Rocco Bianchi
LUGANO
14.04.21 - 16:550

E se a Cornaredo al posto di torri e palazzine costruissimo un Polo congressuale?

Rocco Bianchi, candidato indipendente al Consiglio comunale di Lugano, lista no.11

LUGANO - Diamo a Cesare qual che è di Cesare, lo spunto per questa riflessione è venuto da un post di Rupen Nacaroglu su Facebook, post nel quale proponeva di concentrarsi sul Polo congressuale di Campo Marzio “uno strumento e un obbiettivo la cui veloce realizzazione è prioritaria per la nostra crescita, grazie al turismo settoriale e le attività che potranno fiorire attorno ad esso”, scriveva.

Pur essendo d’accordo in linea di principio (il Conza è vetusto e ormai inadeguato, mentre il Palacongressi al di là del nome è nato sbagliato), mi sono permesso di rispondergli ricordandogli che della questione se ne parla da decenni, di solito per di più solo in campagna elettorale, e poi non se ne fa nulla, e che il turismo fieristico e congressuale era in crisi già prima della pandemia (i grandi marchi e le grandi organizzazioni da tempo si stanno spostando verso altri modi di promozione). Senza contare che l’investimento necessario per il Polo sportivo e degli eventi (PSE) di Cornaredo renderà arduo nei prossimi anni promuovere altri onerosi progetti. Forse, concludevo, è il caso di tirar fuori dal cilindro qualche nuova idea.

Il problema è che non avevo la più pallida idea di cosa proporre in alternativa. Poi non dico l’illuminazione, ma più che altro un barlume, ancora tutto da approfondire dunque: unire eventi, fiere e congressi in un unico luogo. E dato che il PSE, referendum permettendo, lo si costruirà, perché non fondere i due progetti in uno? Ammesso che i contratti firmati lo permettano (ma in linea teorica non vedo perché no), basterebbe cambiare destinazione alle torri, che dunque non sarebbero più o non sarebbero più solo amministrative, oppure evitare di costruire quattro palazzine di appartamenti, che molto probabilmente vista la situazione del mercato immobiliare e la sua probabile evoluzione rimarrebbero davvero come disse a suo tempo il Nano cattedrali nel deserto, e al loro posto edificare il da troppo tempo sospirato Polo congressuale. Una delle due, se non tutte e due.

I vantaggi sarebbero molteplici. Anzitutto, pare ovvio, la fusione di due progetti permette di risparmiare sugli investimenti complessivi, liberando di conseguenza risorse per altre esigenze (e in tempi di, si spera, post pandemia Dio sa quanto ce ne sarà bisogno!); in secondo luogo collocando come praticamente tutte le città del mondo il polo fieristico e congressuale in periferia, si attenuerebbe forse un po’ il traffico in centro città, mentre da un punto di vista politico si toglierebbe forza ad alcuni degli argomenti di referendisti e contrari al PSE, come quello della speculazione immobiliare o dello spostamento dell’amministrazione pubblica dal centro, che per fare spazio al Polo congressuale andrebbe evidentemente ricollocata tutta o in parte in altri luoghi. 

Magari proprio al Campo Marzio, a dieci minuti a piedi dal Municipio, il cui spazio verrebbe lasciato libero? Oppure vogliamo finalmente riqualificare quest’area, assieme al Lido, e farla finalmente diventare uno spazio o meglio un Polo ricreativo a favore della popolazione? Magari anche studiando lo spostamento del cantiere della Navigazione (anche in questo caso credo che siamo l’unica città al mondo ad avere ancora una situazione del genere, con battelli di linea e bagnanti costretti a convivere in pochi metri) e creando di conseguenza un polmone verde che si estenderebbe dal parco Ciani fino alla Lanchetta?

“Quando parlo di Poli per il territorio, intendo progetti per migliorare la qualità di vita dei luganesi”, scriveva ancora Nacaroglu. Voilà, il concorso di idee è aperto. Nella speranza non tanto di una massiccia partecipazione, ma che, una volta tanto, al dibattito e alle belle intenzioni seguano anche i fatti.

 

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