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TI.MAMME
24.10.20 - 08:000

Quanto bisogna aspettare tra un parto e l’altro?

Ci vogliono almeno 12 mesi per ridurre i rischi per mamma e bambino

Vi siete mai domandate quanto tempo sia giusto far trascorrere tra una gravidanza e l’altra? È una domanda piuttosto frequente, soprattutto quando si ha ben chiara la volontà di dare un fratellino o una sorellina ai primogeniti e se la mamma non è giovanissima. La risposta arriva da una ricerca pubblicata sulla rivista Jama Internal Medicine: aspettare e, quindi, ricorrere alla contraccezione nei 12 o 18 mesi che seguono il parto è cosa buona e giusta per la salute delle donne ed anche dei neonati. Il consiglio esiste e viene elargito da molti ginecologi per evitare l'incidenza di parti prematuri o complicanze pericolose per mamma e bambini. 

Ma l'indicazione definitiva arriva da uno studio condotto dai ricercatori dell'università della Columbia e di Harvard sui dati di oltre 150 mila parti avvenuti tra il 2004 ed il 2014 e su quelli legati alle complicanze. I risultati della ricerca hanno evidenziato che se un parto e l'inizio della nuova gravidanza trascorrono almeno 12 mesi si riduce notevolmente il rischio di problemi durante la gestazione. Se il tempo, invece, è di soli 6 mesi le probabilità di parto prematuro sono di circa l'8,5% e quelle di gravi problemi per la donna dell'1,2%. Per le over 35 un anno di attesa tra parto e nuova gravidanza può sembrare un tempo molto lungo, ma è proprio questa la fascia di età che registra una maggiore incidenza di rischi. 

Alla luce di questi risultati, appare evidente la necessità di un miglioramento della consulenza ginecologica per tutte le donne, magari invogliandole alla contraccezione proprio nel corso del periodo di attesa consigliato per una nuova gravidanza, dopo l'ultimo parto. L'Organizzazione mondiale della Sanità, addirittura, indica un periodo di 18/24 mesi da far intercorrere tra parto e nuova gravidanza, sottolineando che questa finestra temporale è fondamentale oltre che per consentire al corpo di recuperare e per  ridurre i parti pretermine, anche per abbassare il rischio di morte di madre e feto e di scongiurare rischio di ritardo della crescita fetale.

TMT (ti.mamme team)

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