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ti.mamme
06.08.21 - 08:000

Estate: tempo di compiti per le vacanze

Sono davvero utili? E come convincere i propri figli che può essere divertente farli?

La diatriba sull’utilità dei compiti per le vacanze si apre puntuale ogni anno, richiamando opinioni differenti che si schierano tra il sì, il no e persino il forse. Le correnti di pensiero, infatti, sono quelle che dichiarano apertamente l’inutilità dei compiti per l’estate evidenziandone persino un aspetto assai negativo per essere causa di contrasti in famiglia: genitori - che esortano a non trascurare le incombenze scolastiche -, e figli - che preferiscono giocare e rilassarsi invece che studiare. Sul fronte del sì ai compiti per le vacanze estive c’è chi considera l’estate un periodo troppo lungo per abbandonare completamente l’impegno scolastico e vede, nei compiti assegnati, un aiuto fondamentale per non dimenticare tutto quello che è stato appreso durante l’anno appena concluso. Quella del «forse» è, senza dubbio, la posizione più innovativa e originale che escludendo a priori un carico eccessivo di temi da svolgere, esercizi di matematica e libri da leggere, punta all’interpretazione intelligente e personalizzata dei compiti per le vacanze. La chiave di lettura di ogni assegnazione diventa l’applicazione di quello che si impara nella vita quotidiana: bisogna saper far bene i conti per ridurre o aumentare le dosi degli ingredienti di una ricetta o la geografia per sapere esattamente in che parte di mondo ci si trova. Per esempio.

Tutto questo in chiave teorica visto che, generalmente, nella scuola dell’obbligo non spopola l’abitudine delle assegnazioni scolastiche estive. Ma i compiti creativi per le vacanze sono la scelta migliore anche per soddisfare l’eventuale desiderio dei genitori di vedere i propri figli in attività coinvolgenti e utili per la loro formazione. I compiti alternativi – e persino divertenti – per le vacanze estive esistono davvero: musei da visitare per «toccare con mano» quello che avevano studiato a scuola; diari quotidiani da compilare raccontando tutto ciò che avevano visto durante una passeggiata o un giro in bici; esperimenti – non pericolosi – visti in rete da replicare e documentare con foto, filmati e relazioni. Anche i libri da leggere durante l’estate cambiano e se prima c’erano "Il diario di Anna Frank" ed "Il piccolo principe" (tra i tanti), ora ci sono alternative più moderne che arrivano all’analisi dei testi delle canzoni dei beniamini dei più giovani. E se invece si ritiene che leggere un libro sia sempre il modo migliore per aprire la mente, si può puntare al coinvolgimento portando la lettura nella dimensione tecnologica dei ragazzi: una videorecensione del testo letto sarà sicuramente più divertente e appassionante di una semplice relazione.

 

TMT (ti.mamme team)

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