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TENNISPella sta con Thiem e non con Roger, Nole e Rafa

10.05.20 - 16:36
Nel tennis gli aiuti economici ai colleghi in difficoltà stanno facendo discutere
Keystone
Pella sta con Thiem e non con Roger, Nole e Rafa
Nel tennis gli aiuti economici ai colleghi in difficoltà stanno facendo discutere
L'argentino: «Preferisco aiutare le persone nella mia città che stanno male e che non hanno nulla da mangiare».
SPORT: Risultati e classifiche

LONDRA - Negli scorsi giorni il presidente del consiglio dei giocatori Novak Djokovic - insieme a Federer e Nadal - aveva annunciato di aver creato un fondo destinato a circa 800 giocatrici e giocatori del circuito che, in questo momento di difficoltà, hanno bisogno di un aiuto finanziario. 

Non tutti, però, hanno accolto bene questo modo di operare, soprattutto perché gli aiuti vanno in base alla classifica Atp e Wta. Un esempio? Il numero 3 al mondo Dominic Thiem non ha aderito, decidendo di non fornire nessuno aiuto ai colleghi. Nelle ultime ore la scelta dell'austriaco ha alzato un polverone, ma c'è anche chi lo sostiene...

«Personalmente sono d’accordo con Thiem - le parole dell'argentino Guido Pella al programma radiofonico "Basta de Todo" - Nessun giocatore di tennis muore di fame. Preferisco dare dei soldi per aiutare le persone che hanno serie difficoltà. Preferisco aiutare le persone nella mia città che stanno male e che non hanno nulla da mangiare. Questo è più urgente del tennis. Faccio un esempio: Cristian Garín è passato dal 60° al 18° posto Atp, non mi sembra giusto che un giocatore numero 18 debba pagare un importo quando la sua realtà economica non è la stessa di quella di un top-20 consolidato. Ci sono poi giocatori tra i primi 200 come Jack Sock che hanno vinto oltre 10 milioni in carriera. Questa questione deve essere studiata. Non è lo stesso per Federer, Nadal o Djokovic che aiutano con 30'000 dollari quando hanno guadagnato 100 milioni di dollari in carriera. Mi piace che ci sia supporto per i tennisti in modo da mantenere un buon livello nel circuito, ma non sono d’accordo con l’obbligo di dover aiutare senza che la realtà di ogni giocatore venga presa in considerazione».

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