Keystone
L'OSPITE
17.05.17 - 11:340
Aggiornamento : 18:39

«Via la fascia a Icardi, tifo a metà prezzo e mister blindato»

Arno Rossini ci ha elencato gli ingredienti per fare ripartire l'Inter: «I giocatori quest'anno sono stati catastrofici...»

MILANO (Italia) - Il commento più gentile, fatto dall'ex di lusso Spillo Altobelli, è stato: “Cacciateli tutti”. Per il resto, tra i tanti sberleffi, ci sono stati la carezza del mister "a tempo" Stefano Vecchi, che semplicemente ha rimarcato che senza il giusto allenamento la squadra non può andare da nessuna parte, e il sostegno della Curva. Per la partita domenicale con il Sassuolo i tifosi hanno semplicemente... tolto il disturbo.

Che vincere all'Inter non sia facile è chiaro da tempo. Che una stagione - nata comunque già con dei problemi - potesse chiudersi in questo modo in pochi l'avrebbero in ogni modo pensato.

Ma come può uno dei gruppi con più qualità dell'intero campionato italiano (per molti secondo solo a quello della Juve) infilare una figuraccia dietro l'altra? Ma come si possono perdere con tale disarmante continuità partite contro avversari già sazi e sicuramente non irresistibili?

Con tutti gli obiettivi stagionali volatilizzatisi da tempo, il popolo nerazzurro si prepari: è atteso da settimane di rivoluzione. A tutti i livelli.

«Per prima cosa io mi schiererei dalla parte dei tifosi – ha attaccato Arno Rossini – visto l'amore incondizionato che hanno mostrato, visto l'attaccamento e tenuto conto delle delusioni che hanno vissuto, abbatterei il costo del loro abbonamento».

Tipo: “ci cospargiamo il capo di cenere per quanto successo in questa stagione”...
«Qualcosa del genere. Il popolo nerazzurro è spettacolare. Per numeri e calore. È in esso che i giocatori devono identificarsi. È con esso che il club deve tenere un filo diretto».

Con questa mossa i dirigenti farebbero capire ai giocatori che... sono l'ultima ruota del carro. Prima la società, poi i tifosi, infine chi scende in campo.
«Gli atleti quest'anno sono stati catastrofici...».

Seconda mossa?
«Scegliere un allenatore da Inter».

Si parla tanto di Conte come possibile prossimo mister.
«Secondo me il tecnico italiano non arriverà a Milano. Non ora. Lo ritengo impossibile. Sta a Londra, in un club ricco e molto ambizioso. E l'anno prossimo avrà la Champions League. Lui in nerazzurro? Nemmeno se lo pagassero il doppio di quanto prende ora».

Chi allora?
«Un nome è difficile da fare. Parliamo piuttosto del tipo. Io punterei su un allenatore dal profilo europeo, un signore ma con un carattere forte. Uno alla Vlado Petkovic, che sa trattare con i giocatori, che li mette a loro agio, ma che sa anche usare il pugno di ferro quando necessario. E questo deve essere blindato con un contratto lungo. Un triennale».

Per dargli forza?
«Per rendere inattaccabile la sua posizione. Per far capire ai giocatori che rimarrà a lungo, anche in caso di risultati poco positivi. I ragazzi non devono avere alcun dubbio...».

Punto numero tre?
«Gli atleti, ovviamente. Che rimanga solo chi veramente attaccato alla maglia, solo chi sente la causa. Con questi, che possono rendere nuovamente un “santuario” la Pinetina, il club può pensare di risalire».

Fossi direttore sportivo per un'estate, fossi Sabbatini- ma senza sigarette – chi terresti.
«Dico Gagliardini, giovane e promettente, che può incarnare lo spirito Inter. Penso a Medel, uno che la prestazione la fa sempre. Non rinuncio ad Handanovic, uno che le partite le salva». 

Portiere, difensore, centrocampista. Manca l'attaccante.
«Icardi ovviamente. Fortissimo e con un gran futuro davanti a sé. Però all'argentino non farei fare il capitano».

Troppo giovane?
«Il carattere non è quello giusto. Il senso di squadra non è quello giusto. Con lui capitano gli allenatori durano poco...».

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