Raffaella Soffiantini
LUGANO
12.02.21 - 18:160

Lugano: non lasciamo indietro nessuno

di Raffaella Soffiantini, Candidata PLR Consiglio Comunale, Lugano

Il mondo del lavoro cambia di continuo e rapidamente. A Lugano abbiamo visto negli ultimi anni una forte contrazione del terziario legato al settore bancario e fiduciario, inoltre la pandemia ha ulteriormente destabilizzato l’intero mercato del lavoro. Purtroppo il numero delle persone che dovranno far capo alla disoccupazione o all’assistenza sociale è destinato a crescere sempre di più. Saremo noi stessi, i nostri figli, a pagare per tutto ciò.

È importante un continuo impegno da parte della Città di Lugano in ambito di reinserimento lavorativo con il suo Servizio Luganonetwork, con il recente SpazioLavoro e con l’attivazione interna di Attività di Utilità Pubblica per le persone in assistenza. Tutto ciò però rischia non essere sufficiente. A mio avviso è importante introdurre nuove misure di inserimento professionale sul lungo termine per le categorie più svantaggiate. Una di queste è costituita dai minori di 25 anni.

Vivo nel quartiere di Molino Nuovo da oltre un ventennio. Negli ultimi anni ho riscontrato la presenza di sempre più giovani che trascorrono dei lunghi periodi senza frequentare una scuola e senza lavorare. Questi ragazzi purtroppo non hanno stimoli e ciò non favorisce sicuramente il loro benessere psico-fisico. Qualcuno dirà che si tratta di casi sociali irrecuperabili, ma io mi rifiuto di credere che sia così per tutti e, a prescindere, penso che abbiamo comunque il dovere di impegnarci maggiormente per trovare delle soluzioni adatte a reintegrarli nel mondo dell’istruzione, della formazione e del lavoro. Questo non solo per il bene dei ragazzi, che saranno il nostro futuro, ma anche per l’intera società. Una Città (un Comune) deve essere presente anche nelle situazioni più difficili e complicate, dimostrando un’attenzione per tutti, senza lasciare indietro nessuno.

Purtroppo non si sa quanti siano questi giovani inattivi perché non ci sono dati statistici su di loro. Questa è una lacuna che Lugano potrebbe colmare, ad esempio, incrementando il numero e la presenza degli operatori di prossimità attivi sul territorio. È evidente che due unità che non lavorano a tempo pieno hanno un campo di azione assai limitato. Gli operatori di prossimità dovrebbero riuscire ad avvicinarsi ai giovani inattivi con l’obiettivo di capire meglio la situazione in cui si trovano, ritenuto che ci possono essere molti fattori diversi tra una persona e l’altra. Dovrebbe trattarsi di una vera e propria presa a carico con un accompagnamento individualizzato e costante su un arco di tempo necessario per fare in modo che il giovane ricominci una formazione scolastica, professionale o trovi il primo impiego. Per questo tipo di accompagnamento è auspicabile attivare una rete tra famiglia, Dicastero socialità ed eventuali altre entità private o semi-private già attive sul nostro territorio. Ritengo che l’istituzione di un programma di accompagnamento mirato per i giovani minori di 25 anni in difficoltà sia uno dei migliori investimenti che la Città possa fare in un periodo così difficile come quello che stiamo vivendo tutti e questo a dimostrazione del fatto che Lugano non lascia indietro nessuno.

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