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11.12.19 - 08:000

Venire al mondo con la camicia o con il cappello

Curiosità legate ad un fenomeno raro e conosciuto sin dall'antichità

«Nascere con la camicia» è un'espressione abbastanza diffusa utilizzata per indicare una persona accompagnata dalla buona sorte. L'espressione metaforica trae origine da un'usanza del passato che prevedeva una camicia da far indossare ai neonati in occasione del battesimo ad indicare la loro appartenenza ad una famiglia benestante. Una condizione fortunata, che preannunciava un'esistenza priva di difficoltà, almeno economiche, dalla quale deriva il significato ben auspicante dell'allegoria. Ma il senso dell'espressione ruota tutto intorno al concetto di avere la camicia che coincide con un avvenimento rarissimo, riscontrabile al momento della nascita. In un parto su ottantamila circa, infatti, si può assistere al bambino che nasce completamente avvolto nel suo sacco amniotico - con la camicia - o con alcuni frammenti di esso attaccati alla testa - con il cappello, secondo alcune tradizioni nordiche. La rarità con la quale si verifica la nascita con il sacco amniotico rende l'evento quasi miracoloso al quale sono attribuiti numerosi significati.

Scopriamo cosa si nasconde dietro questo avvenimento. Prima di tutto è importante sottolineare che nascere nel sacco amniotico intero non ha alcuna conseguenza pericolosa. Anzi: per il bambino che viene al mondo ancora protetto dall'involucro nel quale ha vissuto per nove mesi è positivo il perdurare di una condizione confortevole alla quale è abituato. Se in passato questo evento straordinario designava la nascita di bambini dotati di poteri magici e destinati a difendere gli altri dalle streghe, oggi si pensa che esso riduca lo stress del parto ed il trauma di ritrovarsi improvvisamente in un ambiente totalmente nuovo, rendendo i bambini più tranquilli anche durante la crescita. In un'interpretazione da mamme pancine, la fortuna riconosciuta alla nascita con la camicia deriverebbe dal senso di protezione che essa rappresenta, proprio come accadeva nel ventre materno. In tutto il mondo questo evento mantiene un fascino particolare celebrato nelle diverse culture locali come un fenomeno più o meno beneaugurante. In Nuova Guinea ed in Islanda, per esempio, si crede che i nati con la camicia siano preveggenti, mentre in Nord America ed in Indonesia questi bambini sono considerati capaci di comunicare con i fantasmi. Anche l'antichità ha prestato attenzione ai nati con la camicia, ma non sempre il fenomeno è stato considerato fortunato. Il primo nato con la camicia ricordato fu l'imperatore romano Diadumeniano, sconosciuto ai più poiché il suo regno durò solo sette giorni e proprio per questo non accompagnato dalla buona sorte. Nei Balcani l'evento designava neonati destinati a diventare vampiri ed in Scandinavia si riteneva fortunato il sacco bianco e maleaugurante quello scuro.

Che si creda o meno alle curiosità legate alla nascita con il sacco amniotico intero, si può diventare comunque dispensatori di fortuna, secondo una tradizione più moderna. È consuetudine, infatti, prevedere nel corredino dei neonati la presenza di una camicina di seta o cotone, semplice o ricamata, chiamata proprio camicia della fortuna, in una sorta di simbolo di buon augurio. Se questa usanza funzioni non si sa, ma tentare non costa molto!


TMT (ti.mamme team)

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