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16.04.22 - 08:000

Vulvodinia ed endometriosi: disturbi ginecologici invalidanti

Cause e sintomi di due problemi femminili dalle pesanti conseguenze psicofisiche

Dolore cronico a livello pelvico, talmente invalidante da compromettere il benessere psicofisico e sessuale delle donne che ne soffrono. È questa la caratteristica più evidente di due disturbi femminili dalle caratteristiche non del tutto note: vulvodinia ed endometriosi, quest’ultima riconosciuta dall’International Classification of Disease. Scopriamo più da vicino le caratteristiche dei due disturbi ginecologici. La vulvodinia è caratterizzata da un dolore a livello vulvare che si può manifestare in qualsiasi momento dell’età fertile di una donna, quindi dalla pubertà alla menopausa. Il disturbo può essere provocato o spontaneo identificabili rispettivamente con sintomi provocati da uno stimolo esterno e dolore provato anche senza sollecitazione. Un’ulteriore classificazione indica la vulvodinia come generalizzata, se riguarda l’intera area vulvare, e localizzata se coinvolge zone singole tipo clitoride o vestibolo. Segnali del disturbo sono secchezza, bruciore, tensione, gonfiore, irritazione, sensazione di puntura di spilli e percezione di tagli sulla mucosa, e si accompagnano solitamente ad ipertono dei muscoli del pavimento pelvico.

A scatenare la vulvodinia possono essere una predisposizione genetica alle infiammazioni, lesioni derivanti da traumi o dal parto, infezioni, interventi chirurgici ginecologici, ma anche l’abitudine ad usare indumenti molto stretti ed andare in bici. Farmaci antidolorifici e creme ad uso locale dall’effetto anestetico rappresentano la cura per il problema, insieme ad una riabilitazione del pavimento pelvico ed all’eliminazione di detergenti profumati ed abiti aderenti. L’endometriosi è un’infiammazione cronica di natura benigna provocata dalla presenza di cellule endometriali anche all’esterno dell’utero e può manifestarsi sin dalla prima mestruazione e fino alla menopausa. Si conoscono quattro stadi della malattia: minima se rappresentata pochi millimetri di tessuto, lieve con lesioni più numerose e più profonde, moderata con un’estensione maggiore accompagnata da cisti, e grave con ampia estensione, grosse cisti anche su entrambe le ovaie.

Molto spesso la patologia non presenta sintomi ed in caso contrario è caratterizzata da mestruazioni dolorose, dolore pelvico e rapporti sessuali dolorosi. A seconda del livello del disturbo si pianifica il trattamento che può andare dal controllo clinico al trattamento chirurgico, passando dalla terapia farmacologica. In presenza di dolore, l’endometriosi diventa una malattia invalidante e può causare problemi di fertilità con pesanti ripercussioni a livello psicologico. Per fronteggiare le conseguenze del dolore cronico al pavimento pelvico causato da vulvodinia ed endometriosi è fondamentale un aiuto multidisciplinare per la paziente che dovrà essere seguita da specialisti in psichiatria e psicologia per la prescrizione di farmaci specifici e per un sostegno psicologico mirato, oltre che da quelli in ginecologia e fisioterapia. L’importante è non sottovalutare i disturbi che sono causa di una situazione delicata e complessa che sconvolge la quotidianità delle donne che ne sono afflitte.

TMT (ti.mamme team)

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