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L'OSPITE
25.07.14 - 07:170
Aggiornamento : 24.11.14 - 02:39

San Gottardo: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire

di Marco Passalia

Il periodo estivo potrebbe sembrare politicamente più calmo rispetto al resto dell’anno, ma la tematica concernente la realizzazione di un secondo tunnel al San Gottardo sembra continuare a scaldare gli animi già provati dall’afa. Recentemente ho infatti potuto leggere che chi, come il sottoscritto, difende il risanamento della galleria per evitare l’isolamento del Ticino è considerato “un reazionario ed un sostenitore di imbrogli”. L’aspetto buffo di queste dichiarazioni è che su questo argomento, non solo chi la pensa come me sostiene la posizione ufficiale del Consiglio federale, ma addirittura ci si trova paradossalmente nella posizione di difendere la legalità della legge. Un controsenso? Certo, ma è fondamentale sottolineare che l’impossibilità di aumentare la capacità di transito attraverso i due futuri tunnel mono corsia è iscritta in un’apposita legge e addirittura nella Costituzione svizzera. La volontà popolare è dunque rispettata e mettere in funzione 4 corsie significherebbe non rispettare la nostra Carta fondamentale e andare contro il principio della legalità. Affermare il contrario è un po’ come se alcuni anni fa avessimo affermato che la legge contro il fumo passivo sarebbe stata inutile perché comunque tutti avrebbero continuato a fumare nei locali pubblici. Insomma, un processo alle intenzioni che vorrebbe mettere in dubbio lo Stato di diritto in un Paese in cui il concetto di legalità è un pilastro fondamentale.

Nonostante la proverbiale sordità di chi guarda alla nostra realtà con un paraocchi ideologico continuerò a ripetere che la costruzione di una seconda canna non implica un aumento di traffico. Innanzitutto, la galleria di risanamento servirà da alternativa affidabile durante la chiusura per più di 1'000 giorni dell’attuale tunnel autostradale. Vari esperti riconosciuti, gli studi d’ingegneria interpellati e le autorità federali competenti dopo anni di studi ed approfondimenti hanno valutato che l’opzione scelta è la più valida in termini di sicurezza, costi ed affidabilità del collegamento. Si tratta di un nuovo tunnel che verrà in un secondo tempo affiancato alla galleria risanata nel rispetto della Costituzione e delle leggi. In questo senso, la posizione del Consiglio federale è chiarissima: un tubo con un’unica corsia agibile verso nord e l’altro tubo con una corsia verso sud; certo sarà realizzata in entrambi i tunnel una seconda corsia di emergenza che servirà a garantire l’accesso rapido e sicuro ai mezzi di soccorso in caso di panne o incidenti. Quindi, non ci sarà nessun aumento del traffico, ma beneficeremo di due vantaggi fondamentali in più: una maggiore sicurezza ed una migliore accessibilità in caso di emergenza.

 

A titolo di completezza sulla questione traffico, non dimentichiamoci che la qualità dell’aria dal 1990 ad oggi è nettamente migliorata (auto meno inquinanti, immobili energeticamente efficienti, popolazione più sensibile all’ambiente, ecc.): si tratta di un’evoluzione generale favorevole riportata a chiare lettere nel rapporto 2013 “Qualità dell’aria in Ticino” pubblicato lo scorso giugno dal Dipartimento del territorio del cantone Ticino. Inoltre, teniamo presente che non dobbiamo fare confusione sulle tempistiche: da una parte, vi sono gli attuali problemi di traffico legati all’aumento del fenomeno del frontalierato (si pensi al Mendrisiotto, al Piano di Magadino o al Basso Vedeggio e Malcantone) che necessitano di risposte concrete a breve e medio termine; dall’altro lato, invece, dobbiamo ricordarci che la chiusura del tunnel del San Gottardo e la realizzazione di una galleria di risanamento ci toccheranno direttamente tra circa 20 anni. La politica quindi deve dare delle risposte lungimiranti e basate sul buon senso.

 

Marco Passalia, deputato in GC e coordinatore del comitato per il risanamento del San Gottardo

 

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