L'OSPITE
14.03.18 - 07:000
Aggiornamento 16:57

Tra "vaffa" "va fa'n'culo", l'allenatore ha sempre da perderci

Sarri e Mancini, che problemi. Ma davanti a provocazioni o insulti il mister deve subire in silenzio? Arno Rossini: «La serenità dovrebbe essere messa davanti a tutto»

NAPOLI (Italia) - Uno ha fatto una battuta in conferenza stampa, l'altro ha risposto stizzito a un tifoso che l'aveva insultato. Entrambi, visto il ruolo che ricoprono, tenuto conto del fatto che svolgono una professione che li costringe a stare perennemente sotto la luce dei riflettori, sono passati dalla parte del torto.

Questa è la strana storia di Maurizio Sarri e Roberto Mancini i quali, dopo un weekend per loro avaro di soddisfazioni, si sono lasciati scappare un "vaffa" di troppo. Sollevando un polverone. Il tecnico del Napoli, incalzato da una giornalista dopo il pari di San Siro contro l'Inter, ha risposto - ridendo però - «Sei una donna e sei carina, per questo non ti mando affanc...». Il mister dello Zenit San Pietroburgo ha invece replicato con un poco felice «Tu e tua sorella» a un delusissimo tifoso che su twitter aveva vergato un pittoresco "Va fa'n'culo".

Ora, va bene essere i protagonisti dello spettacolo, essere privilegiati ed essere strapagati; ma gli allenatori (ma anche i giocatori) come si devono comportare davanti a una provocazione o a un'offesa? Hanno il diritto di replicare o hanno il dovere di incassare in silenzio?

«Prendo spunto da quel che faceva Ancelotti nelle conferenze stampa quando era al Milan - è intervenuto Arno Rossini - che la squadra avesse vinto o perso il suo atteggiamento non cambiava. Metteva la serenità e la tranquillità davanti a tutto».

Nonostante abbia chiaramente fatto una battuta, Sarri non avrebbe dovuto dire quella frase alla giornalista. Ha fatto una pessima figura.
«Vero. Si deve però pure ammettere che chi pone il quesito, se sa che questo può essere un tranello o può scatenare una polemica, deve avere anche l'intelligenza di interpretare la risposta che riceve. Nella sua posizione l'allenatore del Napoli avrebbe potuto evitare quell'uscita, questo è assodato; non penso in ogni caso che abbia voluto essere offensivo o che abbia qualcosa contro le donne».

Il vespaio però è stato scatenato.
«Ma credo che velocemente tutto tornerà come prima. La giornalista ha cavalcato l'onda della polemica e ottenuto visibilità. Sarri si è scusato e magari le regalerà un mazzo di rose bianche, con consegna al San Paolo. Tutto si spegnerà presto, vedrete».

Diversa è la situazione di Roberto Mancini, che ha risposto piccato, via social, all'insulto di un tifoso. Mettiamo subito le cose in chiaro: il prezzo del biglietto, quello che paga un appassionato per andare allo stadio, comprende anche gli improperi nei confronti dei tesserati?
«Per il Mancio, dite bene, la situazione è diversa: prendersela con i tifosi non è mai una mossa azzeccata. Detto ciò, a chi va allo stadio normalmente è permesso tutto».

Quindi l'allenatore di turno deve incassare e tacere?
«Alimentare le polemiche non è mai saggio. Queste sono come i funghi, spuntano ovunque. Meglio concentrarsi sul proprio lavoro e provare a controllare quel che si può».

Immaginiamo che dalla panchina gli insulti si sentano.
«Si sentono eccome».

E quindi?
«Sei in campo, quindi sei un bersaglio facile. Non rispondi a tono e, al massimo, il tuo unico pensiero deve essere quello di tornare in fretta negli spogliatoi quando finisce la partita».

Mancio quindi ha sbagliato?
«A rispondere? Diciamo che non gli è certo convenuto. Via social media poi... ha fatto una mossa pericolosa. I tifosi contribuiscono a pagarti lo stipendio, attaccarli che senso ha? Se in più i risultati non sono neppure dalla tua parte...».

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