Keystone
SUPER LEAGUE
04.08.18 - 08:020

«Contro il Lugano non possiamo sbagliare. L'EL raggiunta con i bianconeri? Cammino pazzesco...»

Il portiere del Lucerna Mirko Salvi, in riva al Ceresio tra il gennaio dei 2016 e il giugno del 2017, si è espresso a poche ore dalla sfida contro i ticinesi

LUCERNA - Due partite, due sconfitte, un solo gol fatto e quattro subiti: l’inizio di campionato del Lucerna è stato davvero deludente. Il momento dalle parti della swissporarena è già molto delicato e la sfida di questa sera contro il Lugano rappresenta un bel crocevia per i ragazzi di René Weiler. Ai bianconeri il compito di evitare che gli svizzero-centrali ottengano i loro primi punti stagionali. 

Tra le fila dei lucernesi c’è anche un certo Mirko Salvi, a Lugano per un anno e mezzo (tra il gennaio del 2016 e il giugno del 2017) e tra i protagonisti della magica cavalcata che aveva portato i bianconeri in Europa League. 

La sua estate è stata... rovente: prima aveva firmato un triennale con il Grasshopper, poi le stesse Cavallette hanno deciso di girarlo in prestito allo stesso Lucerna. «Effettivamente sì. Sono arrivato qui quattro settimane fa dopo un’estate a dir poco movimentata, ma questo è il calcio. Vi dirò: sono davvero contento di essere qua, Lucerna è una bella piazza con una tifoseria molto calda. Inoltre lotta quasi sempre per le coppe europee e questo è un qualcosa che mi stimola sempre tanto».

In 180' non avete raccolto il benché minimo punto, c'è una spiegazione? «Non abbiamo iniziato come speravamo il nostro campionato, questo è indubbio. Contro il Lugano giocheremo la nostra seconda partita casalinga della stagione e dovremo far di tutto per non sbagliarla.  Bisogna restare positivi. Contro lo Xamax ci siamo creati numerose occasioni da rete, ma non siamo riusciti a sfruttarle mentre settimana scorsa il Thun sul sintetico ha disputato una partita perfetta. Ora dobbiamo pensare solo a noi stessi, il nostro campionato deve iniziare domani (oggi per chi legge, ndr)».

Sabato sera ti troverai di fronte il tuo passato, una squadra con la quale avevi raggiunto addirittura l'Europa League: «Il terzo posto era stato davvero incredibile, avevamo disputato un girone di ritorno pazzesco. C’era un gruppo eccezionale e soprattutto unito. Con i compagni ci trovavamo anche al di fuori del campo: l'unione era la nostra forza. Mi era dispiaciuto non poter restare a Lugano a disputare l'Europa League...».

Una qualificazione arrivata anche grazie alle tue parate... «È il mio ruolo, ma bisogna anche dire che ci difendevamo con ordine. E poi l’attacco era eccezionale, con i gol di Alioski e Sadiku tutto era più facile...».

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