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Filippo Beroggi
L'OSPITE
14.05.22 - 09:280

No ai tagli sulla scuola pubblica

Filippo Beroggi, studente e co-coordinatore SISA

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti-SISA sostiene con convinzione e determinazione il fronte del no al "decreto Morisoli.

La decisione del Gran Consiglio conferma purtroppo quanto già si presagiva all’Assemblea Generale del SISA d’inizio ottobre: è tornata l’ennesima stagione di politiche d’austerità con l’obiettivo di smantellare il servizio pubblico a scapito della popolazione salariata e studentesca e dare in pasto all’economia privata i compiti fondamentali dello Stato.

Con l’approvazione dell’iniziativa democentrista, il legislativo ha dunque dato il via libera alla ormai fin troppo comune stagione di freno alla spesa pubblica, particolarmente pericolosa per le fasce più impoverite della popolazione. Infatti, la ricetta che Morisoli&Co propongono non ha nulla di originale ed è il solito minestrone neoliberale utile solo tagliare le risorse fondamentali per lo sviluppo del Cantone e mercificare i compiti dello Stato, necessari a garantire i diritti sociali come il diritto allo studio.

Evitando di assumersi le responsabilità del disavanzo, la destra riduce le spese e fa pesare la crisi sulle spalle di studenti e lavoratori. Contrariamente a quanto sostenuto dai favorevoli all’iniziativa, una grossa parte dell’ammanco nelle casse pubbliche non è imputabile solo alla spesa, bensì è il risultato di una politica economica neoliberale precisa promossa dalla destra borghese ormai da decenni.

Riducendo la spesa pubblica, la loro volontà politica è quella di defiscalizzare il paese a favore dei grandi capitali e gettare il cantone in un Far West che segue unicamente le regole, ormai sacralizzate, dell’economia di mercato. Le conseguenze di questa ormai vecchia e fallimentare ricetta economica sono ben visibili da tempo, soprattutto dalle generazioni di giovani ticinesi trasferitesi Oltralpe: il Ticino ha un tessuto socio-economico incapace di offrire prospettive e soluzioni occupazionali decenti, con un mercato del lavoro non sufficientemente regolamentato e delle autorità con scarsa progettualità nella programmazione dell’intervento pubblico!

Lo smantellamento della scuola pubblica e la riduzione dell’offerta pubblica sono gli effetti della politica delle “casse vuote” e di taglio alla spesa pubblica. Borse di studio, corsi di recupero, gite, corsi facoltativi a indirizzo artistico e umanistico, sono solo alcuni dei servizi scolastici vittime delle politiche d’austerità. In questo quadro, lo smantellamento della scuola incide negativamente sul diritto allo studio e sulla pluralità e varietà dell’indirizzo educativo della scuola, eliminando progressivamente i saperi non ritenuti redditizi ed “economicamente utili” alla formazione di ogni individuo.

Perciò no all'austerità, no ai tagli alla scuola pubblica, no al decreto Morisoli il prossimo 15 maggio.

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