Keystone
SERIE A
14.06.18 - 10:340
Aggiornamento 12:13

«Nemmeno un in bocca al lupo: mi aspettavo decisamente di più dall'Inter»

Joao Cancelo si è espresso a proposito del suo rapporto con i nerazzurri: «Eder è un amico che mi porterò per tutta l vita»

MILANO (Italia) - Che sia alla Juventus o altrove l'idea fissa di Cancelo è giocare la Champions. Quella Champions che ha conquistato sul campo con l'Inter, il club che l'ha sedotto e – a suo dire – abbandonato. Il portoghese si sfoga a Tuttosport : «Il mio obiettivo era diventare titolare dell’Inter. Sapevo di averne il potenziale perché ho giocato in due dei campionati più competitivi al mondo (Spagna e Italia) e ho avuto successo in entrambi. Ora ho un contratto con il Valencia fino al 2021, dunque senza club non rimango. Finché non ho una proposta ufficiale e concreta non posso dire nulla. Finora, non mi è arrivato niente. Prima della fine della stagione ho sentito dire che l’Inter mi voleva acquistare a titolo definitivo e che era in contatto con il Valencia per farlo, poi però non è successo nulla. Deluso? Non so se è la parola giusta, però mi aspettavo di più. Pensavo che qualcuno dell’Inter mi dicesse qualcosa del genere: “Non abbiamo i soldi per poterti comprare ora, però in bocca al lupo per il tuo futuro”, ma neanche quello. L’Inter è stata una tappa molto importante nella mia carriera ed è un grande club, ora vediamo che cosa succederà. La Juve? Al momento non posso escludere niente, certo giocare la Champions è un mio obiettivo, l’ho conquistato in campo con l’Inter e mi piacerebbe tornare in questa competizione».

Si è parlato anche di qualche attrito con Spalletti: «Spalletti non è un allenatore difensivo, gli piace una squadra che sa giocare e tenere palla. È vero che abbiamo avuto qualche attrito, ma perché tutti e due abbiamo un po’ il sangue caldo ed esplodiamo in fretta, però riconosco che ho imparato molto da lui. Tra noi c’è sempre stata stima e rispetto. Dal momento che ho iniziato a giocare di più, lui mi ha dato una libertà incredibile e ho capito che si fidava di me. L’importante è stato non desistere mai».

 Fino all'impresa con la Lazio: «Che partita incredibile, rimarrà per sempre nella mia memoria. Era una gara difficilissima, ma volevamo vincere. La Lazio sembrava avere il gioco sotto controllo, ma noi abbiamo fatto vedere quello che siamo stati durante la stagione: un gruppo molto forte e unito, anche quando è stato criticato. Abbiamo meritato quella vittoria e Dio ci ha aiutati, perché io credo molto in Dio. Dopo avere ascoltato tanta gente parlare male dell’Inter - sì, perché se il Milan perde sei gare di fila nessuno parla, ma se l’Inter ne perde due, ne parlano tutti - abbiamo zittito tutti. Dov’è finito il Milan, che ha speso più di 200 milioni sul mercato, in classifica? In Europa League. L’Inter, che ha aggiunto solo due o tre giocatori alla rosa dell’anno scorso, è arrivata in Champions, che era l’obiettivo a inizio stagione».

Si parla anche di Icardi: «Icardi è una persona eccezionale, dentro e fuori lo spogliatoio è sempre stato corretto. Non l’ho mai visto avere problemi con nessuno. È una persona molto umile, cerca di aiutare tutti, ti domanda se hai bisogno di qualcosa ed è sempre stato un capitano esemplare». 

Joao Mario ha detto di non volere tornare all’Inter né in Italia. «Per me lui è sempre stato il migliore giocatore della nostra generazione in Portogallo. È un grandissimo calciatore, ma che non si è adattato al calcio italiano perché a lui piace giocare palla al piede. E’ molto tecnico e, visto che in serie A c’è parecchio contatto fisico, è stato più difficile imporre il suo stile. Quando le cose iniziano male poi diventa difficile recuperare. Il suo valore comunque è chiaro a tutti, è andato in Inghilterra e ha disputato un’ottima seconda parte di stagione. Tra l’altro, devo a Joao Mario parte del mio successo all’Inter. È stato lui a trasmettermi tranquillità quando ho passato momenti difficili, a dirmi di avere pazienza e aspettare il mio momento. Lo devo a lui, a Dalbert, a Miranda e Eder che era un po’ il nostro gruppo. Eder sarà un amico che mi porterò per tutta la vita». 

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