Carola Barchi
LUGANO
30.03.21 - 16:210

Ecco il futuro economico di Lugano

Carola Barchi, candidata al Consiglio comunale di Lugano per il PLR, Lista 2, N° 7

E Andrea Defanti, candidato al Consiglio comunale di Lugano per il PLR, Lista 2, N° 21

LUGANO - Nel suo articolo dal titolo "Quel treno che…” la candidata liberale al Municipio di Lugano Giovanna Viscardi ha scritto quanto il rischio, neanche troppo remoto, per le future generazioni, sia quello di dover prendere, per avere possibilità di lavoro e di carriera, il treno che va oltre Gottardo. 

L'impoverimento economico ed occupazionale del Ticino è davanti agli occhi di tutti. Lugano, che solo un decennio fa era la "locomotiva" (economica, progettuale e di sviluppo) del Cantone, ormai sembra l'ultimo dei "vagoni a rimorchio”.

Dopo l'importante ridimensionamento della Piazza finanziaria, avvenuto già un decennio fa, la classe dirigente politica luganese non ha voluto (o saputo) dotarsi di una visione ed un'analisi che individuasse quali potessero essere i nuovi "motori di sviluppo" per la Città. Se è vero che l'indebolimento della Piazza finanziaria di Lugano è dovuto a fattori "esogeni" e scelte politiche operate non a Lugano ma altrove (scudi fiscali, ridimensionamento del segreto bancario, acquisizione della Bsi da parte di Efg, …), la classe politica della nostra Città non si è attivata adeguatamente per mettere in campo una strategia che permettesse di immaginare e realizzare lo sviluppo economico di Lugano, sia dal punto di vista occupazionale, ma anche fiscale (si vada a vedere nel ultimo decennio del secolo scorso e il primo decennio del 2000, quanti soldi di imposte versavano alla Città di Lugano banche con sede fiscale da noi come Bsi e Banca del Gottardo!).

Tanti proclami e tante “boutade”. Di progetti concretizzati, però, non se ne vede l'ombra. Polo congressuale e Mizar sono la cartina di tornasole del fallimento di una seria politica di rilancio economico della Città. Il primo viene continuamente enunciato, evocato, annunciato, ma Campo Marzio è esattamente come lo era un decennio fa. Il secondo, il Mizar, è stato approvato in fretta e in furia dal Consiglio comunale e dopo qualche anno è miseramente naufragato (a dimostrazione che questo Municipio non ha capacità e interesse a mettere in campo una strategia di rilancio economico).

Con l'abbandono del progetto Mizar, Lugano ha perso un'importante occasione per ripensare il proprio futuro economico.

Lugano dal 2013 non ha realizzato nulla per attuare un adeguato rilancio economico della Città. A furia di criticare, sulle pagine del domenicale di Via Monte Boglia, la ministra Laura Sadis di essere una "contabile" (e di non avere una visione coraggiosa in ambito economico), i leghisti Foletti e Borradori si sono limitati a fare meno dei contabili! L'attuale Municipio, a guida leghista, l'unica cosa che ha saputo produrre è il declino (speriamo non irreversibile) di quella che era la "locomotiva" cantonale!

Basti osservare, in questi giorni, la gestione del futuro dell'aeroporto di Lugano, in cui il Municipio ha dimostrato grande approssimazione, incompetenza e pressappochismo. E infatti gli sono “piovuti” addosso, non uno, non due, ma ben tre ricorsi! Forse, se piuttosto di pavoneggiarsi con formule come "call of interest", ci si fosse maggiormente concentrati su criteri chiari e trasparenti, ora non saremmo "impantanati" in questo groviglio di "deroghe" e differenze di valutazione delle cordate fra il gruppo tecnico e il Municipio e ora non dovremmo aspettare il Consiglio di Stato o i Tribunali per risolvere la situazione.

Questo il desolante quadro attuale. Come uscire ora dal “pantano”? Per prima cosa bisogna "rimboccarsi le maniche" e partire da quello che c'è sul territorio, faticosamente creato fra gli anni '90 e i primi anni 2000.

In Ticino non c’è al momento una Città o un agglomerato urbano che abbia deciso di puntare con convinzione sulla tecnologia e sull'innovazione. Il nostro Cantone non può perdere questo treno, pena l'impoverimento di tutto il territorio. Ecco il futuro di Lugano! E questa partita la possiamo e dobbiamo giocare, visto che la nostra Città ha comunque un vantaggio competitivo, in questo ambito, con le altre città ticinesi.

Infatti nel nostro territorio c'è il Centro di Calcolo, è stata appena inaugurata (alla presenza del consigliere federale Parmelin) la nuova sede della Supsi a Viganello, c'è un (troppo dimenticato) Istituto Dalle Molle, centro di eccellenza in materia di Intelligenza Artificiale, ci sono due facoltà di informatica (una all'Usi e una alla Supsi).

Tutto questo è un capitale di saperi, di conoscenze e di ricerca dal valore inestimabile, che può essere la vera "fucina" di un nuovo sviluppo, che sappia coniugare imprenditorialità e ricerca, per far tornare Lugano a crescere.  La nostra Città deve diventare un territorio che sappia creare le condizioni quadro per far nascere ed attirare aziende che operano nel campo dell'Intelligenza Artificiale, dell'IoT, ossia Internet of Things (dicasi anche "Internet delle cose"), delle soluzioni informatiche e tecnologiche per la Supply chain e "l'industria 4.0", del Fintech e dell’Insurtech.

La rivoluzione tecnologica iniziata negli anni '90 nei prossimi anni subirà un'importante accelerazione ed espansione in più ambiti. Lugano ha delle eccellenze in ambito di ricerca (primi fra tutti i già citati Istituto Dalle Molle e il Centro di Calcolo): ora bisogna creare ed attirare un'imprenditoria dell'eccellenza, che sappia portare la ricerca verso la produzione di servizi e beni ad alto valore aggiunto.

In questo processo non va sottovalutato il ruolo che potrebbe giocare la "piccola" Ail Servizi, che se opportunamente gestita potrebbe essere una società controllata dal Comune, ma con uno spiccato spirito imprenditoriale. Potrebbe diventare un'azienda innovativa nel produrre soluzioni e servizi tecnologici ed informatici (il ruolo di Ail servizi nella produzione e gestione di servizi in ambito di smart city è strategico!). Ail Servizi nell'arco di 10 anni potrebbe essere un piccolo "gioiellino" di azienda pubblica, in grado di creare valore e ricchezza per Lugano e il Ticino, ritagliandosi un ruolo strategico, non solo come "fornitore" di servizi informatici per la Città, ma per tutto il Cantone, aprendosi anche all'estero.

Lugano ha la possibilità di "riconvertirsi" al settore tecnologico ed innovativo, candidandosi ad essere uno dei poli di punta a livello svizzero. Per fare questo ci vuole però una classe politica più intraprendente, pro-attiva e lungimirante. L'alternativa è il declino di quella che era la locomotiva del Ticino. Perché, come ha ben scritto Giovanna Viscardi, un'intera generazione "prima o poi scenderà ad un'altra stazione". Lugano e il Ticino non possono permettersi il lusso di una continua fuga di cervelli e di perdere le proprie migliori menti, per colpa di una classe dirigente inadeguata.

Ecco perché, a prescindere da chi vincerà le elezioni, il Plr secondo noi dovrebbe farsi promotore già prima dell’estate di una riunione dell'interpartitica (consesso dove partecipano i presidenti e i capigruppo dei diversi partiti attivi a Lugano), per discutere di quali dovranno essere gli "assi" di sviluppo di Lugano, confrontando le tesi, su questo tema, delle diverse formazioni politiche di Lugano. In seguito bisognerà allargare la discussione alle parti sociali (sia chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori, ma soprattutto Camera di Commercio, Aiti, altre associazioni di categoria) e a chi sta al "fronte" della ricerca e del mondo accademico tenendo alto il nome di Lugano e del Ticino in questi anni.

Andrea Defanti
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