MEDICINA
16.08.10 - 09:200
Aggiornamento : 23.11.14 - 10:25

Espianto chirurgico 2, la verità

Facciamo un pò di chiarezza sulla donazione di organi, in particolare sul termine "morte cerebrale"

Questo articolo nasce in risposta al precedente "Espianto chirurgico" di Micipunkt. Esso si basa infatti su informazioni errate o inesatte derivanti da fonti non attendibili che disinformano il lettore. Per questo motivo mi sembra giusto fornire la corretta versione dei fatti avvallata da fonti sicure ed attendibili per informare il lettore in modo tale che possa prendere la sua decisione in fatto di donazioni di organi basandosi su informazioni reali. In particolare è stato affrontato il tema dell’accertamento della morte di un paziente donatore poichè a livello popolare non è chiaro come avvenga. Questo articolo tiene unicamente conto delle donazioni di pazienti deceduti.
 
Accertamento della morte
Il decesso di un individuo viene decretato quando sussiste lo stato denominato morte cerebrale.
Un paziente cerebralmente morto ha un elettroencefalogramma piatto, il suo cervello è totalmente privo di vita e non da quindi alcun segno di attività cerebrale-neurologica (non risponde a stimoli dolorosi, non respira,...).
Per quanto il termine morte cerebrale possa creare confusione (in quanto potrebbe sembrare che vi siano altri tipi di morte e che il resto del corpo sia vivo) in realtà è un modo univoco di identificare la morte poichè il cervello gestisce la personalità dell’individuo e tutte le funzioni vitali dell’organismo (battito cardiaco, circolazione sanguigna, respirazione, ...). Una persona è pertanto viva fintanto che il suo cervello lo è.

Entrando un po’ più nei dettagli di come viene accertata la morte bisogna distinguere due casi:
 
1) Lesione cerebrale o mancato approvigionamento di ossigeno al cervello
Il cervello ha cioè subito lesioni a causa di un trauma cranico oppure è mancato l’approvigionamento di sangue al cervello (a causa ad esempio di ischemia o ictus). In questo caso l’accertamento di morte segue una rigida prassi che comprende: constatazione della morte da parte del medico curante, da un collega (non facente parte dell’equipe di trapianto) e da un neurologo, test d’apnea, eventuali esami complementari che confermano l’arresto circolatorio nel cervello (doppler/duplex transcranico, TAC, scintigrafia, angiografia), seconda costatazione del decesso da parte del collega e del neurologo 6 ore dopo la prima (in caso di causa del decesso sconosciuta: 48 ore dopo), verifica consenso donazione organi.

2) Arresto cardiocircolatorio persistente
L’approvigionamento di sangue è interrotto per un lungo periodo di tempo in tutto il corpo e quindi anche al cervello.
La prassi di accertamento è in questo caso questa:
costatazione del’arresto da parte del medico curante, verifica assenza di circolazione spontanea durante 20 minuti di rianimazione, costatazione di morte da parte di un collega (non facente parte dell’equipe di trapianto) almeno10 minuti dopo la sospensione della rianimazione, verifica della disponibilità al trapianto.
 
La diagnosi di morte cerebrale è irreversibile, infatti la mancanza di ossigeno al cervello per un periodo prolungato di tempo comporta danni cerebrali permanenti tali da non rendere possibile la sopravvivenza del paziente. Per chiarire una certa confusione popolare riguardo l’accertamento di morte è bene ricordare che in nessun caso si è mai registrata una ripresa di funzionalità di nessun tipo dopo una diagnosi di morte cerebrale. Il paziente, al momento del trapianto, è senz’ombra di dubbio deceduto.
Dopo la constatazione di morte, il corpo viene attaccato a macchinari per la respirazione e circolazione artificiale in modo da mantenere ossigenati gli organi e preservarne dunque le funzionalità fino al trapianto.
 
Distinzione tra morte cerebrale e stato vegetativo
Nello stato vegetativo il paziente: 
  • Ha gli occhi aperti, abitualmente presenta una mobilità oculare e delle palpebre ma non segue con lo sguardo uno stimolo visivo.
  • Presenta il ciclo sonno-veglia.
  • Mostra schemi riflessi di movimento in risposta a stimoli dolorosi, non volontari.
  • Compie movimenti spontanei stereotipati, non finalistici.
  • Può presentare alcuni riflessi arcaici tra cui movimenti di masticazione, deglutizione, smorfie del viso, sbadiglio e presa della mano.
  • Può riacquisire il respiro autonomo e la deglutizione.
Nel caso di morte cerebrale, viceversa, il paziente non presenta nessuno di questi segni. Poichè si sono verificati casi di "risveglio" da stato vegetativo bisogna sottolineare che il trapianto si effettua solamente in caso di morte cerebrale, non in caso di stato vegetativo.
 
Volontà di donazione
In Svizzera per esprimere la volontà a donare i propri organi bisogna dare un consenso scritto (tramite l’apposita tessera di donatore), questo si chiama consenso esplicito ed è utilizzato per esempio anche in Olanda, Germania e Danimarca.
In altri paesi europei, come Austria, Francia e Belgio , vige invece il consenso presunto, significa che il consenso è dato per scontato, se non si vogliono donare gli organi bisogna formulare un’esplicita richiesta (sempre tramite un’apposita tessera). Analizzando i dati emerge un fatto estremamente interessante: nei paesi dove è richiesto il consenso esplicito la percentuale di donatori risulta essere mediamente attorno al 15%, al contrario dove il consenso è presunto i donatori si attestano attorno al 99%!
Una netta differenza che si spiega col fatto che la decisione da prendere è difficile e il cittadino preferisce non prenderla piuttosto che porsi il problema, con conseguenze evidenti.
Sarebbe forse il caso che anche in Svizzera si adotti la modalità del consenso presunto? La libertà rimane in ogni caso ma, come dimostrano i dati, i donatori sarebbero sensibilimente di più.
Un ulteriore interrogativo morale interessante potrebbe essere: bisognerebbe rendere obbligatoria la donazione degli organi?
 
Alcuni dati (Svizzera)
  • Nel 2009 sono deceduti 103 donatori i quali hanno permesso di salvare* tramite trapianto 466 persone. La lista d’attesa conta però ancora circa 1000 pazienti (in aumento) che attendono un organo, la domanda è nettamente superiore all’offerta!
  • 67 pazienti in lista d’attesa sono deceduti nel 2009 poichè non è stato trovato un organo compatibile.
  • In media ogni donatore può fornire 3.6 organi adatti al trapianto, che si traducono nel salvare la vita* ad altrettante persone.
  • Il 23% dei donatori ha più di 65 anni, il più vecchio (nel 2009) ne aveva 85. L’età non è dunque troppo importante.

    * Il termine salvare è in realtà improprio, non tutte le persone in lista d’attesa rischiano di morire nell’immediato futuro (ma la qualità della vita accresce notevolmente) e non tutte le persone che ricevono un organo si salvano. Inoltre il ricevente dovrà assumere immunosoppressori per tutta la vita e adattare lo stile di vita alla nuova situazione.
Cosa ne pensano le religioni?
Tutte le religioni accettano la donazione di organi. Alcune, come il cristianesimo, lo incoraggiano come atto caritatevole e fraterno.

Conclusioni
Per concludere voglio invitare tutti i lettori a compilare la tessera di donatore, in quanto con un corpo destinato a decomporsi sottoterra o a bruciare in un crematorio si possono salvare molte vite. Con una semplice crocetta puoi essere un eroe!

Potete stamparla a questo indirizzo:
http://www.bag.admin.ch/transplantation/07175/index.html?lang=it
Si può compilare a partire dai 16 anni e basta inserire nome, cognome, data di nascita e quali organi si vogliono donare.
 
Fonti:

  • The Determination of Death in the Context of Organ Transplantation – Swiss Academy of Medical Sciences
  • Rapporto annuale 2009 di Swiss Transplant - Fondazione Nazionale Svizzera per il dono e il trapianto di organi.
  • Medicina dei trapianti – Ufficio Federale della Sanità Pubblica.
  • Johnson, Eric J. and Goldstein, Daniel G., "Defaults and Donation Decisions" (December 2004). Transplantation, Vol. 78, No. 12, pp. 1713-1716. http://ssrn.com/abstract=1323508
  • Wikipedia
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