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L'OSPITE - ARNO ROSSINI
25.07.18 - 07:020
Aggiornamento : 13:46

«Quando passi dallo stanzino di Constantin sono dolori. Basilea? Wicky non adatto...»

Arno Rossini ha messo sotto la lente la prima giornata di campionato, dove vi sono già state alcune sorprese

LUGANO - La prima giornata di Super League ha già offerto alcuni spunti interessanti. Nonostante 90' non bastino per per emettere delle sentenze, in un campionato che ha ancora 35 capitoli da scrivere, praticamente nessuno si aspettava la sconfitta interna del Basilea contro il San Gallo o la vittoria del neo-promosso Xamax a Lucerna. Pure l'affermazione del Lugano a Sion non era di certo attesa. Arno Rossini ci ha aiutato a decifrare quanto visto nel turno inaugurale.  

Arno, il Basilea ha clamorosamente toppato l'esordio...
«Abbiamo avuto la conferma che la squadra è ancor più debole dell'anno scorso. Inutile negarlo, Raphaël Wicky è già a forte rischio. Se ne perde ancora una o se non dovesse qualificarsi per i gironi di Champions il suo destino sarebbe segnato. È stato messo troppo presto sulla panchina renana. Non si può passare da 0 a 100 in un batter d'occhio. Il motivo per il quale è stato confermato dopo la deludente stagione scorsa? È semplice: non si è voluto ammettere l'errore del direttore sportivo Marco Streller, colui che ha promosso Wicky sulla panchina. Purtroppo quando favorisci gli amici o gli amici degli amici va a finire così. Il Basilea non ha un timoniere adatto». 

Altri spunti della prima giornata?
«Lo Young Boys si è confermata la più seria candidata per il titolo. Lo Xamax che va a vincere a Lucerna, invece, è stata una piacevolissima sorpresa. Il gruppo che ha conquistato la Super League è davvero solido». 

...e poi c'è stata la bella vittoria del Lugano...
«È stata un'altra piacevole sorpresa, si è dimostrato ordinato e disciplinato. Dei bianconeri mi è piaciuta soprattutto la solidità difensiva. Il Lugano, malgrado non abbia costruito molto in fase offensiva, ha sfruttato le debolezze del Sion. Ad ogni modo servono rinforzi, la reintroduzione dello spareggio non autorizza le società di Super a dormire sugli allori». 

Oltre al risultato, il Sion ha deluso per il gioco espresso...
«Il Sion deve cambiare registro, altrimenti saranno dolori. Contro il Lugano si è visto davvero ben poco di positivo. Non hanno proprio saputo reagire e questo è preoccupante».

Come l'avrà presa il vulcanico presidente vallesano? 
«Solitamente il dopo-partita con lui è pesantissimo. Ti chiude in uno stanzino e lì inizia a martellarti, ne ha per tutti. Va comunque detto che viene fatta un'analisi molto lucida, di calcio Constantin ne capisce tantissimo a differenza di altri presidenti... Ciò che mi dispiace è che a Sion non ci siano vallesani che trascinino il gruppo, è sempre importante avere in squadra giocatori locali sui quali tutti possono appoggiarsi. Così da creare pure un certo di senso d'appartenenza. A Sion questo non c'è...».

Due parole anche sul nuovo Chiasso... 
«Come a Basilea, anche a Chiasso c'è un allenatore senza esperienza a certi livelli. Spero che Mangiarratti sia sostenuto appieno dalla società, altrimenti sarà dura. I rossoblù lotteranno senza dubbio per non retrocedere, altre realtà di Challenge sono infatti di un altro pianeta...». 

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