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03.08.21 - 10:460

La corretta alimentazione dei bambini passa attraverso il buon esempio

Le regole e i consigli per evitare l’insorgere dei disturbi alimentari e di capricci fastidiosi

Cinque pasti al giorno, dieta varia ed equilibrata e calorie ripartite in base all’età e al fisico: le regole della corretta alimentazione sono le stesse per adulti e bambini. Con i piccoli, però, l’attenzione nella scelta dei cibi deve essere tale da garantire l’apporto di tutte le sostanze necessarie per una sana crescita e si deve prestare attenzione affinché non si creino abitudini errate. Assumere un quantitativo di calorie corretto in base al proprio fabbisogno energetico è il principio basilare per uno stile di vita corretto e soprattutto salutare: una regola semplice, ma difficile da rispettare. Cedere ad una merendina o ad una bibita zuccherata o gassata è frequente per i bambini, ma sono proprio questi extra che non devono diventare consuetudini per non sbilanciare gli apporti necessari alla crescita. Una bambina di sei anni ha bisogno di 1520 calorie al giorno che diventano 1640 per un maschietto coetaneo: in teoria, perché in pratica il fabbisogno energetico giornaliero deve essere calcolato in base alla forma fisica e al tipo di attività fisica. E così per tutte le fasce di età.

Per evitare carenze o eccessi di nutrienti e rispettati i riferimenti del 15% di proteine, 55% di carboidrati e 30% di grassi, nell’alimentazione di un bambino si deve prevedere quotidianamente verdura a pranzo e cena e frutta negli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio. Due volte a settimana dovranno essere consumati pesce, carne, formaggio e legumi. La colazione rimane il pasto più importante della giornata e deve fornire il 15% dell’apporto energetico quotidiano, seguita da pranzo e cena con il 30-40%, e i due spuntini. Abituare i bambini a mangiare bene, accanto alla teoria delle buone norme alimentari, prevede anche la pratica. Riconoscere e rispettare il senso di fame e di sazietà è fondamentale per non ingozzarsi senza motivo, mangiare tutto ciò che c’è nel piatto diventa sbagliato mentre è utile fare porzioni più piccole e comunque adeguate al bambino e lasciare che mangi sino a quando si sente sazio. Vietato usare i dolci come forme di ricompensa e vietato bandirli dall’alimentazione dei piccoli ai quali sarà concesso uno snack goloso o un dolce dopo cena per abituarli a godere di un extra sfizioso di tanto in tanto senza diventarne consumatori abituali ed esagerati. I bambini non mangiano come gli adulti, devono evitare troppi spuntini – utile a tal fine fissare delle regole di orario – e il consumo di tutte le bibite esistenti (indirizzarlo verso acqua, frullati e succhi di frutta fatti in casa).

Una nota particolare meritano i problemi che alcuni bambini possono avere con il cibo: dal rifiuto totale a quello selettivo. Il primo caso, senza problemi di salute in atto, è legato alla volontà del bambino di dimostrare il suo controllo sul mangiare o di mettere in atto una strategia per ottenere un alimento che gli garba di più; può essere che abbia mangiato troppi spuntini prima del pranzo o della cena, che sia in cerca attenzioni, o che voglia provare a sfidare i genitori. La risposta a questi comportamenti è unica: non forzare il piccolo e non fornirgli alternative. Un pasto saltato non è la fine del mondo e lo aiuta a capire i limiti da rispettare. Il rifiuto selettivo, invece, comprende il rifiuto di alimenti di determinati colori o consistenze, ma anche il rifiuto di cibi nuovi. Vietato arrendersi in prima battuta perché il persistere di simili comportamenti può generare disturbi del comportamento alimentare. In realtà è preferibile riprovare affinché il bambino consideri familiare il cibo rifiutato e cominci a gradirlo. Questo atteggiamento non è da considerare un capriccio perché, in realtà, rientra in una forma di protezione dai cibi tossici nel periodo dell’esplorazione da parte dei piccoli. L’alimentazione selettiva deve preoccupare quando arriva al punto di creare problemi alla crescita dei bambini o eccessive difficoltà alla famiglia.

 

TMT (ti.mamme team)

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