compagni. Questo anche è importantissimo, per noi conta il lavoro che uno fa per la squadra. Janko? A livello di gioco cambia alcune posizioni, la più naturale è quella di finalizzatore ma anche quando fa da sponda i compagni devono farsi trovare pronti. In Coppa è capitato diverse volte e non siamo riusciti a sfruttare le nostre chance».

In difesa ora c'è "sostanza". «Personalmente mi piace controllare sia la fase difensiva che quella offensiva: non sono il tipo di allenatore che firma per un successo 7-6... In questo periodo abbiamo fatto un buon lavoro e sarà interessante vedere come ci confrontiamo con ogni avversario. Una squadra che non subisce crea di più offensivamente».

In casa Lugano si sta facendo sentire l'assenza di un giocatore come Piccinocchi, centrocampista sempre utilissimo grazie alla sua intelligenza di gioco. «La Super League è un campionato molto fisico, ma sono convinto che l'intelligenza di gioco può vincere la fisicità. Mario è un giocatore ancora giovane (23 anni, ndr) con già alle spalle un centinaio di partite in Super League. Ha la dote naturale di giocare ad un tocco. Per noi é ovviamente un giocatore importante».

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