FREERIDE
15.03.19 - 20:010
Aggiornamento : 22:45

«Adesso ho le spalle coperte e posso prendermi qualche rischio in più»

Il ticinese Walter Brughelli ha centrato un ottimo sesto posto in Vallese nella "Bruson Freeride" gara a 3*

LES DIABLERETS - Si è recentemente disputata in Vallese la "Bruson Freeride", epica gara di Freeride che per la prima volta ha iniziato a fare parte del circuito mondiale (FWQ). Si tratta di una competizione molto prestigiosa dato che è stata classificata come gara a 3*. «Questo "dettaglio" non indifferente ha fatto accorrere riders da tutto il mondo alla ricerca di punti preziosi», è intervenuto l'atleta ticinese Walter Brughelli, piazzatosi al sesto posto in gara. «Nonostante il caldo dei giorni precedenti le condizioni meteo erano perfette. La "face" - dove si è tenuta la gara - presentava parecchi ostacoli per tutti i gusti, da linee più freestyle a linee più alpine con "cliff" enormi. Il problema è che avevamo troppe opzioni, fino all'ultimo non sapevo che linea prendere e non ero il solo. A Bruson dalla cima si vede tutto da un'altra prospettiva visto che dallo starter si vede praticamente tutto il percorso. Si tratta di un aspetto abbastanza raro ma che nello stesso tempo dà una grande sicurezza agli atleti perché é quasi impossibile perdersi e si possono analizzare bene sia le linee da prendere che le mosse da fare. Ho avuto molto tempo per analizzare la linea siccome davanti a me avevo 63 avversari e questo mi ha permesso di guardare le linee degli altri, valutare le varie opzioni e scegliere quella più idonea alla mia tattica».

Quanto contava questa gara per te? «È stata fondamentale sia a livello di punti che per la classifica. Finora ho ottenuto un terzo posto in una gara 2* e un 11esimo in una gara 3* e per poter essere sicuro di avere accesso alle ultime gare importanti della stagione mi sarei assolutamente dovuto piazzare nei primi dieci. Ero ovviamente sotto pressione, anche perchè i giudici sono severissimi e il minimo errore si paga caro. Ho quindi iniziato a pensare alle varie opzioni e fino all'ultimo non sapevo se optare per una linea tranquilla, fluida e senza rischi sperando nella fortuna oppure se affidarmi a una linea più difficile che presentava più rischi ma anche maggiori possibilità di podio in caso di riuscita».

E alla fine che linea hai scelto? «La mia idea era quella di prendere un "mottone naturale" in diagonale verso sinistra che era subito dopo lo starter e fare un "frontside 360°", scendere verso una cornice per fare un "backflip" e poi come opzione finale fare un altro trick nel ultimo salto "cliff". Ho dunque optato per una linea freestyle e questa decisione l'ho presa soltanto cinque minuti prima di "droppare". Ero molto soddisfatto della mia prestazione, anche perché all'arrivo gli altri riders mi hanno applaudito molto ed ero quindi convinto di essere riuscito a raggiungere il mio obiettivo e mi ero anche illuso del podio. Alla fine sono comunque contento della sesta posizione anche perché adesso ho le spalle coperte in vista delle prossime gare nella quale potrò andare a prendermi qualche rischio in più. Il prossimo appuntamento é a Nendaz il prossimo 12 Aprile per una gara a 2* che é valida per la qualificazione all'ambita "Nendaz Freeride" a 4* e passano solo i primi 2 snowboarders'. A fine marzo ci sarà inoltre la mitica X over Ride di Kitzsteinhorn in Austria, mentre a metà aprile si va in Andorra per la "Jam Extreme" ultima gara alla quale parteciperò in questa stagione».

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