Keystone
L'OSPITE
08.11.17 - 09:450
Aggiornamento : 12:31

«Inferno a Belfast, ma al mondiale ci andiamo. Ora via con... gli scongiuri»

L'Irlanda del Nord è pericolosa ma a Russia 2018 andrà la Svizzera. Arno Rossini: «Il perché spiegato in tre motivi. Ma ci sarà da penare»

BELFAST (Irlanda del Nord) - Eccoci. Ci siamo. Nel giro di quattro giorni tutto si deciderà. Un anno abbondante di match, successi, sorrisi, conti e... speranze è servito poco a nulla: per volare a Russia 2018, dopo aver smarrito, in Portogallo, il biglietto che le sarebbe valso il viaggio “mondiale”, la Svizzera deve superare altre due fatiche. E uscirne vittoriosa. In Irlanda del Nord, giovedì sera, e poi a Basilea, domenica, la truppa di Vlado Petkovic dovrà rispondere presente all'ultimo appello. Dovrà dar ragione ai pronostici, che la vedono grande favorita; solo così potrà regalarsi mesi dolcissimi, spesi a pensare e preparare a quel che sarà la prossima estate.

Già, i pronostici. Ma davvero i rossocrociati sono tanto superiori ai nordirlandesi? E da dove arriva questa certezza? Il calcio, si sa, non è una scienza esatta, non si può fare una somma matematica del talento...

«Per fortuna no – è intervenuto Arno Rossini – altrimenti la bellezza e l'imprevedibilità di questo sport dove sarebbero? I valori hanno in ogni caso una logica...».

Domanda semplice, secca: la Svizzera passerà il turno?
«Assolutamente. Andremo al Mondiale. Ne sono certo».

Da dove arriva tanta sicurezza?
«Vi do tre motivi per i quali, secondo me, la Nazionale supererà l'Irlanda del Nord. I risultati del girone di qualificazione, le qualità dei nostri, le doti di Petkovic».

Ci serve qualche spiegazione.
«Bene, andiamo con ordine. Nelle qualificazioni questa squadra ha vinto nove delle dieci partite disputate. Non accade, nemmeno contro avversari più deboli, se il gruppo non è solido, se non ha un gioco, se non ha carattere e determinazione. Quei 27 punti sono un gran bel biglietto da visita in vista di questo spareggio».

Hai parlato di gruppo.
«Esatto, il secondo motivo. In rosa ci sono elementi dalle qualità indiscutibili i quali, negli anni, hanno anche maturato grande esperienza. Lo zoccolo duro della Nazionale è insieme da tempo e ha avuto modo di partecipare a molte competizioni internazionali. Credo che questa sia la Svizzera migliore degli ultimi dieci anni. Ottimo punto di partenza per pensare di battere l'Irlanda del Nord».

Che è comunque un avversario duro.
«Assolutamente. Per piegarlo serviranno due grandi partite. Credo che la qualificazione si deciderà negli ultimi minuti del match di ritorno».

Il terzo motivo?
«Ho studiato il curriculum di Michael O'Neill, il selezionatore nordirlandese; il nostro Vladimir Petkovic è sicuramente più esperto, pronto e preparato. È più bravo insomma. Anch'egli, con il suo lavoro, può rivelarsi un fattore».

Se ti chiedessimo il nome del rivale più pericoloso?
«Direi... il pubblico di Belfast. Al Windsor Park ci sarà un ambiente infernale».

...e lì sarà facile perdere l'orientamento...
«Non credo. Vlado ha preparato i giocatori anche per questo. L'ho già detto che è bravissimo?».

In Italia, da settimane, dipingono la mancata qualificazione come una catastrofe. Sarebbe così anche per la Svizzera?
«Non andare al mondiale? Non accadrà. Facciamo tutti gli scongiuri del caso, tocchiamo tutto quel che c'è da toccare, per carità... ma non accadrà. In Russia la Nazionale sarà presente».

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