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10.09.19 - 08:000

World Suicide Prevention Day: apice di un impegno quotidiano

Oggi, 10 settembre, torna l'evento mondiale di sensibilizzazione per la prevenzione del suicidio tanto frequente anche tra bambini ed adolescenti

 

Compiuto o tentato, il suicidio è il tragico fenomeno che causa 800 mila decessi l'anno. Il comportamento suicidario è frutto dell'interazione di numerosi elementi tra i quali depressione, solitudine, frustrazione e senso di fallimento, ed interessa indistintamente uomini e donne di ogni età, livello culturale, etnia, religione, orientamento sessuale e reddito. Oltre che adulti, il suicidio riguarda anche adolescenti e bambini ed una nota particolarmente allarmante è quella che riguarda l'aumento soprattutto di suicidi infantili. Pensare che dei bambini possano desiderare e cercare la morte genera sgomento e dolore e rappresenta un segnale molto preoccupante da non sottovalutare. Intorno a questi dati ruota, prima di tutto, l'impegno dell'Organizzazione mondiale della sanità e dell'Associazione internazionale per la prevenzione del suicidio, dedite alla lotta contro gli intenti suicidari. Sono numerose le iniziative organizzate per arginare l'emergenza e tra esse spicca la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio che quest'anno si terrà il 10 settembre. L'evento è l'occasione per proporre dibattiti e conferenze grazie ai quali informare e, soprattutto, fornire spunti di riflessione ed i primi strumenti per essere di aiuto. L'intento del World suicide prevention day è quello di permettere a chiunque di diventare artefice del cambiamento del destino di chi medita il suicidio sperando silenzisamente in un aiuto. La giornata mondiale contro il suicidio fu organizzata a Stoccolma nel 2003, dopo la prima campagna di prevenzione lanciata dall'Oms nel 1999 e da allora questo evento si propone di divulgare informazioni e fornire a chiunque dli strumenti per raggiungere quanti sono particolarmente vulnerabili al suicidio, comunicando con loro in modo adeguato, così da impedire a particolari situazioni emotive di degenerare sino alla conclusione più drammatica. Conferenze e seminari organizzati per l'occasione offrono l'opportunità di apprendere le tecniche utili per offrire il primo sostegno a quanti vivono in particolari condizioni sofferenza emotiva.

Quali sono i motivi che portano al suicidio? La domanda non è una fredda speculazione scientifica, bensì l'interrogativo che tormenta chi perde un parente o un amico per suicidio. Inevitabile il senso di colpa per chi rimane e si accusa di non essere stato capace di comprendere ed evitare quel gesto.

  • Chi si suicida vive in uno stato di profonda depressione che rende accettabile l'idea di liberare gli altri della propria presenza. L'intento suicida non è facile da scorgere e, quindi, è preferibile chiedere direttamente alla persona interessata se nelle proprie riflessioni abbia mai contemplato propositi suicidi.
  • L'estremo gesto è anche frequente tra persone affette da psicosi che sono causa di disfunzioni emotive e comportamentali. Da ricordare che ogni psicosi è trattabile e permette di contenere la pericolosità dei pensieri di morte che possono disturbare il soggetto. Può capitare che i suicidi siano persone che avrebbero voluto chiedere aiuto, ma non hanno saputo a chi rivolgersi.
  • Tra i casi di suicidio si registrano, purtroppo, anche episodi particolari. Ci sono individui che provano a chiedere aiuto oppure ad attirare attenzione o di colpire chi provoca loro sofferenza. Sono loro che compiono gesti sottovalutandone la reale pericolosità e finiscono per uccidersi senza immaginare di poterci riuscire. Il loro nemico è l'impulsività che li uccide senza che abbiano realmente intenzione di morire.
  • Un capitolo a parte è rappresentato dalle persone che con il suicidio tentano di diventare padrone del proprio destino cercando di sfuggire alla disperazione dettata da situazioni immutabili. Una malattia incurabile può essere il punto di partenza di una decisione ragionata con la quale porre fine alle proprie sofferenze e sentirsi padroni per un momento della propria vita scegliendo quando e come morire.
  • Tra le cause di suicidio più difficili da accettare c'è sicuramente l'errore, ovvero la realtà di chi si suicida per sbaglio. Sembra assurdo, ma purtroppo accade ed è il fenomeno che coinvolge soprattutto i giovani che si lasciano irretire da giochi e prove assurde che spopolano in rete diventando quasi delle mode. Tra i più recenti c'è il gioco incredibile e stupido che prevede di soffocarsi così da privarsi dell'ossigeno e sperimentare la sensazione che questo provoca. Quando il gioco sfugge di mano, la morte è evidentemente in agguato.

Il suicidio infantile è la sfumatura più cupa del fenomeno. Il dolore provocato da un suicidio è straziante e lascia ferite profonde in chi rimane a piangere la vita spezzata tormentandosi con tante domande destinate a rimanere senza risposta, mentre senso di colpa e rabbia si alternano. Ancor più terribile è la sofferenza nella quale si sprofonda quando a darsi volontariamente la morte è una creatura da proteggere e sorreggere.

Quali sono le cause dei suicidi infantili? Bullismo, incomprensioni in famiglia, problemi scolastici, difficoltà di relazione sono tra i principali motivi per i quali i più piccoli scelgono di morire. Lo stress e la frustrazione che derivano da queste situazioni sono per i più piccoli davvero ingestibili e sfociano in profondi stati di depressione dai quali scaturisce la scelta di una soluzione drastica che ai loro occhi appare la più logica e semplice. E non stupisce che creature di 6 anni conoscano perfettamente il significato di morte e suicidio visto che lo 0.17% dei bambini che si tolgono la vita ha tra i 5 ed i 7 anni. Gli studi condotti sul suicidio dei giovanissimi hanno rilevato, inoltre, che esso coinvolge maggiormente i maschi e, negli ultimi tempi, più i piccoli di colore. In ogni caso l'attenzione deve essere degli adulti e del loro modo di interagire con i piccoli. Genitori ed educatori sono i principali custodi della serenità di ogni bambino e nessuno può permettersi errori nella cura della loro esistenza. Perché dal baratro che si apre all'idea che una creatura si tolga la vita per donare serenità alla propria madre non si scampa e provoca profondo sgomento sapere che è realmente accaduto ad una bimba messicana di 10 anni che si è suicidata lasciando una lettera struggente. «Voglio solo chiedervi di fare in modo che mia madre possa essere la donna più felice del mondo dopo che non sarò più qui, perché per lei sono solo un dolore e una rovina per la sua vita da quando sono nata. (...) Penso che il miglior regalo per i Re Magi sia se mi uccido. Tu me lo hai sempre detto, ‘vorrei che non fossi mai nata’. Ti amo così tanto, mamma, so che i Re Magi non esistono ma ti do questo grande regalo».

 


TMT (ti.mamme team)

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