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TI.MAMME
12.11.19 - 08:000

Adolescenti e social: navigare tranquilli è possibile

I rischi che si annidano in rete possono essere evitati con l'aiuto ed il sostegno dei genitori

Nativi digitali è l'espressione, spesso criticata, con la quale si identificano le nuove generazioni di adolescenti e bambini, cresciute a base di internet, computer e cellulari. Sono proprio queste creature misteriose, così abili a smanettare su un tablet da essere più esperte di qualsiasi genitore, che rappresentano un incognita per mamma e papà. Complici la minore praticità ed il tempo sempre scarso, gli adulti sono spesso un passo indietro rispetto ai propri figli in materia di tecnologia e questo non facilita il compito di amorevole controllo e prudente guida. Ma è quasi impossibile, oggi, trovare un ragazzino che non abbia un account sui social network, luoghi virtuali nei quali si socializza, si ride, si scherza e si studia persino. La trasposizione virtuale dei nostri pomeriggi a casa degli amici per giocare dopo aver fatto i compiti, compresa quella ricerca impegnativa da fare spulciando l'enciclopedia. Oggi le ricerche si fanno su internet, in uno dei tanti siti a disposizione zeppi di informazioni e spiegazioni. Ma proprio la rete ed i suoi numerosi spazi virtuali rappresentano l'incognita più minacciosa per ogni genitore. A meno che non si sia figli di un programmatore informatico che vive di pane e web, infatti, si hanno mamma e papà normodotati in fatto di competenze tecnologiche e sicuramente pluspreoccupati di non essere il filtro umano delle esperienze dei propri pargoli. Se ai nostri tempi ci si contattava sul telefono di casa e c'era sempre un adulto a rispondere e, quindi, a sapere chi chiamava e perché, oggi per i giovanissimi esiste una privacy da servizi segreti che centellina informazioni ai genitori. Al di là di ogni comprensibile ansia, esistono reali rischi anche per i nativi digitali, a volte troppo sicuri di sé per accorgersi di un pericolo.

Quali sono le principali insidie? Il cyber bullismo è sicuramente in cima alla lista dei rischi on-line soprattutto per la sua potenziale grandezza. Le angherie dei bulli in classe, in rete diventano più numerose e pesanti ed ogni genitore teme che il proprio figlio o la propria figlia possano esserve vittime. Ma anche artefici! Perché non è detto che la propria creatura sia necessariamente l'angioletto senza macchia, incapace di cattiveria. Da non trascurare anche il rischio pedofilia, con la possibilità che fingendosi un coetaneo, un adulto entri in contatto con bambini ed adolescenti convincendoli ad un incontro. Altrettanto preoccupante può essere anche la dipendenza da rete che spegne progressivamente l'interesse per ogni altra attività ed isola con conseguenze salutari e sociali. Dal punto di vista umano, un ragazzino abituato a parlare in rete senza percepire o trasmettere emozioni, perde il contatto con la propria emotività e rischia di crescere fragile e disturbato da problematiche preoccupanti.

Cosa fare? Filtri, filtri ed ancora filtri: è il primo passo verso la sicurezza dei figli e la serenità dei genitori. E poi mai abbandonare i piccoli davanti allo schermo da soli, che sia quello del computer, del tablet o dello smartphone, piuttosto insegnare loro che le attività on-line possono e devono essere condivise. L'esempio è la base: ogni adulto al pc può coinvolgere i propri figli, magari scegliendo qualcosa di interessante per la loro età, così da inculcare il principio di condivisione senza segreti. Sistemare la postazione internet in un'area di passaggio è un modo per evitare che i piccoli rimangano imboscati, in un'altra stanza, da soli con lo sconfnato universo virtuale e tutti i suoi buchi neri! E prima di ogni accorgimento pratico è fondamentale informare i propri figli sui reali pericoli che si possono trovare in rete. Senza allarmismi fuorvianti, ovviamente, ma con la lucida serenità di un genitore che spiega alla propria creatura le conseguenze delle imprudenze. Proprio come quando si insegna ad attraversare la strada è importante spiegare ai piccoli che non si accettano le richieste di amicizia dagli sconosciuti e non si danno informazioni personali. Ricordare ai giovanissimi fruitori dei social network che nel dubbio è sempre meglio chiedere consiglio ad un adulto in casa. 

Autostima e social media. Un paragrafo a parte riguarda la valutazione di se stessi che i giovani fanno sulla base degli apprezzamenti on-line. Ogni genitore dovrà ricordare che i nativi digitali misurano la socializzazione con le condivisioni e nutrono l'autostima a suon di like. Bandire i social dall'esistenza dei propri figli è inutile oltre che quasi impossibile e, soprattutto, è controproducente. L'importante è rinforzare la realtà concreta oltre quella virtuale. Gli standard ai quali abitua la rete sonospesso fuorvianti con target di perfezioni che molto spesso sono frutto di un frenetico lavoro di ritocco. Ma per l'osservatore ingenuo che si sente sempre sotto osservazione e giudizio, l'imperativo è quello di avvicinarsi alle icone virtuali sentendosi spesso inadeguato. Impressionare gli altri diventa il must esistenziale soprattutto degli adolescenti, a danno dell'autostima messa a dura prova dagli sforzi che non vanno a segno. Come aiutare i figli della perfezione virtuale? Ai genitori spetta il compito di comprendere ed attivarsi. Mai sminuire i social media né nella propria razionalità né in quella dei figli e, contemporaneamente, incoraggiarne un uso intelligente ed anche critico che comprenda un'analisi personale delle interazioni on-line. Perché posto una foto? Che accade davvero se i like sono pochi? Gli amici si comportano ugualmente di persona ed in rete? Abituandosi ad un uso dinamico dei social anche il «fallimento» di un post con pochi like sarà accettato più facilmente ed il sostegno e l'apprezzamento dei genitori permetteranno ad ogni adolescente di coltivare la fiducia e corroborare l'autostima.

 


TMT (ti.mamme team)

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