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TI.MAMME
20.03.21 - 09:000

Sharenting: il pericolo per i bambini passa per le foto in rete

Come evitare di esporre i propri figli ai rischi della sovraesposizione social

Si chiama sharenting ed è uno dei livelli della condivisione social. Il neologismo, formato dalle parole sharing (condivisione) e parenting (genitorialità), indica l’abitudine sempre più diffusa tra i genitori di condividere tramite social media foto e video dei propri figli. Si comincia dai pancioni e dalle ecografie per arrivare a pappe e bagnetti e di lì a seguire nella crescita dei pargoli. Tutto molto bello e tenero per i genitori – mamme specialmente – felici di condividere l’unicità del proprio tesoro, ma è proprio questo fagotto profumato di talco e camomilla che entro i 5 anni avrà in media più di 1500 foto in giro sul web. Perché, non bisogna mai dimenticarlo, tutto ciò che viene pubblicato in internet qui rimane per sempre. Questo significa che le foto dell’involontario baby modello immortalato da mamma e papà oggi, saranno riconducibili a lui anche quando sarà adulto, senza che mai abbia espresso autorizzazione alla loro pubblicazione. E se questo non bastasse, le foto dei piccoli pubblicate in rete potrebbero originare cyberbullismo nei loro confronti, con un rischio di esposizione ad intimidazioni o molestie on-line. 

Crescendo, inoltre, il pargolo potrebbe essere condizionato dall’abitudine dei genitori a condividere troppo sui social e, per imitazione, fare lo stesso. Anche il furto di identità è un aspetto da non trascurare quando si pubblicano immagini ed informazioni personali in rete, ma quando si tratta di immagini di bambini è fondamentale ricordare che potrebbero diventare oggetto di pedopornografia. È sconvolgente, ma un’indagine del dipartimento per la sicurezza dei minori in Australia ha rilevato che metà del materiale rinvenuto nei siti pedofili era formata da video ed immagini pubblicati da genitori sui social. Per proteggersi da queste minacce e tutelare i propri pargoli è bene ricordare alcune raccomandazioni basilari. Non lesinare sulla privacy, ma scegliere tutte le opzioni necessarie per tutelare i propri dati; evitare la geolocalizzazione e richiedere notifiche che informino la presenza del nome del proprio figlio sui motori di ricerca. Ovviamente è bene evitare di pubblicare immagini dei propri bambini nudi e domandarsi sempre se quella determinata immagine potrebbe cagionar danno ai propri figli, anche in futuro.

TMT (ti.mamme team)

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