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TOUR DE SUISSE
14.06.18 - 09:310
Aggiornamento 18:49

«Occasione straordinaria per il Ticino. Sagan? Fa amare il ciclismo»

L'82esima edizione del Tour de Suisse sotto la lente di Mauro Gianetti: «Giro ricco di campioni, sarà una lotta giocata sul filo dei secondi a Bellinzona». Oggi in programma la sesta tappa

BELLINZONA - Con l'australiano Richie Porte in maglia gialla, il Tour de Suisse - entrato nel vivo della sua 82esima edizione - vivrà quest’oggi la sesta tappa, 186 km da Fiesch a Gommiswald con lo scollinamento di Furka e Klausen. Domani c’è l’arrivo in salita ad Arosa, prima dell’attesissimo gran finale a Bellinzona. Non un semplice “passaggio”: per la prima volta il Ticino ospiterà le ultime due tappe.

«Sarà una festa per il nostro Cantone, terra di ciclismo - spiega Mauro Gianetti, medaglia d’argento ai Campionati del Mondo del 1996 a Lugano - Da sempre il Ticino abbraccia il Tour con entusiasmo e passione, tanto più quest’anno con una corsa così ricca di campioni. C’è un habitué di lusso come Sagan e protagonisti indiscussi come Quintana, Porte e Landa. È un’occasione straordinaria per vederli all’opera».

Nel complesso come vedi il Giro di quest’anno? «Nelle prime tappe la classifica è stata un po’ chiusa, condizionata da una crono a squadre d’apertura molto importante. I due arrivi in salita a Leukerbad (successo ieri di Ulissi, ndr) e Arosa non sono di quelli “impossibili”, è un’edizione che favorisce chi è bravo contro il tempo e tiene bene in salita. È affascinante che proprio a Bellinzona si deciderà la corsa. Sabato ci sarà una grande opportunità per gli specialisti puri dello sprint - per la prima volta non sarà una volata "condizionata" -, mentre domenica c’è una cronometro lunghissima per una corsa a tappe di una sola settimana (34,1 km). Potrà influire anche più di 2’ sulla generale, per cui il finale sarà molto interessante sotto tutti gli aspetti».

Il rossocrociato Stefan Küng, BMC Racing Team, ha perso ieri la maglia gialla cedendo a poco meno di 6km dall'arrivo (ritardo di 3'23" dal vincitore di giornata): «Ora Stefan punterà forte a vincere la crono di Bellinzona, ma dipenderà anche da quante energie perderà per “difendere” il suo compagno Richie Porte, nuovo leader».

Come vedi la battaglia per la generale? «In classifica Porte dovrà contenere gli attacchi di Quintana e Landa, che ad Arosa dovranno provare qualcosa e fare la differenza. Quintana vorrà guadagnare sui rivali che in cronometro hanno qualcosa in più. Sarà una lotta giocata sul filo dei secondi a Bellinzona».

Riflettori dunque sul Ticino. «Sarà un’opportunità unica e straordinaria. Su una cinquantina di canali in Europa si vedranno le immagini del territorio e dei Castelli. Va dato merito agli organizzatori. Sarà una promozione per lo sport e la regione».

Due battute su Peter Sagan, 28enne slovacco che domenica ha centrato il 16esimo successo di tappa al Tour de Suisse (record). «È il personaggio indiscusso degli ultimi anni: il ciclismo benedica Sagan. Non è un fenomeno da baraccone, ma un campione con la C maiuscola, unico e straordinario. È un professionista che si “fa il mazzo”. Vince e sa comunicare. Sa far amare il ciclismo con le sue azioni, ma è sempre onesto e rispettoso. Sta al ciclismo come Federer sta al tennis. Roger ovviamente ha una storia molto più lunga, ma la strada è questa».

Un altro protagonista indiscusso è Chris Froome, assente sulle strade elvetiche ma vincitore dell’ultimo Giro d’Italia, della Vuelta 2017 e di ben 4 Tour de France. «Froome sta dominando le corse a tappe di tre settimane anche grazie ad una squadra (il Team Sky, ndr) nettamente superiore alle altre. Può piacere o meno, ma è uno che parla a colpi di pedale…», conclude Mauro Gianetti.

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