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L'OSPITE
02.01.22 - 11:270
Aggiornamento : 22.02.22 - 17:43

Che rimane della Lega nata per combattere il malaffare?

Giancarlo Jorio, già municipale di Giubiasco

Con un’interrogazione la Lega di Bellinzona ha chiesto al Municipio di derogare a norme del regolamento comunale per tollerare le baldorie di qualche avventore di osterie che per licenza edilizia e autorizzazione di esercizio non hanno i requisiti né strutturali, né normativi, per destinazione di esercizio per musica d’intrattenimento.

Insomma la Lega chiede all’autorità, in barba a legislazioni federali e cantonali, di consentire illecitamente una turbativa per la gioia di qualche avventore di osteria non che non può concedersi a casa sua di disturbare i co-residenti, favorendo gli affari di qualche esercente.

C’è di che riflettere sulla metamorfosi di una Lega nata per combattere il malaffare e che arranca difendendo l’indifendibile municipale leghista, prima capo dicastero delle finanze che ha consentito di pagare importi per opere incompiute che avevano superato il credito disponibile generando sorpassi milionari e ora, capo dicastero della sicurezza, che consente al corpo di polizia di redigere verbali di costatazione difformi dalla realtà dei fatti, ergo atti ufficiali falsati.

L’opaca risposta del Municipio conferma che la prestazione di quell’autorità è tutt’altro che professionale: sottace che l’ordinanza municipale sulla repressione dei rumori molesti e inutili, adottata con risoluzione municipale nel gennaio 2021, non è ancora in vigore poiché contrastata in sede ricorsuale, non formando essa i presupposti giuridici per assumere le prove atte a notificare infrazioni e promuovere sanatorie strutturali nel caso di esercizi pubblici e di spazi pubblici problematici.

Il Municipio intende preservare la prerogativa di apprezzamento e a procedere con disparità di trattamento, escludendo con un progetto di ordinanza generica strumenti adeguati e proporzionali allo scopo, perpetuando in pratica il diritto, impropriamente avocato a se, di continuare a disattendere l’applicazione di leggi dello Stato.

Solo a fronte di riforme adeguate e puntuali con la nuova ordinanza 2021 si potrà raggiungere lo scopo che le leggi di riferimento si prefiggono, in altre parole la protezione del cittadino da eccessi nefasti per la sua salute e non il mantenimento della protezione delle negligenze dell’autorità locale.

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