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TI.MAMME
30.09.20 - 08:000

Autosvezzamento: quando il bambino sa ciò che vuole

Le novità ed i vantaggi dell'alimentazione complementare a richiesta

Conosciamo tutti il significato della parola svezzamento e l'iter previsto da questa pratica applicata a tutti i bambini, in ogni tempo ed in ogni luogo. Sull'argomento, però,  oggi è possibile prendere in considerazione una novità interessante e sempre più diffusa, basata essenzialmente sulle capacità congenite di discernimento dei piccoli, oltre che sulla loro spontanea gestione dei bisogni primari: l'alimentazione complementare a richiesta (ACR). Se già da tempo, infatti, il classico svezzamento fatto di orari, cibi prescelti e loro quantitativi, è stato superato, oggi ci si appella allo spirito di emulazione dei bambini per applicare il cosiddetto autosvezzamento. 

L'ACR, come spiega il dottor Lucio Piermarini, pediatra ed autore del libro Io mi svezzo da solo!, è basata sull'introduzione di cibi solidi nell'alimentazione dei piccoli, fatta di latte materno o artificiale, che non viene eliminato bensì associato ad altri alimenti. È il bambino che,  imitando i genitori, durante un pasto familiare chiede il cibo consumato dai grandi, senza conoscerlo,  ma riconoscendolo in fretta per aver già scoperto i sapori degli alimenti consumati dalla mamma durante l'allattamento ed, ancor prima, durante la gravidanza. Il momento giusto per avviare l'autosvezzamento coincide con i tempi della maturità motoria e cognitiva del bambino: ovvero con il momento in cui il pargolo mostra interesse per il cibo degli adulti e, come loro, è in grado di maneggiare gli alimenti e, soprattutto, masticarli ed ingoiarli. E comunque intorno ai sette mesi. 

I falsi positivi sull' idoneità dei piccoli all'alimentazione complementare a richiesta, non rappresentano un problema è se il bambino non è davvero pronto all'autosvezzamento, sarà possibile ripetere il tentativo qualche giorno dopo. Come per lo svezzamento classico, durante l'ACR bisognerà evitare cibi crudi, troppo latte fresco, miele ed alimenti potenzialmente tossici. Quanto al rischio di soffocamento, una ricerca inglese ne ha verificato una possibilità pari a quella riscontrabile nello svezzamento classico con il vantaggio di una maggiore attenzione dei piccoli nella masticazione e nella deglutizione perché alle prese con un alimento desiderato e richiesto. 

TMT (ti.mamme team)

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