CALCIO
09.01.12 - 15:020
Aggiornamento : 25.11.14 - 03:37

Kiev, un binario morto per la carriera di Mehmedi?

La scelta di Mehmedi potrebbe essere stata dettata dal lauto stipendio che riceverà in Ucraina

ZURIGO - Admir Mehmedi, l'oggetto del desiderio delle società di mezza Europa, ha fatto la sua scelta: la Dynamo Kiev. Una squadra prestigiosa, per carità, ma molti si chiedono se il trasferimento del talentuoso rossocrociato non rischi di rivelarsi un brusco stop per la sua carriera.

Tra i dubbiosi troviamo Mämä Sykora, editorialista del Tages Anzeiger, che critica la scelta di Mehmedi, dettata a suo dire "solo dai soldi": l'ormai ex fantasista dello Zurigo avrebbe dovuto valutare meglio la situazione che lo attende in Ucraina.

Certo, la Dynamo è una squadra di vertice, che lotta ogni anno per il titolo, con lo Shaktar Donetsk in qualità di principale rivale, e che si qualifica ogni anno per le coppe europee. Certo, la Dynamo è pure una squadra di grande tradizione, che ha visto passare tra le sue fila talenti del calibro di Blochin, Lobanowski e Shevchenko. Ma se Mehmedi avesse guardato più di preciso la composizione della rosa della squadra, non avrebbe potuto non notare l'affollamento di campioni che regna in attacco.

La Dynamo può infatti contare sui servigi dell'ex Xamax Ideye Brown e della nuova star ucraina Andriy Yarmolenko, che compongono la coppia fissa d'attacco e che occupano rispettivamente il secondo e il terzo posto nella classifica dei cannonieri. Oltre ai due in rosa figurano Artem Milevski, l'idolo locale Andriy Shevchenko, nonché i due nazionali Artem Kravets e Andrey Voronkov. Come dire, sarà veramente difficile per Mehmedi trovare un posto da titolare con una concorrenza del genere. Soprattutto che a Kiev i giocatori stranieri vengono giudicati, e criticati, molto in fretta: nessuno tra i più recenti acquisti esteri è rimasto in Ucraina più di pochi mesi. Sykora ricorda l'esempio di Demba Touré, passato nel 2006 dal GC alla Dynamo, dove però giocò solo 3 spezzoni di partita. Dopo un periodo senza squadra, oggi Touré si trova in Romania all'Astra Ploiesti. In panchina.

Non si può poi non dimenticare le difficoltà di acclimatazione che l'Est comporta. L'ex basilese Samuel Inkoom ha dichiarato di recente al Blick: "È stato un errore lasciare Basilea, voglio tornare indietro!". Lo stesso Doumbia, che dopo aver lasciato lo Young Boys sta facendo sfracelli con il CSKA Mosca, si è più volte lamentato delle difficoltà nella vita quotidiana in Russia.

Tutti segnali che avrebbero dovuto far suonare il campanello d'allarme nella testa di Mehmedi. Per un talento del genere, l'obiettivo principale avrebbe dovuto essere quello di approdare in una squadra che gli dia la possibilità di crescere. Invece, secondo Sykora, Mehmedi di è fatto principalmente influenzare dal lauto check bancario che si ritroverà tra le mani a fine mese. E quando si lamenterà di dover guardare le partite della Dynamo dalla tribuna, potrà solo incolpare sè stesso e cercarsi un'altra squadra. Ma a quel punto le sue quotazioni si saranno di gran lunga ridotte e difficilmente sarà ancora l'oggetto del desiderio di mezza Europa.

Un trasferimento che, ancora una volta, rischia di dimostrare quanto i soldi facili possono rovinare la carriera di un talento.

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