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23.01.19 - 11:260
Aggiornamento : 13:18

Sofferenze, medaglie e cioccolato: Fanny se la gode. «La mia adolescenza a... 35 anni»

Sochi una delusione, Pechino (2022) un obiettivo: protagonista di una stagione sontuosa, la Smith si è un po' raccontata per noi

TORONTO (Canada) - Uno spostamento di qui, una trasferta di là, un volo da prendere, bagagli, attrezzature e documenti da preparare: la vita di Fanny Smith - come quella di tutti gli sportivi professionisti - è frenetica, ingarbugliata, a volte tremendamente complicata. Ed è in mezzo a questa frenesia che siamo riusciti a pizzicare la campionessa rossocrociata. Di passaggio a Toronto, reduce dalle gioie colte nel weekend di Idre Fjall e pronta a muoversi verso nord per le gare del fine settimana a Collingwood, la 26enne ha trovato il tempo per sorridere dei bei risultati stagionali (in Svezia ha raggiunto quota 16 successi in CdM).

«Soddisfatta di come sta andando l'anno? Sto ottenendo anche più di quanto sperato - ci ha raccontato la vodese - le vittorie, i podi, la vetta della classifica: ho lavorato tanto per arrivare a questo punto e gli sforzi fatti stanno dando bei risultati. Il cammino è ancora lungo ma spero di poter continuare a raccogliere soddisfazioni».

Con quest'annata hai definitivamente "svoltato" dopo le montagne russe del recente passato. Fortissima da giovane, poi la battuta d'arresto di Sochi...
«Quell'Olimpiade, quanto successo, mi ha davvero segnata. Arrivai in forma, carica, pronta e decisa a conquistare una medaglia. E invece in gara le cose non andarono come sperato (eliminata nella semifinale vinta dalla Holmlund, chiuse ottava). Prima di quell'evento avevo sempre affrontato la competizione senza pressione. Ero giovanissima e avevo la "mente libera". Mancando il podio olimpico tutto mi crollò invece addosso. Ricominciare dopo quella delusione fu complicatissimo. Soffrii molto».

La tua carriera è invece ripartita definitivamente da Pyeongchang...
«Ho ottenuto buoni risultati anche tra le due edizioni dei Giochi, e poi sono anche a lungo rimasta lontana dalle competizioni a causa dell'infortunio alla clavicola. Però sì, il bronzo sudcoreano l'ho accolto come una liberazione».

Ai Mondiali hai vinto un oro (nel 2013), un argento (2017) e un bronzo (2015). Hai insomma completato la collezione. Ora ti serve migliorare alle Olimpiadi. Obiettivo Pechino 2022?
«Sì e no. Mi spiego: gareggiare in Cina è ovviamente un traguardo che voglio tagliare. Mancano però tre anni. Da qui ad allora devo lavorare davvero tanto. Ogni allenamento, ogni competizione, ogni volta che mi metto gli sci... devo impegnarmi a fondo per migliorare e poi ancora migliorare. Andare alle Olimpiadi sarà una conseguenza di quanto fatto. Sarà la ciliegina sulla torta. Sarà un dolcissimo cioccolato».

A proposito di dolci. Con il corpo ci lavori. Devi essere sempre perfetta, in forma, allenata, attenta a cosa fai e cosa mangi. Anche quando le gare sono lontane. Tutto ciò comporta sacrifici?
«Ci sono rinunce da fare e comportamenti da tenere. La parola "sacrificio" non mi pare in ogni caso adeguata. In fondo mi sento fortunata e poi questa è la strada che ho scelto. È da quando avevo 16 anni che la percorro».

Di sicuro non ti annoi. Ma la vita normale non ti manca? La famiglia, gli amici...
«Provo a vivere tutto al massimo. Quando torno a casa provo a dedicare più tempo possibile alle persone a me care. Ma tutto ciò non è un problema. Mi diverto tanto perché sto facendo quello che davvero desidero. Per quasi metà della mia esistenza ho tenuto questi ritmi e ho lavorato per confermare le mie scelte. Sono "pro" da dieci anni. Spero di poter continuare per altrettanto. E poi, come dico sempre, al massimo i miei colpi di testa da teenager li farò... a 35 anni», ha chiuso Fanny con una battuta.

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