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TI.MAMME
17.11.19 - 08:510

Nascite pretermine: esperienze choccanti e colme d'amore

Iniziative ed impegno per migliorare la sopravvivenza e la crescita dei neonati prematuri

È dedicata ai bambini venuti al mondo pretermine la Giornata mondiale dei neonati prematuri e ricorre ogni anno il 17 novembre. L'iniziativa è nata nel 2008, durante i lavori della European Foundation for the Care of Newborn Infants - EFCNI, e per la ricorrenza annuale è stato scelto il 17 novembre perché in quella circostanza fu il giorno in cui uno dei fondatori dell'EFCNI divenne padre, dopo aver perso tre figli nati prematuri.

Ogni anno, in occasione di questa giornata sono organizzati eventi che coinvolgono principalmente le strutture sanitarie, ma anche aziende ed associazioni, oltre che medici e genitori. Il fine è quello di migliorare la rete di conoscenze, competenze ed informazioni sulla prevenzione ed utili a migliorare la salute e la qualità della vita dei bambini nati prematuramente.

Quando un neonato si definisce prematuro? Tutti i bambini nati prima della trentaseiesima settimana di gestazione e con un peso corporeo minore di 2 chili e mezzo è definito pretermine. Le statistiche indicano che oggi un bambino su dieci nasce prematuramente, così piccolo da rientrare su una mano e con il peso persino inferiore ad un chilo. Le difficoltà in questo caso sono principalmente di queste creature costrette a combattere per sopravvivere e crescere sani. Ma anche i genitori e le mamme in particolare si trovano scaraventati in una realtà impegnativa e dolorosa che li vede tornare a casa senza il proprio bambino costretto al ricovero ospedaliero nei reparti di terapia intensiva neonatale.

Quali sono le cause del parto prematuro? Ipertensione, infezioni, patologie alimentari, stile di vita, età avanzata, gravidanza assistita nelle mamme sono tra le cause principali delle nascite pretermine. Considerata l'immaturità e lo sviluppo non ancora completo degli organi, il neonato prematuro può essere afflitto da difficoltà a respirare e ad alimentarsi, rischio di infezioni ed emorragie cerebrali, anemia ed ittero. Spesso queste creature non riescono a sopravvivere o mantengono qualche problema di salute, ma quelli che ce la fanno si rappresentano dei veri miracoli.

Albert Einstein, Isaac Newton e Stevie Wonder sono stati dei nati prematuri poi divenuti famosi per essersi distinti nei propri campi di azione, ma tante altre sono le storie dei neonati pretermine che si aggrappano alla vita nonostante le difficoltà dell'essere venuti al mondo prima del previsto.

L'esperienza di Cristina Droz è legata alla nascita dei suoi gemelli alla ventiseiesima settimana di gestazione. Dei due bambini sopravvive solo la femminuccia, Lucrezia, ma in quei momenti concitati, durante i quali bisogna strappare alla morte quelle creaturine, non c'è tempo per il dolore. Certo la sofferenza per quella perdita tornerà, anche più intensa. Dopo il parto, la terapia intensiva e poi la marsupioterapia per creare un contatto vero con quella piccolina che è rimasta chiusa, per settimane, nell'incubatrice. Dopo due mesi di cure in ospedale, Lucrezia torna a casa, tra la paura e le ansie dei genitori, ed inizia a vivere da sola diventando una bambina sana e forte. «Nei corsi preparto non si parla delle nascite pretermine - testimonia Cristina - per non spaventare le mamme ed alla fine, se capita, nessuna se lo aspetta o ha informazioni precise. Ed invece bisognerebbe dirlo perché se capita non si sa cosa fare».

Gabriella Pinna Bertotti è la mamma di due bimbi, Leonardo e Matilde, nati a distanza di un anno entrambi prematuri. Un'esperienza dolorosa che si è ripetuta permettendo ai genitori di essere più preparati dopo aver vissuto in prima persona le grandi preoccupazioni, assistendo alle tragedie di altre mamme che non volevano vedere i propri figli prematuri e di coppie che si indebolivano sino a separarsi. La terapia intensiva neonatale è un mondo particolare nel quale si vive alla giornata «senza esaltarsi per un miglioramento né demoralizzarsi per ogni crisi. Non ci sono percorsi netti, ma essere ottimisti aiuta» spiega Gabriella.

Anche i papà, dei quali si parla meno, giocano un ruolo importante. Sono i primi a seguire i piccoli appena nati quando escono dalla sala parto. Sono spaventati ed oggettivamente estranei al momento particolare ed esclusivo della nascita che lega unicamente mamma e figlio. I papà sono i coprotagonisti, spesso messi da parte dalle mogli dedite solo alla cura di una creatura così fragile. Anche loro devono avere tanta forza  tanta pazienza oltre ad un amore smisurato.

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