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Emilie Juillerat, a sinistra, e sua sorella, Lise Gizendanner.
GIORNATA DELLA BUONA AZIONE
29.05.21 - 08:000

«Non potevo lasciare mia sorella in quella situazione»

Le figlie di Emilie hanno perso il papà. La loro “Tata chérie d’amour” è una presenza che li aiuta a superare il lutto

LOSANNA - «Senza fare domande, il giorno stesso del decesso di mio marito, mia sorella si è presentata da me con le sue valigie». Il 21 giugno 2019, la felice storia di Emilie Juillerat termina bruscamente quando Jérôme, suo marito, muore improvvisamente. Una fine tragica che lascia un vuoto immenso nel cuore di Emilie e dei suoi tre figli tutti ancora piccoli.

La “Giornata della buona azione” è un’iniziativa di Coop.

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Lise Giezendanner, la sorella di Emilie Juillerat, non esita nemmeno un secondo. «Sono andata subito da lei naturalmente. Non potevo lasciare mia sorella in una situazione del genere». Prende immediatamente congedo presso il suo datore di lavoro, “squatta” il divano per due mesi, si occupa delle faccende di casa e dei bambini. Aiuta sua sorella a organizzare il funerale con le pompe funebri. «A 38 anni non si è pronti a vivere una situazione del genere» racconta Emilie Juillerat, gli occhi pieni di lacrime.

«È quasi strano quando non è con noi» - Da allora, Lise Giezendanner è un sostegno incrollabile. Per far sì che sua sorella possa godere di un po’ di tranquillità, si occupa regolarmente di suo nipote di sei anni e delle sue nipotine gemelle di tre anni. Si è addirittura trasferita in un villaggio vicino per essere più vicina alla famiglia. I bambini la chiamano “Tata chérie d’amour”. «Le saltano al collo quando arriva da noi» sottolinea Emilie Juillerat. «Sono talmente abituati che è quasi strano quando non è con noi».

La famiglia può contare sulla sua energia, sul suo buon umore e sulla sua apparente spensieratezza. Mette tutta sé stessa in ciò che fa ma senza lasciare che le dia alla testa. «Per me, un’eroina indossa i collant, non le scarpe da ginnastica come me» scherza. «Sono la zia cool, quella che passa di nascosto caramelle e cioccolato. Mia sorella è una grande cuoca e pasticcera. Io sono un disastro. Mi piace mangiare. Sono quella del fai-da-te». Emilie aggiunge: «Io non so nemmeno piantare un chiodo! Mio figlio adora lavorare con sua zia. E non sono lavoretti per bambini: trapano, avvitatore, eccetera!» L’ultimo lavoro: montare le sedie per il bar della cucina e riparare la falciatrice. Compiti di cui si occupava il defunto padre e marito.

Una seconda mamma? - Lise Giezendanner sa che né lei né nessun altro rimpiazzeranno mai Jérôme Juillerat. È una seconda mamma? Nemmeno. «Non sarò mai una mamma ma occupo un posto importante nei loro cuori e anche loro hanno un posto importante nel mio.» Emilie Juillerat non è esattamente d’accordo. «È come una seconda mamma ma quando si è mamme di solito si fa di tutto per i propri figli mentre in questo caso non sono nemmeno figli suoi.

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