L'OSPITE
02.05.11 - 10:570
Aggiornamento : 13.10.14 - 14:03

Il Cantone è latitante mentre cresce l'allarme per la qualità dell'aria

I Verdi del Ticino

Da alcune settimane il rilevatore di Giubiasco registra un tasso di polveri fini superiore ai limiti consentiti e per l'ennesima volta ai Ticinesi tocca respirare aria malsana e nociva. Dal mese di febbraio Giubiasco detiene lo sgradito record di località con la maggiore immissione di polveri fini (pm10) nell’aria. Giubiasco supera così anche i valori di Chiasso, solitamente i peggiori del cantone. Al di là del fatto che si tratta dell’ ennesimo allarme per aria inquinata in Ticino, ciò che inquieta ulteriormente è che nemmeno il Dipartimento del Territorio ha saputo individuare con prontezza e certezza le cause scatenanti.

Come sempre la preoccupazione principale delle autorità non è individuare la causa e informare la popolazione ma minimizzare il pericolo. Ricordiamo che l'aria del Ticino è già satura di polveri fini ed è tra le più inquinate della Svizzera. Nonostante ciò il Cantone non fa nulla. E quello di Giubiasco non è che il più recente esempio di inattività.

Inoltre, nonostante i dati fossero noti, la popolazione toccata da questi valori anomali non è stata adeguatamente informata. L'allarme avrebbe dovuto essere lanciato direttamente dal Dipartimento. Il governo ha invece semplicemente reagito alla denuncia di organizzazioni private. Alla popolazione occorre dire la verità: le polveri fini sono dannose per la salute! A causa delle polveri fini in Svizzera ogni anno muoiono prematuramente 3700 persone.

Eppure il problema delle polveri fini legato al cantiere Alptransit (sempre che ne sia questa l’origine) non è una novità. Da tempo i cittadini dei quartieri confinanti con il cantiere di Sant’Antonino si lamentano per questa situazione e sollecitano l’intervento dell’autorità. E’ urgente che si prendano delle misure per ridurre il danno, come utilizzare nebulizzatori per fermare le nuvole di polvere causate dai brillamenti e dai movimenti di terra. Per quel che riguarda, invece, l’inceneritore, i Verdi ribadiscono la loro richiesta di rendere pubblici i dati grezzi dei rilevamenti e di farlo in tempo reale!

Foto Ti-Press Samuel Golay

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